Fresco di stampa in libreria, Il segreto della Creatura, opera prima di Giorgia Guarienti. Una storia per una fascia (8-10 anni) che ha tanto bisogno di libri pensati proprio per questa “età di mezzo”. Abbiamo intervistato l’autrice per sapere di più su di lei e su questo libro. Buona lettura!
Giorgia, dicci qualcosa di te
Caspita che domanda! Inizierei dicendo che sono una persona che cammina molto. E
poi anche che nuota molto, perché in acqua riesco a non pensare. Ecco appunto: sono
una persona che pensa molto, ma adesso che sono diventata grande per fortuna penso
meno. Ho cambiato tanti lavori, ma adesso faccio la contadina: ho vigne e olivi biologici
e, se tutto va come spero, a breve anche un pollaio. Vivo con Enrico e i nostri due
bambini e abbiamo due cani: una lupa bianca che si chiama Miwok, come una tribù di
Nativi americani, e un pastore (ex) randagio che si chiama Biagio e che è l’essere più
buono che abbia mai in contrato. Con noi abitano anche una gatta millenaria che mi odia
e un gattone nero che è bello almeno quanto crudele.

Il primo romanzo che ho letto da sola in terza elementare è stato Violetta la Timida di
Giana Anguissola regalatomi da mio nonno materno a Natale (ce l’ho ancora con tanto
di dedica).
Il libro della mia vita è – e credo sarà per sempre – Il giovane Holden Di J.D. Salinger: la vecchia Sally, le anatre di Central Park, i suoi “mi lasciò secco” e i “vattelapesca” per me sono stati l’iniziazione all’età adulta, anche se avevo solo dodici anni.
Gusto di gelato: cioccolato e limone.
Non mangio gli animali.
Scrivo di giorno, soprattutto all’aperto, anche quando fa freddo.
Il segreto della Creatura è il tuo libro d’esordio. Raccontaci come è nato
Ho scritto la prima riga un giorno di marzo, appoggiata al tavolino di ferro battuto verde
che ho sul balcone e da cui si vede il giardino. Avevo voglia di leggere una storia e così
l’ho scritta, giocando a farlo senza pensare a nulla. E’ arrivato subito il cane Burro. Dieci minuti
dopo è comparso Cesare e quando è arrivata anche Rosa ho capito che c’erano tutti.
Il resto l’hanno fatto loro. Mi hanno portata nel bosco e lì ho conosciuto la Creatura. Ho solo dovuto scriverla, ma la storia c’era già. Non mi chiedere dov’era esattamente, però, perché non
lo so bene nemmeno io.
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Il segreto della Creatura
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Parlaci dei protagonisti della storia. E di personaggi come Virgilio ed Enea. Nomi non casuali, c’è da scommettere
Cesare credo possa dirsi l’amico che avrei voluto da bambina. Io sono figlia unica, sono
cresciuta in città e un amico maschio, di quelli che tengono in bocca un filo d’erba
mentre camminano e che stanno sempre dalla tua parte, io non l’ho avuto, ma sarebbe
stato favoloso. Quello che amo di Rosa, invece, è la sua pervicacia nel negare la magia
mentre in realtà ci è completamente immersa. È un po’ quello che facciamo noi grandi,
purtroppo. Ma poi la magia – io ne sono convita – ha sempre la meglio. Enea e Virgilio
devono aver avuto una mamma che leggeva molto, tra un cliente e l’altro del suo
negozio di alimentari. Lei nel libro non c’è, ma io me la sono immaginata mentre
sceglieva i nomi dei suoi bambini quando erano nella pancia.
Ti ritrovi nella definizione sintetica del tuo romanzo come “fiaba moderna”? Quanto pensi siano importanti, le storie di questo tipo, nella letteratura per l’infanzia?
Mi fai una domanda importante un po’ da “addetta ai lavori”, quale non mi sento. Ti
posso rispondere da persona che scrive, da bambina divoratrice di libri e ora da madre
di bambini lettori:
io penso che un buon romanzo sia tale quando riesce a portarti fuori di te, in un luogo che ha a che fare con il mistero, con una soglia da attraversare
Penso che debba essere un’esperienza anche un po’ inquietante, spiazzante, che travalichi le
infanzie singole e le singole esperienze per parlare a un’infanzia più ampia, quella che
è stata per mio padre così come quella che è ora per mia figlia. In questo senso la
magia aiuta e il mondo sospeso è un luogo comodo in cui essere ospitati, anche perché
lì il tempo viene disinnescato. E forse così rispondo alla tua prima domanda: Il segreto
della Creatura è una fiaba, sì. Che sia moderna, non saprei perché in quel caso avrei
dovuto immaginare un tempo in cui collocare Rosa e Cesare che invece, appunto, non
c’è.
Aggiungo una cosa che invece riguarda me: io faccio molta fatica a pensare che realtà e
magia (o immaginazione) siano cose che vivono su piani diversi.
La magia è nelle cose che chiamiamo reali e questo i bambini lo sanno benissimo
Mentre i grandi possono provare a ricordarselo in qualsiasi momento, anche leggendo una storia ai loro figli prima di dormire.
Nella mia infanzia la magia l’ho trovata nel vecchio cofanetto Mondadori con le fiabe dei
Fratelli Grimm in versione integrale, ovvero con nulla di edulcorato o ridimensionato,
quindi con bambini morti, gelide manine, adulti inaffidabili, streghe cattivissime, animali
che vomitano. E poi La Storia Infinita, ça va sans dire. Da grande, a riportarmi in quel
mondo – che avevo iniziato a rifiutare, attratta da un razionalismo un po’ di reazione –
sono stati gli scrittori latinoamericani, Garcia Marquez in primis, ma poi Jodorowsky e
in tempi più recenti, Brenda Lozano e Guadalupe Nettel.
Per quale età o a chi consiglieresti la lettura del tuo libro? Come potrebbe essere usato secondo te a scuola?
Io credo che Il segreto della Creatura sia un libro che può collocarsi in un confine tra la
lettura ad alta voce, di genitori, nonni, insegnanti (nella tradizione fiabesca, appunto) ma
anche per una lettura autonoma ad un certo punto della scuola primaria. Non riesco mai
a dare un’età di riferimento ai libri, perché i bambini e le bambine sono così diversi e
unici che non mi sembra giusto fermarli o anticiparli nelle loro scelte di lettura.
Potrei dirti che Il segreto della Creatura racconta la nascita di un’amicizia, immediata e
partigiana, che accarezza (mi auguro con la la massima delicatezza) il passaggio dall’infanzia alla prima adolescenza, che soprattutto ricorda che la fiducia – ah la fiducia! Disegna la strada per uscire dalle difficoltà e che la strada a volte è proprio quella che i grandi considerano proibita. Sì, potrei dirti tutto questo, anche se non riesco a smettere di credere che, anche a scuola, i libri vadano usati per raccontare una storia, che poi è quello che spero di essere riuscita a fare, né più né meno.
C’è un posto dove ami lavorare? Com’è la tua scrivania?
La mia scrivania preferita è un tavolo in giardino. Poi ne ho due anche in casa e sono
pieni di libri, blocchetti colorati, Oracoli del bosco e degli animali, gnomi di legno, pigne,
sassolini, piume e talismani vari che mi portano i miei bambini. Sotto ci sono le cucce dei
cani.


Per chiudere: un pensiero, un’anticipazione su prossimi progetti o una dedica che desideri condividere qui con i Lettori
Vorrei dire grazie. Grazie perché mi sento molto privilegiata ed emozionata a pensare che la Creatura ha preso il volo e potrà essere quello che è per sua natura: qualcosa che, ciascuno a modo suo, ha da qualche parte dentro di sé.
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