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Laboratorio ispirato all’albo “Come fa Babbo Natale a passare dal camino?”

cunegunde babbo natale

Gli albi della coppia autoriale Mac Barnett e Jon Klassen da anni popolano le nostre letture in classe e sono spunto di nuove scoperte e riflessioni. È il tempo giusto per raccontarvi come è andata con il laboratorio ispirato all’albo Come fa Babbo Natale a passare dal camino?

Proposta di attività didattica per la classe terza primaria

Se io fossi Babbo Natale…come farei a passare dal camino?

Un diario di un’esperienza di lettura che proietta i bambini nella dimensione del possibile.
Dove la soglia è già stata varcata e il tempo è quello del gioco.
Nel non luogo e nel non tempo possiamo essere tutto, anche Babbo Natale.
Da qualche tempo stiamo ragionando in classe sull’entrare nei panni di qualcosa o di qualcuno.
Il gioco-rito della mattina è: «Se io fossi…, sarei…»
Ecco che, dopo un mese di matite, finestre, libri, maestre, supereroi e animali è arrivato il fatidico momento di pensarsi Babbo Natale. Siamo partiti dalla lettura della copertina di Come fa Babbo Natale a passare dal camino?

«Cosa vedete? Come vi sembra Babbo Natale? Che cosa sembra pensare? Come poter entrare nelle case per depositare i doni natalizi?»

E ci siamo fermati qui, senza leggere l’albo, limitando il nostro focus al titolo.
Il passaggio da Babbo Natale al singolo bambino è stato immediato e le idee sono scaturite come un vulcano in piena:

«Io berrei una pozione per restringermi» (e Alice sembra salutarci dalla finestra)
«I miei elfi si infilerebbero nel camino per consegnare i regali»
«Ma io il camino non ce l’ho!», puntualizza Chiara.
«Gli elfi mi darebbero una chiave per aprire tutte le porte», si ingegna allora Samuele.

E le soluzioni sono fioccate una dopo l’altra: alcuni Babbi sono diventati piccoli, altri sono stati ridotti a pezzettini (un saluto anche a Leo Lionni!), altri ancora si sono trasformati in gatti.
Alcuni sono entrati dalla finestra, perché i genitori sanno che nella casa non c’è un camino e hanno pensato di alleviare il lavoro dell’amato dispensatore di strenne socchiudendo le imposte.

Dopo questo primo momento di ispirazione e condivisione è stata incollata sulla lavagna, accanto al libro (ancora sigillato!), la rappresentazione sintetica di una casa ideale. Una casa delle bambole a più piani, con ogni stanza immaginabile, dalla cantina sotterranea all’immancabile soffitta.

In primo luogo, è stato necessario disegnarsi come il più aspettato di tutti i babbi. In un secondo momento i bambini si sono cimentati in un esercizio di fantasia: disegnare e collocare il proprio Babbo Natale sulla pianta della casa, rappresentando l’ingegnosa strategia per varcare la soglia… 


Siamo poi finalmente passati alla lettura dell’albo, lasciando spazio a commenti, osservazioni e in alcuni casi gioiose conferme.
A conclusione di ciò, ci siamo spostati in palestra per tradurre il nostro percorso attraverso la teatralizzazione e l’utilizzo della DanceAbility® (una tecnica di danza che rende accessibile l’interazione attraverso il linguaggio del corpo a tutti, senza preclusione di età, esperienza, disabilità o condizione psicofisica. Da non confondere con la Danzaterapia, tecnica di riabilitazione che utilizza l’espressività corporea per regolare le emozioni e  il sé). Abbiamo quindi ripreso le proposte tratte dai bambini e dalla lettura, ripercorrendole in chiave corporea: divisi in piccoli gruppi, i bambini e le bambine hanno mimato e tentato di far indovinare al resto della classe uno stratagemma ideato da Mac Barnett. Divertimento assicurato!
Il libro è ora collocato nel nostro “Angolo della bellezza” dove tutti i bambini possono sfogliarlo e immergersi completamente dentro.

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Progetto-ponte tra studi universitari sulla letteratura per l'infanzia e scuola. Siamo Alice, Beatrice e Silvia, tre insegnanti della primaria, indagatrici della Letteratura per l'Infanzia e guardiane dell'ora delle storie

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