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Abby Hanlon racconta Dory Fantasmagorica “All’arrembaggio!”

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Abbiamo raggiunto Abby Hanlon, autrice di Dory Fantasmagorica, nella sua casa di Brooklin NYC, per farci raccontare il quinto episodio della serie, appena uscito (ottobre 2019)!

La nuova avventura di Dory Fantasmagorica, si intitola “All’arrembaggio!”. Si direbbe una storia di pirati.
Sì! Tutto è iniziato con una schizzo della signora Arraffagracchi nelle vesti di un pirata, sul mio blocco da disegno. Mi sembrava che si adattasse perfettamente a questo nuovo ruolo. Poi hanno cominciato ad emergere alcuni elementi legati all’acqua e… il libro ha iniziato a prendere forma. Mi sono ispirata a una storia divertente di quando mio cugino, l’ultimo di sei figli, era piccolo. Quell’anno la sua famiglia è andata a fare una vacanza ai Tropici e sua mamma gli ha dato il permesso di farsi da solo la valigia. Quando sono arrivati in hotel però la sua famiglia ha scoperto che l’unica cosa che si era portato era un gommone gonfiabile. Sapevo di voler inserire una versione di questa storia nel mio libro, allora ho iniziato a disegnare Dory su una zattera, l’Arraffagracchi in veste di pirata, e il signor Bocconcino in versione sirena. Proprio in quel momento, mentre disegnavo, mi è improvvisamente tornato alla memoria in modo molto vivido un oggetto che amavo tanto da bambina:  ci giocavo nella vasca da bagno, si chiamava “Tub Town”. Ho deciso che il gioco poteva essere un “oggetto del desiderio” per Dory e inoltre un’ambientazione fantastica per sceneggiare qualche pezzo della storia nell’oceano.

Abby legge per noi un brano di “Dory Fantasmagorica. All’arrembaggio!”

Avventura dopo avventura, Dory cresce. Ma che età ha adesso?
Visto che il quarto libro (Dory Fantasmagorica con la testa fra le nuvole) era ambientato durante l’inverno, per il seguito ho immaginato che fosse primavera. Dory cresce molto lentamente! E infatti “crescere” è uno dei temi di questo nuovo libro. La mamma non ne può più di sentir continuamente parlare della signora Arraffagracchi e prova delicatamente a suggerire a Dory che è troppo grande per questo gioco. Dory però resiste e bene a questo tipo di pressione. Come al solito, il suo mondo immaginario le viene in soccorso e funge da antidoto: lì c’è chi si dimostra per niente a disagio sul fatto che lei voglia rimanere una “bambina”. E insomma, Dory in qualche modo  continua a rivendicare il suo status, e sono convinta che nemmeno i lettori siano così desiderosi di vederla diventare grande. Quando ho cominciato a lavorare al quinto libro, pensavo di farle compiere sette anni; poi ho capito che no, perché così facendo non avrebbe più avuto sei anni, e i sei anni sono un’età sublime!

Ci hai raccontato in una precedente intervista che i tuoi gemelli sono stati fonte di ispirazione. Cosa rappresenta Dory per la tua famiglia? Come è cambiata la tua scrittura ora che i tuoi figli sono più grandi?
Ho scritto il primo libro di Dory quando i miei figli avevano cinque anni e ora ne stanno per compiere tredici, quindi per molti anni Dory è stata una presenza fissa nelle nostre vite. I libri di Dory sono diventati un posto in cui depositare molti momenti giocosi della vita familiare, perché così tanto di Dory nasce proprio dalle cose per cui abbiamo riso tutti insieme. Dory rappresenta una collezione dei nostri momenti divertenti, ed anche dei giochi buffi dei cugini più piccoli e dei fratelli minori dei loro amici. Sebbene i miei figli abbiano superato la “fase Dory”, ho ancora molto bisogno dei loro suggerimenti, perciò ogni tanto cerco di convincerli a tornare al loro vecchio ruolo di editor. Devo pagarli 5 dollari a testa per farli ascoltare mentre leggo una bozza del libro a voce alta. Ci sediamo sul pavimento così che mentre ascoltano possono giocare con i Lego. I loro consigli continuano a essere preziosi come sempre. Sanno come tenere i personaggi fedeli a se stessi, sanno cosa suona da monello, o troppo spaventoso o ricco di suspance, e continuano ad aggiungere un sacco di dettagli divertenti. Mia figlia è un’artista di talento, quindi ha anche un ruolo di art director! Osserva attentamente i miei schizzi e mette dei post-it sulle cose che le appaiono sbagliate o strane. E il più delle volte, penso che abbia ragione e seguo i suoi consigli.

Quale libro hai sul tuo comodino? C’è un autore emergente che vorresti consigliarci?
Sto leggendo un romanzo d’esordio chiamato “Severance”, di Ling Ma, che parla di un ragazzo cinese americano in mezzo a un’apocalisse di zombie a New York. Di solito non leggo questo genere di letteratura, ma questo libro mi sta piacendo perché lo sento molto fresco, mi ha evocato ricordi dell’alienazione che sentivo a vent’anni in un ufficio di Manhattan. Quest’estate ho letto il classico americano “Il buio oltre la siepe” ai miei figli. Penso che abbiano l’età giusta per un libro così importante, richiede un po’; di pazienza, ma ne vale la pena perché tocca grandi temi di moralità e giustizia.

Com’è il posto dove scrivi?
In questo periodo sto trasferendo tutto il mio materiale di lavoro dalla mia stanza (che è stato il luogo, abbastanza poco ideale, in cui ho fin qui lavorato) in un capanno nel nostro giardino, che diventerà il mio studio quando sarà ultimato, questo autunno. Avere una stanza solo per me sarà una lusso meraviglioso e spero che, con un po’ più di spazio, sarò in grado di sperimentare anche molto di più, da un punto di vista artistico. Vi manderò una foto del nuovo studio, quando sarà pronto!

Stai pensando a nuovi personaggi per le tue storie?
Non adesso. Dory è stata l’unica presenza nella mia mente in questo periodo. Ho messo sangue, sudore e lacrime su ogni pagina di Dory, e ora sento di avere bisogno di una pausa. Il mio prossimo progetto, magari, sarà illustrare la storia scritta da un altro autore. Non l’ho mai fatto e spero che possa essere l’opportunità per crescere un pochino come illustratrice, prima di tornare al ruolo di narratrice.


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    Tra i nostri libri più amati e conosciuti: La grande fabbrica delle parole, albo illustrato da Valeria Docampo e la serie Dory Fantasmagorica, di Abby Hanlon.

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