Chiudi

Ricerca

Anselmo Roveda ed Elisabetta Civardi raccontano “L’altalena di chi è?”

elisabetta civardi e anselmo roveda l'altalena di chi è

Chi di noi non l’ha sperimentata? La questione più spinosa dell’infanzia, attraverso le generazioni: L’altalena, di chi è? Tutti vogliono andarci! E, spesso, “la fila” evolve in un’attesa infinita…. Non nell’albo di Anselmo Roveda ed Elisabetta Civardi che, a partire proprio dall’osservazione attenta e appassionata delle dinamiche tra bimbi, offrono una lettura creativa!

Anselmo, Elisabetta, raccontateci di questo tempo trascorso dalla nostra ultima intervista: che riscontro avete avuto, da parte dei piccoli lettori, dopo l’uscita del vostro primo albo, “Quando gli animali non avevano la coda”?

ANSELMO Per i laboratori e le presentazione dei libri, la fine dell’anno scolastico scorso e questo sono stati momenti di transizione… e di qualche confusione. Normale, per il periodo. La pandemia Covid, con le sue ondate e i suoi momenti di calma, ha spiazzato un po’ tutti, e la programmazione non è stata semplice. Innanzitutto per chi vive la scuola. Così, ci sono stati incontri a piccoli gruppi con mascherina, a grandi gruppi all’aperto, a distanza per tutti, un po’ a distanza e un po’ in presenza… insomma, un bel mare mosso! C’è stato da divertirsi. Quello che mi ha più colpito, ed è capitato con diverse classi incontrate online, è stato l’aver instaurato un rapporto che non poteva risolversi solo a distanza, così ci siamo promessi a vicenda un nuovo incontro in presenza… per riprendere il filo e parlare di animali, code e nuovi libri!
ELISABETTA L’aneddoto che mi è rimasto più impresso è quello di una coppia di mamme e del loro bimbo che, durante il lockdown, aveva poco meno di un anno. In casa non disponevano di molti libri per bambini e comunque non a sufficienza per passare le giornate. Così, anche se Quando gli animali non avevano la coda è per bimbi più grandi, hanno iniziato a leggere le parole di Anselmo – una lettura semplice che anche il piccolo Federico riusciva a seguire fino alla fine – e a giocare con le mie illustrazioni. Oltre agli animali, erano i piccoli oggetti a colpire maggiormente il loro immaginario e da ogni pagina, con la fantasia, veniva “prelevato” un qualcosa da animare: il giornale del cavallo da leggere, la spazzola della volpe usata per pettinarsi, le calzette stese del gatto da odorare; ma su tutte le immagini il ruolo più importante era affidato al palloncino dello scoiattolo che, puntualmente, finiva in alto in alto sul soffitto, tanto che bisognava recuperarlo con la scala… questa volta vera. Un bel gioco di fantasia che ha portato l’uso del libro ben oltre le mie aspettative. Federico ha anche scoperto il gioco del riconoscimento delle code da me inserito nei risguardi, arricchendolo però con mimi e versi che hanno coinvolto anche gli adulti!

Ora diteci del vostro nuovo albo “L’altalena di chi è?”: cosa vi ha ispirato, come avete lavorato a questa storia, un suggerimento per sperimentare l’albo a scuola e a casa

ANSELMO La storia dell’altalena contesa la cullavo da un po’.  Volevo raccontare in modo semplice e, spero, divertente di come la condivisione sia sovente la migliore soluzione ai conflitti; ma non volevo neppure rinunciare a mostrare, grazie alla cocciutaggine di Orso, la legittimità di desiderare fortemente e magari maldestramente o, addirittura, egoisticamente. Qualche volta, ai bambini-orso manca solo l’occasione per sperimentare qualche cosa di differente, un altro modo di vivere il piacere; e qui entra in gioco la comunità, gli altri, capaci di accogliere e di mostrare soluzioni prima non immaginate. Prima di occuparmi di letteratura sono stato un educatore e un cooperatore: l’eco di quelle esperienze attraversa giocoforza la mia scrittura. Ad ogni modo, un testo preliminare e una scaletta d’azioni, diciamo uno storyboard, giravano da tempo tra scrivania e computer; poi, dopo il primo albo con Elisabetta Civardi, ho pensato che la storia dell’altalena fosse perfetta per l’ambientazione che lei aveva creato in quell’occasione. Ho quindi immaginato che la vicenda potesse svolgersi ai giardinetti di una città come quella rappresentata in Quando gli animali non avevano la coda. Da lì, nel confronto con l’illustratrice e con la casa editrice, la storia è andata via via meglio precisandosi; declinandosi, infine, in una forma nuova: quella che potete incontrare in pagina.
ELISABETTA L’idea che regge la narrazione di L’altalena di chi è? è di Anselmo; un giorno, via
mail, mi ha inviato uno storyboard che mi ha appassionato subito, anche perché il tema del
gioco e della condivisione tra i più piccoli mi interessa. Da educatrice, infatti, ho spesso osservato
le dinamiche di contesa, la rielaborazione da parte dei bambini e la ricerca di soluzioni attraverso il
pensiero laterale. Tutti ingredienti presenti, ai quali ho dato immagine.

ELISABETTA, tu sei stata ospite di Fa’ la cosa giusta! con un doppio laboratorio di presentazione dell’albo, domenica 1 maggio! Dicci come è andata

Avevo costruito e portato con me sul treno, per ciascun bimbo, una scatola-altalena capace, nell’immaginario, di contenere tanti amici: dopo aver letto insieme la storia, ogni bambino con colori e materiali di riciclo ha “arredato e corredato”, con tutti gli ospiti che voleva, la sua altalena. L’idea era che la dimensione del gioco fosse anche dimensione dell’accoglienza. In fondo, anche i lupi, che spesso fanno paura ai bambini, in questo libro sono accolti come portatori di soluzioni.


ANSELMO, hai in pista anche tu qualche iniziativa, prossimamente?  

Proprio in queste settimane sto terminando le lezioni all’ISIA di Urbino, le alterno agli appuntamenti fissati da tempo a zonzo per festival e iniziative varie; il libro è uscito in un momento bello fitto dell’anno e non vedo l’ora di iniziare a programmare, nelle prossime settimane, con calma occasioni per incontrare lettori e lettrici. Mi piacerebbe una festa “bestiale” a Genova, la città in cui viviamo sia io sia Elisabetta; l’uscita del primo libro insieme è avvenuta a metà 2020, in piena pandemia, e non si è potuto fare molto; questa sarà l’occasione per fare festa doppia! Nel frattempo due cose: una pubblica e una privata. Quella pubblica è un incontro, a fine maggio, con una delle scuole con cui ci siamo incontrati per ora solo online, e l’occasione per stare insieme sarà proprio L’altalena di chi è? Quella privata, invece, è la scrittura di nuove avventure e storie per il mondo animalesco immaginato con Elisabetta. Ci ho preso gusto!

Vuoi rimanere aggiornato sulle novità della collana Acchiappastorie?

Iscriviti alla nostra newsletter
Consenso(Obbligatorio)


Nessun prodotto nel carrello.