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CamminaForeste in Lombardia: intervista agli autori della guida

Non solo città, fabbriche e campi: la Lombardia è ricca di boschi e luoghi da scoprire in un trekking mozzafiato tra montagne, pascoli e valli inondate di luce o nascoste come tesori. Abbiamo chiesto agli autori della guida del CamminaForeste in Lombardia Enrico Calvo, Roberto Cremaschi e Alessandro Rapella di raccontarci l’itinerario e qualche consiglio per chi vuole intraprendere l’avventura.

Quando, come e da quale necessità è nato il CamminaForeste in Lombardia?

Il CamminaForeste in Lombardia è un’idea nata in ERSAF nel 2016, l’Anno Nazionale dei Cammini, per promuovere la scoperta delle 20 “Foreste di Lombardia”, boschi di proprietà regionale distribuiti tra la pianura, le Alpi e le Prealpi, e contribuire così a diffondere il ruolo e l’importanza delle foreste per la società e per l’uomo, in un momento in cui sempre più evidenti erano le criticità derivate dalla crisi ambientale, la necessità di gestire in modo sostenibile le foreste, il valore sociale, fruitivo e di benessere per le popolazioni.
Dopo un anno di ideazione e progettazione, il CamminaForeste è stato sperimentato per la prima volta nel 2017. Era articolato su 42 tappe; un folto numero di escursionisti lo ha percorso completamente, a turno, toccando tutte le 20 Foreste di Lombardia, da quelle più remote nel basso mantovano sul Po, a quelle alpine in provincia di Sondrio, Bergamo e Brescia, fino a quelle prealpine di Como e Lecco. Partenza dall’Isola Boschina, sul Po, e arrivo sotto il Monte Resegone.
Il CamminaForeste del 2017 è stata quindi l’occasione per parlare di foreste alle tante persone incontrate, sia lungo il Cammino che negli eventi che sono stati organizzati nel corso dei 42 giorni impegnati.

Le foreste di Lombardia sono il vostro lavoro. Quante e come sono? Perché sono importanti?

Le Foreste di Lombardia costituiscono la proprietà silvo-pastorale di Regione Lombardia, uno dei più grandi proprietari forestali della regione, e sono gestite direttamente da ERSAF. Con circa 23 ettari di superficie, distribuiti in 20 complessi nelle province di Mantova, Brescia, Sondrio, Bergamo, Lecco e Como, costituiscono la vetrina di tutte le foreste del territorio lombardo, da quelle di pianura a quelle di collina e montagna; da quelle utilizzate a fini economici a quelle destinate alla fruizione turistica o a essere riserve naturali, anche integrali, per la conservazione della biodiversità. Sono state tra le prime a essere certificate per la gestione sostenibile, e per i servizi ecosistemici che forniscono. La loro importanza risiede nella ricchezza della diversità contenuta, nell’essere modello di gestione e di sviluppo per il territorio e per il ruolo di divulgazione e conoscenza che promuovono.

Cosa si prova a scoprire e attraversare queste foreste?

Lungo un cammino così lungo, attraversando boschi e territori tanto diversi, si incontrano storie, culture, segni, persone, testimonianze che ci aiutano a cogliere il senso del rapporto tra uomini e boschi.
Le foreste sono la casa dell’uomo, del suo animo antico ma anche delle sue necessità moderne; sono il luogo delle sue paure, ma anche delle sue bellezze; sono la fonte del suo vivere ma anche protezione contro i pericoli… Leggete i testimonials che abbiamo scelto: Carpaneta è per Daniela Sogliani un museo a cielo aperto; la Foresta Val Grigna per Franco Michieli è un mondo affascinante e sempre nuovo che si scopre ogni volta che ci si addentra; la Foresta della Val Masino conduce a un’inquieta ricerca della pace per Marzio Marzorati; per Federico Raiser la Foresta dei Corni di Canzo ci insegna ad essere parte dei cambiamenti, Antonella Invernizzi lega la foresta del Resegone ai suoi ricordi.
Ognuno, camminando all’ombra dei faggi o delle querce o degli abeti, avrà una sua percezione personale.

Descriveteci il trekking: da dove parte e com’è suddiviso.

Per la realizzazione della guida, abbiamo rivisitato e ripercorso il tracciato, per eliminare alcune “asperità” non necessarie. Oggi il CamminaForeste in Lombardia si presenta come un (lungo) trekking di quasi 750 km, percorribile in 39 giornate, cui abbiamo aggiunto due percorsi ad anello per visitare la Val Masino e la Val di Mello con partenza da Filorera. Punto di partenza è la Riserva naturale dell’Isola Boschina, suggestiva isola lungo il fiume Po, a Ostiglia, nel mantovano. Il percorso (fattibile in bici nelle prime quattro tappe) raggiunge e attraversa (in battello) il lago di Garda e si snoda quindi in provincia di Brescia, scendendo in val Camonica e sul lago d’Iseo, risale a nord attraversando gran parte della la Valtellina per valicare le Orobie in provincia di Bergamo; si scende sul lago di Como attraversando (oltre allo stesso lago) porzioni delle province di Como e Lecco e si termina sulla verdissima dorsale della Costa del Palio, alle falde del monte Resegone, cima lombarda per eccellenza. Vengono toccati importanti fiumi (Po, Mincio, Oglio, Adda) e i principali laghi (Garda, Idro, Sebino, Lario). Si attraversa due volte la dorsale orobica, oltrepassando spesso i 2.000 metri di altitudine.
Difficilmente ci sarà chi percorrerà tutto il trekking di seguito, perché i dislivelli lo rendono impegnativo. Per questo motivo, l’abbiamo organizzato in 9 itinerari di 4-5 giornate ciascuno, per un totale di 39 giornate (+due). Gli itinerari comprendono aree abbastanza omogenee, in cui è più facile organizzare l’accesso alla partenza e all’arrivo, sia con mezzi pubblici (una buona parte del percorso è servita dalle ferrovie) sia con i mezzi privati. Sempre utile la soluzione delle due auto, di cui una lasciata al punto d’arrivo per poi recuperare l’altra al punto di partenza. Più facile ancora, ovviamente, la gita in giornata o in due-tre giorni, con la stessa avvertenza: trattandosi di un itinerario, il punto d’arrivo è spostato rispetto alla partenza, a meno di fare lo stesso percorso all’andata e al ritorno.

Quali sono le caratteristiche del percorso: stagione più indicata, equipaggiamento particolare, livello di difficoltà.

Il percorso si svolge su sentieri ben segnati, mulattiere e carrarecce e in qualche caso su strade asfaltate o piste ciclopedonali. All’incirca, per i tre quarti è su fondo sterrato. In genere si attraversano zone ricoperte da boschi che garantiscono temperature fresche anche d’estate. Si toccano però quote vicine e superiori ai 2.000 m, dove anche in estate inoltrata è possibile trovare neve. Le tappe nelle zone di pianura (Mantova) e prealpina (province di Como e Lecco) vanno preferibilmente percorse in primavera e in autunno, evitando il caldo umido dei mesi estivi. Per la maggior parte del tracciato è consigliata la percorrenza nel periodo estivo (da giugno a settembre-ottobre). Da verificare sempre, prima di partire, l’apertura e la disponibilità dei rifugi e delle strutture di ospitalità che soprattutto in montagna possono essere chiuse nei giorni feriali o per tutto l’autunno-inverno, o al contrario essere affollate nei periodi di punta. Abbiamo utilizzato la classificazione del CAI per valutare l’impegno richiesto: per la maggior parte si tratta di percorsi escursionistici (E), in qualche caso escursionisti esperti (EE). Nulla di veramente impegnativo, ma si tratta in prevalenza di percorsi di montagna, da affrontare con la dovuta preparazione, attrezzatura, attenzione al meteo.
Trovate le tappe più impegnative negli itinerari 3 (Val Camonica), 4 (Val di Scalve, dove il Passo del Gatto con i suoi 2416 m rappresenta la “cima Coppi” del trekking), 6 (Valtellina), 7 (Orobie). In pianura le tappe dell’itinerario 1 (dall’Isola Boschina al Garda) e più alla portata di tutti quelle del 5 (Valtellina), dell’8 (Lario occidentale) e quelle finali verso il Resegone.
L’equipaggiamento è quello necessario in montagna: indumenti tecnici, da sovrapporre “a cipolla”, giacca a vento e mantella, scarponi e bastoncini. Indispensabile la borraccia, come cartine e/o tracce Gpx. Viveri di scorta (alcune tappe non offrono punti di ristoro lungo il percorso) e lenzuolino per dormire nei rifugi (da preallertare del proprio arrivo).

Raccontateci l’esperienza più emozionante che avete vissuto lungo questo trekking.

Roberto: Il percorso tra il passo dei Campelli e il passo del Vivione, in Val di Scalve: nella solitudine, davanti a montagne di bellezza dolomitica.

Enrico: In discesa dal Passo del Gatto in Val Venerocolo con arrivo alla Malga di Campo, sotto una fitta pioggia: ospitalità semplice dell’alpeggiatore e della sua famiglia per una sosta rifocillatrice.

Alessandro: Attraversare le maestose faggete lariane, dalla val Cavargna alla Valsolda, lungo le antiche mulattiere, “respirando” la bellezza del bosco

Un consiglio spassionato che dareste a chi vuole partire per il CamminaForeste in Lombardia?

Roberto: Camminare lentamente, non aver fretta di arrivare (compatibilmente con il meteo e con le necessità di arrivare al punto tappa o al mezzo di rientro): gustarsi il percorso e se possibile passeggiare e sdraiarsi nel bosco per un momento di rilassamento, relax, ascolto….

Enrico: Osservare la diversità dei boschi che si attraversano e delle piante che li compongono, i loro verdi diversi, i loro suoni e profumi, le cortecce e le foglie, gli aromi che diffondono nell’aria…benessere del corpo e dell’anima.

Alessandro: Le foreste e i paesi che attraversiamo ci raccontano storie diverse che aiutano a comprendere il paesaggio che ci circonda. Fermiamoci ogni tanto a parlare con chi ci vive e lavora, scopriamo insieme le loro storie: la curiosità arricchisce!

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    Terre di mezzo editore è una casa editrice fondata a Milano nel 1994.
    Pubblica ogni anno più di 100 titoli. Tra le collane principali ci sono: L’Acchiappastorie albi e narrativa per l’infanzia, i Percorsi a piedi e in bicicletta, i manuali creativi delle Ecofficine.
    I primi grandi bestseller sono stati la prima guida al cammino di Santiago de Compostela e La grande fabbrica delle parole, di Valeria Docampo.
    Negli ultimi anni ha portato in Italia le serie di Dory Fantasmagorica e Cane Puzzone, ha pubblicato più di 40 guide ai cammini italiani e ha dato alle stampe i testi di Paolo Cognetti e Erri De Luca impreziositi dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, e di Wislawa Szymborska con Guido Scarabottolo.

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