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Cammini da mare a mare. Le nostre guide

sardegna a piedi

Il mare dei camminatori. Quello più bello, sorprendente, inesplorato. Alla scoperta delle nostre coste e delle isole, a piedi o in bici.

ITALIA COAST TO COAST. Dall’Adriatico al Tirreno

Scrive Simone Frignani, autore della guida:

“L’Italia, con uno sviluppo costiero superiore ai 7.000 chilometri, è per sua stessa natura vocata a essere attraversata da un mare all’altro. Tale è il fascino dell’impresa, che annualmente sono migliaia le persone che vi si cimentano, mosse dalle motivazioni più varie, ma quasi sempre accomunate da un forte spirito d’avventura. Tra le esperienze più note, ricordo quella di Enrico Brizzi: un viaggio a piedi dal Tirreno all’Adriatico, su un percorso in parte simile a quello proposto in questa guida, che servì d’ispirazione per il suo romanzo Nessuno lo saprà. Tra tutti i possibili coast to coast italiani, ne ho elaborato uno che ritengo particolarmente interessante sotto il profilo culturale, storico, religioso e naturalistico. Un percorso tra due monti protesi nel mare: l’uno sentinella a oriente, a scrutare, oltre il blu dell’Adriatico, i lidi d’Illiria che a lungo furono luogo d’incontro, non sempre pacifico, tra molti popoli; l’altro, vedetta a occidente, a vigilare su quel Tirreno che vide fiorire le grandi civiltà etrusca e romana. Muovendoci dal Conero all’Argentario, accanto a località giustamente note, toccheremo una miriade di posti sconosciuti al turismo di massa, e forse anche per questo capaci di attrarre il viaggiatore attento.”

SARDEGNA A PIEDI. 13 itinerari spettacolari lungo la costa

Scrivono gli autori della guida, Roberta Ferraris e Riccardo Carnovalini:

“Due milioni di passi attorno alla Sardegna. Ottanta giorni, come nel giro del mondo più famoso, abbiamo impiegato per compiere un tortuoso anello di 1.500 chilometri intorno all’isola. “Sentiero Mare”, il nostro viaggio, è nato nell’inverno tra 2006 e 2007 da un’idea un po’ folle: verificare lo stato delle coste più belle e meno abitate del nostro Paese, a pochi mesi dall’entrata in vigore del Piano paesaggistico regionale, uno strumento urbanistico di eccezionale coraggio, che ha di fatto bloccato ogni nuova costruzione in una fascia di due chilometri dalla linea di battigia. Percorrere integralmente a piedi la costa della Sardegna e di quattro isole
minori (Sant’Antioco, San Pietro, La Maddalena e Caprera) è servito anche,
nell’estate del 2007, a verificare la possibilità di realizzare un percorso escursionistico il più possibile continuo lungo le coste dell’isola.
Ai percorsi pensati all’epoca di “Sentiero mare” si sono aggiunti, con la nuova edizione del 2019, altri cinque itinerari: fanno il loro ingresso le isole di Sant’Antioco e San Pietro, con un cammino ciascuna, il Parco nazionale dell’Asinara e un nuovo sentiero a Caprera, nel Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, oltre a un’escursione alla portata di tutti nel Supramonte, a Cala Goloritzè”.

IL CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA. 500 km nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese

Un percorso ad anello che da Iglesias si snoda lungo le piste e i sentieri battuti dai minatori lungo 8.000 anni di storia, dal Neolitico al Novecento.

Dal mare cristallino di Sant’Antioco alle fitte foreste del Marganai, dalle bianche dune di Piscinas alle spettacolari grotte di Is Zuddas, un viaggio indimenticabile alla scoperta della Sardegna sud-occidentale, tra suggestive miniere dismesse, gallerie affacciate sugli scogli, villaggi fantasma e antiche ferrovie che si perdono nei boschi.

Fil rouge devozionale è il culto di santa Barbara, patrona dei minatori, le cui chiese punteggiano questo splendido itinerario storico e naturalistico.

Nella seconda edizione aggiornata, nuove varianti e ospitalità, tutte le informazioni utili. E una toccante e intensa parte narrativa, con le storie e le testimonianze di chi ha lavorato in miniera.

DA PALERMO A MESSINA PER LE MONTAGNE

Tra Messina e Palermo, una via francigena per le marine è citata in un documento in latino del 1089: seguiva la linea di costa quasi sovrapponendosi del tutto alla consolare romana, la via Valeria, dal nome del console che l’aveva fatta realizzare nel III secolo a.C. La sua variante per le montagne è attestata sempre durante l’XI secolo, quando il Gran Conte Ruggero la usò per spostarsi da Messina a Palermo, ancora in mano musulmana. Molte informazioni ci provengono dalla cartografia spagnola e austriaca che tende a sistematizzare le conoscenze, ma sarà il governo borbonico a creare un vero e proprio archivio delle “regie trazzere”. Così
vengono chiamati, dagli studiosi siciliani, i sentieri di transumanza e
la viabilità principale e secondaria, dal francese antico dressier, un patrimonio archivistico di più di 400 direttrici viarie. Da questi schedari, ancora oggi consultabili emergono i tratti della Via che oggi percorriamo come Palermo-Messina per le montagne, dal capoluogo regionale alla città dello Stretto.

La Via Palermo-Messina per le montagne è un saliscendi di emozioni: corre per più di 370 chilometri, attraversando tutta la zona settentrionale dell’isola lungo le catene dell’Appennino siciliano (Madonie, Nebrodi e monti Peloritani).

La guida mappa l’intero itinerario, ma riporta anche qualche suggerimento di tappe selezionate per chi non avesse abbastanza tempo a disposizione o volesse scandire a un ritmo differente il viaggio.

L’itinerario percorribile in bici, un misto asfalto-sterrato, è affascinante e divertente, ma con un grado di difficoltà da mediamente a molto impegnativo.

Chi volesse concludere il suo cammino sulla punta di Capo Peloro, nel punto più estremo dell’isola, da Messina può continuare a piedi lungo il percorso ciclopedonale: 13 km seguendo sempre la costa, fino al porticciolo di Torre Faro e al pittoresco scenario dello Stretto.

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