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Abby Hanlon e la sua Dory Fantasmagorica

Abby Hanlon, autrice americana della celebre e amatissima serie Dory Fantasmagorica, che ha conquistato i cuori di bambini in tutto il mondo, in occasione dell’uscita del settimo libro della serie, Dory Fantasmagorica. Al centro dell’universo, racconta in un’intervista a Robinson di Repubblica (domenica 5 ottobre) come è nata la sua irresistibile protagonista e cosa rappresenta per lei e per i lettori questa piccola eroina. Un grazie speciale a Ilaria Zaffino per aver realizzato questa intervista.

Ci racconta come tutto è iniziato?

«[…] Quando ho scritto il primo libro di Dory, i miei gemelli avevano cinque anni e stavo a casa tutto il giorno a guardarli giocare. Per loro il gioco era reale e non volevano uscire: preferivano restare in pigiama, proprio come Dory! A casa si sentivano padroni del loro mondo: lo creavano, lo controllavano, non c’erano le regole che fuori gli venivano imposte»

Dory combina alla perfezione realtà e fantasia. È il suo segreto?

«Credo che la chiave sia l’osservazione. Mi considero un’osservatrice dei bambini: li guardo, li ascolto, li studio. Li adoro. Da ragazzina amavo i bambini più piccoli di me, perché sono diretti, sinceri. Ridono facilmente, piangono facilmente. A sei anni tutto è bianco o nero, c’è tanto caos, perché non sanno ancora regolarsi. È un’età affascinante: si scopre di essere individui separati dalla famiglia, si entra in contatto con le sensibilità altrui. È un momento ricchissimo da raccontare».

Abby Hanlon nel suo studio

Quanto è cambiata la sua protagonista dopo sette libri?

«Non troppo. Frequenta sempre la stessa classe: non voglio farla crescere troppo, perché quell’età è troppo interessante e, in parte, è ciò che la rende comica. Però in ogni libro c’è un piccolo passo in avanti. È importante che le storie riflettano la vita reale dei bambini, quello che sentono, le loro difficoltà. Ed è anche per questo che i libri funzionano: i bambini vogliono riconoscersi nei personaggi, proprio come noi adulti amiamo rivedere noi stessi in film, serie o romanzi. Ogni libro affronta un tema universale: dal senso di appartenenza all’amicizia, alla paura dell’abbandono e alla competizione».

È possibile leggere l’intervista completa su repubblica.it. Buona lettura!

L’intervista è stata pubblicata su Robinson di Repubblica domenica 5 ottobre 2025. Di Ilaria Zaffino.

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