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Un weekend sull’Alta Via delle Grazie

L’Alta Via delle Grazie è un percorso di sette o tredici giorni lungo un anello spettacolare che consente di percorrere l’intera val Seriana, dalla città di Bergamo alle montagne e ritorno. Il percorso integrale è stato concepito in 13 tappe, ma è pur vero che ognuno di noi ha disponibilità di tempo ed esigenze differenti. Ecco alcune proposte di itinerari abbreviati per un fine settimana!

2 GIORNI: Accoglienza, spiritualità e condivisione

Un’esperienza spirituale, oltre che escursionistica. Da Castione si raggiungono il santuario di Lantana e poi Lovere, dove sostare presso il monastero di clausura delle clarisse, in un clima che induce alla meditazione, oppure presso l’Oasi accanto al santuario delle Sante Bartolomea e Vincenza. Due occasioni per partecipare ai momenti di preghiera delle comunità. La seconda tappa porta a Monte Isola, tra gli ulivi e le case in pietra, per salire al santuario della Madonna della Ceriola, punto panoramico di tutta l’isola.

La bellezza del Monte Isola

Nella provincia di Brescia, l’isola lacustre più grande d’Italia. L’altezza del monte raggiunge i 600 m e lassù in cima troviamo il santuario della Madonna della Ceriola, verosimilmente edificato sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Iside. Il nome del santuario trova probabilmente origine nel fatto che l’effigie della Madonna fu scolpita in un ceppo di cerro. La vegetazione dell’isola è formata in larga parte da alberi di ulivo che le danno un carattere mediterraneo. Per lungo tempo fu centro di produzione di reti da pesca e luogo di pesca e conservazione ittica. Una celebrazione solenne che attira migliaia di turisti è la festa di Santa Croce che, dal 1836, si svolge ogni cinque anni nei piccoli borghi di Carzano e di Novale per celebrare la fine di un’epidemia di colera. Il momento culminante della manifestazione è il 14 settembre, quando i due nuclei sono interamente decorati da migliaia di fiori di carta, rigorosamente fatti a mano dagli abitanti con procedimenti tramandati in gran segreto nelle famiglie, creando per quattro giorni uno scenario suggestivo.

3 GIORNI: Per gli amanti della montagna

Un percorso montano per chi ha un buon allenamento e un minimo di esperienza. Attenzione d’inverno ai tratti di alta quota e in caso di forte innevamento. Dai 640 m di altitudine di Parre si sale ai 1.033 m di Bani di Ardesio, all’interno del Parco delle Orobie, per giungere a Novazza. Si riparte per Lizzola, passando tra le belle baite in pietra di Maslana, conosciuta per la presenza di stambecchi. L’ultimo giorno si risale per sfiorare i 2.000 m del passo Manina, punto più alto del percorso. Si ridiscende fino al lago alpino dello Spigorel e, dopo aver attraversato la val Sedornia, si giunge al santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio.

Il gaì: la lingua segreta dei pastori

Un mondo popolato da uomini solitari, abituati a stare lontani dai centri abitati, a vivere con poco, ai lunghi spostamenti con le loro greggi tra le pianure lombarde e i monti delle valli bergamasche ma anche della più lontana Valsesia: questa è la corporazione che nei secoli ha dato vita al gaì, un linguaggio poco parlato e molto recitato, un frasario tramandato di padre in figlio, di pastore in pastore. Difficile definirlo dialetto, è una raccolta di formule legate ai mestieri degli alpeggi e delle stalle, risultato della stratificazione di parole ed espressioni derivate da lingue antiche, come il gaelico e il latino, da lingue straniere apprese nei luoghi della pastorizia transumante, da vocaboli dialettali e da voci di carattere gergale.

Fotografia: AdobeStock, Monte Isola

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