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Il Cammino di Dante, raccontato dagli autori della guida

il cammino di dante

Nel 2021 ricorre il 700esimo anniversario dalla morte di Dante (Ravenna, 14 settembre 1321). Tra le varie occasioni di celebrazione e approfondimento, una senz’altro molto bella e originale a suo modo è la conoscenza del Cammino di Dante: 20 tappe a piedi sui passi del Sommo Poeta, dalla tomba alla casa natale (e viceversa, lungo due percorsi differenti).

Lungo il cammino, la presenza di Dante si fa sempre più concreta e i versi della Commedia prendono forma: nel frastuono dell’Acquacheta, tra i silenzi degli eremi dei Toschi e di Camaldoli, nell’abbraccio della natura che ci accompagna nelle Foreste Casentinesi. Tra i borghi della Romagna e della Toscana, i castelli e i luoghi cantati da Dante nella Divina Commedia, come Brisighella, San Godenzo, San Benedetto in Alpe, Premilcuore e Forlì.

L’itinerario è stato mappato da Marcello BezziSilvia RossettiMassimiliano Venturelli nella guida Il Cammino di Dante. Li abbiamo contattati per chiedere di presentarci quest’opera, che si propone di offrire a voi, lettori amanti della cultura scoperta e gustata “a passo lento”, qualche spunto utile per uno dei “viaggi irrinunciabili” – secondo la Lonely Planet – di quest’anno!

Quali sono i periodi migliori per percorrere questo Cammino e qual è il livello di difficoltà? 

MARCELLO BEZZI Il periodo raccomandato per affrontare il Cammino è sicuramente da primavera (aprile) fino alla prima metà dell’autunno (ottobre), se il tempo lo permette. In estate, le tappe nella pianura romagnola rischiano di creare qualche difficoltà a causa delle alte temperature e della mancanza di ombra. Non appena si raggiungono le colline, però, la temperatura ritorna a essere piacevole e l’esperienza migliora. In ogni caso, si consiglia sempre di partire con adeguate scorte d’acqua e protezione solare.
Se si decide di affrontare il Cammino in primavera e in autunno, bisognerà far attenzione al meteo, in quanto alcuni percorsi montani diventano molto impegnativi, se non pericolosi, per via dei fondi sconnessi o fangosi, sia in salita che in discesa.


Molte tappe sono servite da bus e treni ed è quindi possibile decidere di partire direttamente da percorsi collinari o montani (Faenza, Brisighella, Marradi, Dicomano, Pontassieve, Bagno a Ripoli e Poppi sono collegate con il servizio ferroviario) rendendo il percorso dinamico e componibile anche anche a più riprese.

Quali sono le realtà (associazioni, enti locali) che hanno portato alla nascita del Cammino di Dante?

MARCELLO BEZZI Il Cammino di Dante cresce e si sviluppa negli anni grazie al grande contributo di volontari che, nel 2012, decidono di mettersi a tavolino e studiare un percorso che sia differente dagli altri, che valorizzi “l’uomo Dante” e il suo viaggio nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo.
Negli ultimi anni, il Cammino è cresciuto grazie alla grande rete di collaboratori sparsi in queste 20 tappe: mi riferisco soprattutto alle associazioni e alle strutture ricettive disseminate lungo il percorso. Dal 2020, dopo alcune migliorie nella gestione e nella comunicazione del Cammino di Dante, si è sviluppato e consolidato un proficuo rapporto con le istituzioni, le quali hanno voluto fortemente la realizzazione di questa guida. 

Una delle specificità di questa guida è il fatto di includere anche due percorsi cittadini, uno a Ravenna e uno a Firenze: in che modo la prospettiva dantesca getta una luce particolare su queste due città? Cosa si prevede a Ravenna e a Firenze per la celebrazione dei 700 anni, da qui a fine 2021?

MASSIMILIANO VENTURELLI Ravenna e Firenze sono le due città-simbolo di Dante, della sua giovinezza, della sua formazione, della sua vita politica e della sua morte. È proprio in queste due città che è racchiusa l’anima profonda del Poeta, la possiamo respirare ancora in alcuni vicoli e nei luoghi che sono rimasti intatti nei secoli. Ed è proprio in queste due città che ho voluto costruire due percorsi cittadini, grazie ai quali è possibile visitare e ammirare i posti che hanno caratterizzato la vita e la formazione di Dante Alighieri. Questi luoghi e le opere citate sono un patrimonio da tutelare e valorizzare per le generazioni future.

Sia Ravenna che Firenze hanno dato il via a un ricchissimo calendario di iniziative per festeggiare i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta: per quanto riguarda Ravenna basta digitare VivaDante.it e scegliere tra le tante possibilità, tra queste è presente anche l’evento realizzato dal Cammino di Dante, “Le 7 Meraviglie di Dante”. A Firenze, invece, è possibile scegliere tra le varie iniziative visitando il sito dedicato al Settecentenario di Dante, grazie al quale è stato dato risalto a tutti gli enti organizzatori ed è stata rafforzata la comunicazione per la promozione.

Inoltre, sul sito Le Vie di Dante sono elencati tutti gli eventi che saranno realizzati tra Ravenna e Firenze, che toccheranno i meravigliosi borghi dell’Appennino Tosco-Emiliano e città e comuni come Forlì, Faenza, Arezzo, Poppi, Marradi… Tra questi, è presente anche Borghi Danteschi, un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura e, in particolare, con il Comitato Nazionale per le celebrazioni dantesche 2021. Insomma, ci sono davvero tante possibilità per scoprire e vivere Dante e la sua storia!

La guida contiene anche un capitolo legato alla gastronomia! C’è una specialità che va assolutamente assaggiata?

MASSIMILIANO VENTURELLI Questa è una domanda molto difficile, diciamolo! Nella guida ho cercato di dare spazio ai principali prodotti tipici delle due regioni, e già questa è stata una scelta ardua. Da emiliano-romagnolo, sicuramente direi la piadina, un piatto molto semplice che, a seconda delle località, varia nell’impasto e nella farcitura. Per i camminatori è un pasto molto nutriente e veloce da preparare.
Per quanto riguarda la Toscana, invece, oltre all’ottimo vino, senza dubbio citerei il lampredotto, la schiacciata con salumi, e poi sua maestà “la fiorentina”, piatti anch’essi nutrienti e suggeriti per cena, al termine di una tappa.

Qual è il legame tra Dante e il Cammino? In che misura possiamo dire che Dante è un camminatore, un viandante? 

SILVIA ROSSETTI C’è un legame stretto e affascinante tra il Sommo Poeta e il Cammino: tra il suo vagare in esilio e gli spostamenti per le ambascerie, sorge spontaneo pensare a Dante come camminatore e viaggiatore. La Divina Commedia stessa, se ci pensiamo, è la storia di un cammino che attraversa tutti i regni dell’aldilà, partendo dalle bassezze buie dell’Inferno, risalendo le cornici del Purgatorio e terminando in un’ascesa luminosa nel Paradiso. Così come un camminatore, il Dante della Divina Commedia riflette, “studia” il passo, tiene conto dei ritmi della notte e del giorno, si riposa quando è troppo stanco.
In ogni viaggio, storico o letterario, che ha compiuto Dante, ci piace pensare che abbia scoperto una nuova parte di sé: è proprio questo che succede quando si fa un cammino, ancora oggi.

La Divina Commedia parla del viaggio ultraterreno di Dante e dell’amore per Beatrice: quali tracce di Beatrice possiamo trovare lungo il Cammino di Dante?

SILVIA ROSSETTI Ci sono due tappe in particolare che offrono delle bellissime suggestioni su questo aspetto: Portico di Romagna e Pontassieve.
A Portico di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena, si trova Palazzo Portinari. Oggi è una residenza storica privata, ma secondo la tradizione apparteneva a Folco Portinari, il padre della nostra Beatrice; storicamente, un politico di grande rilievo.


A Pontassieve, nei pressi di Firenze, sorge la chiesa di San Miniato a Pagnolle: si tratta di un piccolo complesso risalente al XII secolo. Ebbene, quando Dante era ancora a Firenze, essa si trovava a circa trecento metri da una villa di campagna di proprietà della famiglia Portinari, e a circa mezzo chilometro dalla tenuta della famiglia Alighieri. È possibile che le due famiglie siano entrate in qualche modo in contatto proprio qui, durante qualche funzione religiosa: sappiamo, stando a quanto scrive Dante stesso nella Vita Nova, che vide per la prima volta Beatrice all’età di nove anni. Non possiamo essere certi che sia accaduto proprio in questa chiesetta.. ma ci è concesso sognare un po’, no? 

Credits foto: Mattia Marasco

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