Il Grande giro del Garda: un trekking che ripercorre l’intero perimetro del lago più grande d’Italia, a cavallo tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige. Ce lo racconta l’autore della guida Giorgio Barchiesi.
Giorgio, dicci di te e della tua passione per la montagna.
Ho iniziato a frequentare la montagna in modo autonomo verso i 35 anni, come escursionista, e più o meno in contemporanea ho iniziato a praticare la corsa in montagna, a livello amatoriale. Ero un atleta di umile livello, ma ne ho comunque ricavato molta soddisfazione e benessere fisico. Poi mi è stato consigliato di smettere, per non danneggiare le ginocchia, il mio punto debole. I monti che frequento più volentieri sono quelli del Triveneto, soprattuto in ambiente Dolomitico: Dolomiti di Brenta, Dolomiti Bellunesi e Altoatesine. Dalle escursioni sono poi passato alle ferrate e anche all’arrampicata. Pur scalando su gradi molto facili, ho potuto così salire numerose cime che non sono raggiungibili altrimenti. Infine ho scoperto il piacere di camminare lungo percorsi a tappe, prima seguendo qualche itinerario classico, poi iniziando a progettarne qualcuno.


Come è nato il Grande giro del Garda? Vuoi raccontarci anche del giro “Rock”?
Il Lago di Garda mi ha sempre affascinato, e data la vicinanza a Trento, città dove risiedo, nel corso degli anni l’ho frequentato molto. Offre di tutto: dalla passeggiata per famiglie fino all’arrampicata, dalle bellezze naturali ai luoghi di interesse storico e artistico. Ne ho così sviluppato una conoscenza via via più estesa, sebbene un po’ a macchia di leopardo, e a un certo punto ho avuto il desiderio di ampliarla facendo un giro a tutto tondo. Allora ho fatto appello all’esperienza di camminatore di mio cugino Fulvio, mio coetaneo e caro amico, e attraverso un attento studio congiunto della cartografia è venuto a delinearsi il percorso del Grande Giro del Garda. L’abbiamo sperimentato con grande soddisfazione, scoprendo luoghi nuovi, dalla bellezza inaspettata, e trovandoci raramente a dover correggere il tracciato elaborato a tavolino.
La versione “Rock” dell’itinerario (l’altra versione si chiama “Classic”) risponde invece alla mia passione per le quote più alte, e alla mia precedente conoscenza di vari rilievi che circondano il lago. Se il giro classico privilegia la facilità di percorrenza, il giro Rock cerca di concatenare quante più cime possibile, non escludendo tratti di percorso su sentiero attrezzato e su ferrata. Tra i rilievi occupa un posto di primo piano la dorsale del Baldo: circa 40 km di percorso che si sviluppano in gran parte sui 2000 m di quota, in direzione sud-nord, con una decina di cime intermedie, una parte centrale abbastanza selvaggia, panorami spettacolari, e vari rifugi a cui potersi appoggiare. Ma anche le cime dell’Alto Garda Trentino e dell’Alto Garda Bresciano sono di tutto riguardo. Ovviamente, rispetto al giro classico, la distanza complessiva e il dislivello totale aumentano decisamente!




Quali sono le peculiarità del cammino: la stagione più indicata, equipaggiamento particolare, livello di difficoltà, le varietà del percorso (spiagge, collina, “montagna”, castelli, borghi).
Il lago, per le sue caratteristiche climatiche favorevoli, è frequentabile lungo tutto l’arco dell’anno, ma le stagioni migliori sono sicuramente la primavera (marzo-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre), poiché si trova una natura verdeggiante, ma si evita la stagione più calda e più affollata. Le difficoltà, come percorso di trekking, sono basse nelle parti più pianeggianti o collinari, e medie nelle parti più montagnose. Anche i dislivelli da salire e scendere, analogamente, variano da tappa a tappa. L’equipaggiamento non ha nulla di diverso da quello indicato per un cammino classico, tenendo comunque conto che vi sono tratti su sentiero di montagna.
La varietà del paesaggio e dei luoghi è sicuramente una delle attrattive del giro, e non potrebbe essere altrimenti, grazie al connubio di lago e montagna, e trattandosi di un percorso che si snoda attraverso tre diverse regioni. Un giorno ci troviamo a camminare per lunghe spiagge, un altro ad attraversare colline verdeggianti tra boschi e uliveti, un altro ancora ad ammirare il panorama da più di 1000 m sopra la superficie del lago. Si passa per paesini, borghi e cittadine ricchi di fascino, cultura, storia e tradizioni. Una storia che si estende lungo un arco temporale molto ampio, con siti preistorici, resti di epoca romana, castelli medievali, fortificazioni della Grande Guerra.
Una caratteristica importante di questo cammino è che è completamente personalizzabile, si può iniziare ad ogni punto tappa. Quali sono i consigli che ti senti di dare a riguardo?
La zona è servita molto bene dai trasporti pubblici, in particolar modo autobus di linea e battelli, ma anche il treno per una piccola parte. In questo modo è possibile senza particolare difficoltà personalizzare il cammino, in due diversi modi. Uno è quello di percorrere solamente alcune tappe, vuoi perché si hanno limiti di tempo, vuoi perché si desidera evitare qualche tratto del percorso; la guida, nel capitolo “A ciascuno il suo cammino“, propone ben cinque esempi di questo tipo. L’altro modo è quello di pernottare in uno o due posti fissi, usando i mezzi per portarsi all’inizio di ciascuna tappa al mattino, e facendo ritorno alla base allo stesso modo nel pomeriggio.
Raccontaci un incontro particolarmente interessante o curioso che hai fatto lungo questo cammino.
Un giorno mi ha contattato un signore, di nome Aurelio, geometra in pensione, rivolgendomi molti complimenti riguardo al Grande Giro del Garda, e dicendomi di essere intenzionato a tentare il percorso non-stop dell’intero giro. Ci siamo accordati per fare insieme alcuni allenamenti, cosìcché avrei potuto mostrargli personalmente il percorso, e anche insegnargli a usare l’app “trekking-etc/viewer”, che facilita l’orientamente lungo il tracciato. Ho così conosciuto una persona molto amabile e simpatica, e di grande energia e forza di volontà. Abbiamo di fatto ripercorso l’intero giro insieme, in tre super-tappe, a distanza di pochi giorni una dall’altra: Gargano – Garda, Garda – Riva del Garda, e Riva del Garda – Gargnano! Poi il progetto del giro non-stop per vari motivi è rimasto nel cassetto, ma ritengo che sia solo questione di tempo; nel frattempo siamo rimasti in contatto, la qual cosa mi fa molto piacere.

Nella guida ci sono consigli di esperienze da fare lungo il cammino, come ad esempio spiagge, terme, grotte da visitare. Vuoi farci una panoramica delle attività che propone la guida?
Nella guida, ognuna delle dodici tappe è corredata da un box di curiosità e da una pagina di approfondimento. Tra queste ultime, alcune descrivono bellezze nascoste nel sottosuolo (grotte, gallerie) e sott’acqua (relitti, manufatti e particolarità geologiche), altre descrivono luoghi degni di nota per motivi paesaggistici o storici (le isole, le spiagge, i castelli, le fortificazioni, gli eremitaggi, il Vittoriale), altre ancora suggeriscono attività di relax o sportive (terme, torrentismo, immersioni, windsurf). Questo ci fa capire che è anche possibile personalizzare il giro prolungandolo, in modo da riservarsi delle giornate extra per visitare con la dovuta calma luoghi di particolare interesse o per sperimentare qualche attività sportiva.


Quali sono i prodotti culinari ed enogastronomici che chi percorre il Grande giro del Garda deve assolutamente provare?
Questa è una domanda difficile, perché la tradizione enogastronomica è ricca, sia in termini di ingredienti che di preparazioni, e varia con il cambiare della regione in cui ci si trova. Direi che ho un ottimo ricordo di un pranzo a Lazise, in una caratteristica trattoria vicino al centro storico, dove io e mia moglie Annalisa ci siamo rifocillati con gran gusto e piacere. Per antipasto abbiamo assaggiato le sarde in saor, come primo i bigoli con le sarde, di secondo filetti di lavarello, il tutto accompagnato da un Lugana bianco. E per finire un tris di dolci. Impegnativo ma di grande soddisfazione… poi camminando si smaltisce tutto!
Fotografie di Giorgio Barchiesi.












