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Lettura e attività con l’albo “Il nemico”

il nemico scuola pisacane

L’albo di Davide Calì e Serge Bloch Il nemico racconta di un soldato isolato in una trincea che combatte contro qualcuno che non vede, ma che sa essere molto cattivo. Noi (docenti di una Seconda primaria della scuola Pisacane, Roma) l’abbiamo scelto per esplorare insieme in classe, attraverso un percorso laboratoriale, le tematiche dell’inclusione, del dialogo e della comprensione reciproca.

Il nostro gruppo classe è composto da 19 alunne e alunni, di cui 7 con background migratorio (appartenenti alla comunità bengalese, cinese, egiziana, pakistana, rom). Nel gruppo è presente un’alunna non verbale con disturbo dello spettro autistico grave.
Discipline coinvolte: Italiano, Arte e immagine, Educazione al suono e alla musica, Educazione civica.
Obiettivo d’apprendimento: sviluppare un atteggiamento non giudicante, imparziale, aperto al confronto e all’accoglimento del punto di vista altrui.

Attività

Fase 1 – Brainstorming

Questo strumento è particolarmente utile per quelle bambine e quei bambini con difficoltà comunicative dovute sia alla timidezza sia alla povertà lessicale, poiché ciascuno può esprimersi senza preoccuparsi di essere giudicato o criticato; allo stesso tempo è molto utile per chi, al contrario, è estremamente loquace o prolisso, perchè l’attività richiede di rispettare, i tempi dell’intervento e sviluppare capacità di sintesi. L’insegnante ha introdotto la tematica proposta stimolando bambine e bambini a riflettere sulla parola “nemico”. Scritta alla lavagna, la parola è diventata il punto di partenza per il brainstorming collettivo. A turno, alzando la mano e rispettando i tempi di parola, le bambine e i bambini hanno condiviso idee ed esperienze personali legate al termine, dando vita a un confronto spontaneo e partecipato. Attraverso questo dialogo aperto, il gruppo classe è giunto spontaneamente al concetto opposto: “amico”. È emerso così un percorso che ha messo in luce come il passaggio da nemico ad amico sia strettamente veicolato dal valore della pace. Questo momento di condivisione si è rivelato fondamentale non solo per preparare la classe alla successiva lettura dell’albo illustrato, ma anche per canalizzare la curiosità e le domande che spesso emergono durante la lettura, permettendo così un ascolto più attento e
partecipe.

Fase 2 – Ascolto della storia letta dall’adulto

Lavorando in classi multilivello in cui bambine e bambini manifestano bisogni linguistici differenti è necessario fare in modo che tutte e tutti comprendano di cosa parla il brano che si sta ascoltando. Pertanto la lettura e l’ascolto dell’albo sono stati intervallati da brevi sintesi per riassumere le strutture logico- consequenziali alla base del testo.

Fase 3 – Audiolibro

Lo script. Con l’aiuto di alcuni genitori, esperti di sound design e installazioni sonore, il testo dell’albo è stato riscritto sotto forma di frasi brevi, caratterizzate da un linguaggio semplice ma coinvolgente. Sono state preparate 54 battute e ne sono state assegnate 3 ad ogni bambino e bambina, tenendo conto naturalmente del grado di difficoltà delle frasi e delle specificità di ognuno. Le battute sono state lette più volte, approfondendo dove necessario il significato di vocaboli poco noti, e successivamente imparate a memoria. Sono state fatte delle prove di lettura ad alta voce per rendere confidenti i bambini con il testo e per permettere loro di entrare nelle parti.
Suonare la storia. Lo script è stato arricchito di una partitura sonora. I suoni e i rumori sono stati realizzati con l’utilizzo di oggetti come bottiglie di plastica riempite di materiali diversi (sabbia, legumi secchi, acqua, pasta), di fogli, oppure con l’utilizzo del corpo: dita tamburellate sui banchi, piedi al passo di marcia. Per ottenere le diverse sonorità i bambini e le bambine hanno sperimentato una serie di gesti con gli oggetti o con il corpo (soffiare – picchiettare – battere – scuotere – graffiare – strappare). Questa fase ha visto la partecipazione attiva dell’alunna non verbale che ha rappresentato suoni e rumori in diverse parti dell’audiolibro. La registrazione è stato un momento molto importante ed emozionante per tutte e tutti. I genitori hanno messo a disposizione la strumentazione necessaria a produrre i file audio trasformando l’aula in un vero e proprio studio di registrazione. Il gruppo classe ha cooperato affinché si creasse l’ambiente ottimale in cui tutti potessero sentirsi a proprio agio e i rumori di sottofondo fossero ridotti al minimo.

Fase 4 – Messaggio nella bottiglia

Successivamente sono state raccolte e portate a scuola bottiglie di plastica riciclate sulle quali è stata applicata una nuova etichetta creata da ognuno a partire dalle immagini dell’albo. Per la creazione della nuova etichetta bambine e bambini hanno utilizzato carta, colori a matita, pennarelli, materiale di riciclo e la loro fantasia.
Terminata la creazione dell’etichetta si è passati alla produzione dei messaggi da inserire nelle bottiglie.
La produzione del testo ha seguito il modello mutuato dalla pedagogia popolare di Freinet in cui il concetto centrale è il testo libero: bambine e bambini hanno scelto cosa dire e come dirlo senza un modello predefinito dall’insegnante, scrivendo di esperienze personali o esprimendo liberi pensieri o valutazioni sull’argomento affrontato.

Fase 5 – Allestimento mostra

La fase conclusiva del laboratorio ha offerto ai bambini e alle bambine l’opportunità di restituire il frutto del loro lavoro in una mostra allestita in una delle aule del plesso scolastico. Le pareti sono state arricchite da pannelli esplicativi sull’albo e sul laboratorio stesso, affiancati dalle opere artistiche realizzate dai bambini. Ogni bottiglia, personalizzata con etichette inedite e con messaggi unici, è stata appesa alle pareti, permettendo ai visitatori di estrarre il messaggio e leggerlo.
Questa fase finale si è rivelata un’importante occasione per i bambini e le bambine, che hanno potuto leggere i messaggi dei compagni e commentarli attivamente. Il sottofondo sonoro della mostra è stato l’audiolibro registrato dai bambini e dalle bambine: le loro voci hanno accompagnato il pubblico nel viaggio tra le creazioni artistiche.
Come tappa conclusiva, sono stati messi a disposizione fogli e bottiglie vuote, invitando i visitatori a lasciare a loro volta un messaggio di pace, destinato al “Nemico”.


Il laboratorio si è rivelato uno strumento didattico prezioso, non solo per arricchire il percorso educativo, ma anche per favorire un importante sviluppo dei legami sociali ed emotivi tra gli alunni e le alunne. Grazie all’attività condivisa, i bambini e le bambine hanno avuto l’opportunità di rafforzare le proprie relazioni, creando un ambiente di crescita collettiva che ha arricchito il gruppo classe ma anche tutta la comunità educante a livello umano e sociale.

Testi e foto di Angela Tancredi e Clara Leone, Docenti dell’Istituto Comprensivo “Simonetta Salacone”, plesso “C. Pisacane”, nel quartiere multietnico di Tor Pignattara (Roma).

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