Quando i capelli di papà andarono in vacanza è una prima lettura, scritta e illustrata da Jörg Mühle, perfetta da gustare durante l’estate e per accompagnare il rientro, a settembre.
“Fermi! Tornate qui!” Ma i capelli di papà sono ormai lontani. Stanchi di pettine e spazzola, vogliono andarsene un po’ in giro, fare nuove esperienze, vedere il mondo.
Armato di colla e retino, papà li insegue al ristorante, allo zoo, ai grandi magazzini. I capelli però riescono sempre a sfuggirgli. E un giorno iniziano addirittura a mandargli selfie e spassose cartoline… Torneranno mai?!


L’attività in Terza Primaria a fine anno scolastico
«Ma davvero i capelli possono andare in vacanza?»
È bastata questa domanda perché tutti si avvicinassero un po’ di più al libro. Da quel momento la lettura è diventata un gioco di attese. Ogni pagina nascondeva un dettaglio da scoprire, un indizio da cogliere, un sorriso da condividere. I bambini osservavano le immagini con attenzione, formulavano ipotesi, tornavano indietro per verificare qualcosa che, alla prima lettura, era sfuggito. Senza accorgersene stavano allenando uno sguardo curioso sul mondo.
Quando i capelli di papà andarono in vacanza è una prima lettura che sa fare proprio questo: diverte, coinvolge e, con grande naturalezza, crea lo spazio perché nascano domande autentiche. Non offre risposte già pronte, ma accompagna i bambini dentro una quotidianità che riconoscono come propria e che, proprio per questo, diventa terreno fertile per nuove scoperte.
Ho scelto di leggerlo nell’ultimo periodo della classe Terza. Ma sono convinta che sarebbe stata anche un’ottima proposta da settembre. Perché l’inizio di un anno scolastico non è fatto solo di materiali nuovi, quaderni da etichettare e regole da condividere. È il tempo in cui una classe ricomincia a costruire il proprio modo di stare insieme. E le storie, in questo, sanno essere compagne preziose. Nel nostro caso, il libro ha aperto una riflessione tanto semplice quanto potente:
Come riconosciamo ciò che appartiene alla natura da ciò che è stato costruito dall’uomo?
Le risposte sono arrivate lentamente. Si sono intrecciate alle esperienze personali, alle osservazioni, ai ricordi. Ogni bambino aggiungeva un pezzo, modificava un’idea, ne accoglieva un’altra.
Poi qualcuno si è soffermato su una doppia pagina dove, nella gran fuga dei capelli in vacanza, c’è il disegno del loro passaggio attraverso…un depuratore!


Il ciclo dell’acqua
Non certo il protagonista della storia, il depuratore, ma è diventato il protagonista della nostra curiosità: abbiamo osservato lo schema, provato a comprenderne il funzionamento, rappresentato il percorso dell’acqua e costruito insieme un modello che rendesse visibile ciò che avevamo capito. Parlando, discutendo, sbagliando e rivedendo le nostre ipotesi. Il percorso non era stato progettato prima della lettura. È nato dalla lettura. Ed è forse questa la forza più grande degli albi illustrati: trasformare una storia in un luogo da abitare. Un luogo in cui i bambini possano sostare, osservare, fare domande e costruire significati condivisi. Ogni volta rimango sorpresa da come basti una pagina, un dettaglio, una frase per cambiare direzione. È in quei momenti che la progettazione lascia spazio all’ascolto e la curiosità dei bambini diventa la bussola del percorso. Per questo continuo a pensare che Quando i capelli di papà andarono in vacanza sia molto più di una lettura divertente. È un invito a rallentare, a guardare meglio ciò che abbiamo intorno, a scoprire che anche nelle situazioni più ordinarie si nascondono domande straordinarie. E allora perché non iniziare proprio così un nuovo anno? Con una storia divertente, potremmo dire accogliente, capace di intrecciare cose che i bambini già sanno con quello che si accingono a scoprire.
Materiali creativi: scheda da colorare
L’Autore ha preparato questa scheda da scaricare, stampare e consegnare alla creatività dei bambini e delle bambine!









