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Paul Martin, J-B Bourgois, autori di Violetta Urlavento

paul martin, j-b bourgois

Una nuova uscita di narrativa nella nostra collana L’Acchiappastorie! Stavolta si tratta di un libro davvero speciale… con una storia dentro la storia, che potete conoscere attraverso le parole degli autori, intervistati per voi, e della traduttrice (trovate qui il suo racconto). Buona lettura intanto, e poi, quando avrete il libro tra le mani: “Immergetevi”. Così c’è scritto nell’incipit e così accadrà, fino all’ultima delle 448 pagine.

Paul, Jean-Baptiste: raccontateci l’uno dell’altro
PAUL Potrei parlarvi del talento di J-B come illustratore, della sua fantasia e dell’impressionante mole di lavoro che riesce a gestire. Ma guardare al suo lavoro non basta. Quello che più mi piace, pensando a lui come collega e come amico, è la curiosità che lo contraddistingue e la sua grande cultura. Potrebbe parlarti per ore di come si comporta la specie dei lupi, e allo stesso modo di arte, letteratura per l’infanzia, videogame e storia. E tutto questo si ritrova nel suo lavoro, in un modo molto immaginifico e poetico.
J-B Beh, potrei dire che Paul è uno degli uomini più divertenti che abbia mai incontrato. Affina costantemente i suoi pensieri, non solo per trovare sempre il bello nella vita di tutti i giorni, ma anche nelle sue storie. Lo ammiro moltissimo. Ha esattamente 20 anni più di me, ma ci facciamo grandi chiacchierate su giochi, storie e libri che vorremmo fare insieme. È un mio grande amico.

Come vi siete conosciuti?
PAUL Dieci anni fa, in una galleria d’arte, in occasione della mostra del nostro comune amico, Serge Bloch. Siamo diventati amici e da allora abbiamo lavorato insieme ad alcuni progetti comuni (alcuni non ancora terminati) prima di arrivare a Violetta.
J-B Ci siamo conosciuti 10 anni fa durante una mostra. Serge Bloch mi ha presentato Paul, e chiacchierando abbiamo realizzato che abitavamo a 500 metri l’uno dall’altro: così ci siamo dati appuntamento per un caffè una volta ogni tanto, poi quasi ogni settimana.

Qual è stata la genesi del romanzo Violetta Urlavento? Come ci avete lavorato?
PAUL Un giorno, nell’autunno del 2016, Jean-Baptiste è tornato dalle vacanze con un taccuino pieno di disegni e testi che descriveva un mondo fantastico e poetico, dove una ragazzina di nome Violetta (come la sua fidanzata) e un cane di nome Pavel (come il cane di famiglia di quando J-B era bambino) avrebbero potuto essere i protagonisti di tante incredibili avventure. J-B mi ha domandato se volevo scrivere io queste storie e ho risposto con entusiasmo di sì! Quindi abbiamo proceduto insieme a sviluppare questo universo, creare una trama , e ho cominciato a scrivere. Inizialmente pensavamo a una serie di libri brevi, ma alla fine l’editore ci ha convinto che sarebbe stato meglio optare per un volume unico ed effettivamente è stata la scelta giusta.


J-B Volevo realizzare un poderoso libro d’avventura, una storia grandiosa come quelle che leggevo da bambino, ma che fosse riccamente illustrata e accattivante come solo Paul e io avremmo potuto fare. È importante sapere che sin dal primo tratto di matita sul mio carnet di disegni avevo deciso che sarebbe stato Paul a dover scrivere quella storia. Non avrei voluto nessun altro.

Come e quando avete iniziato a lavorare nel campo della letteratura per l’infanzia? Secondo voi, quanto può essere considerata uno strumento efficace e una sorta di rifugio, per i bambini?
PAUL Ho lavorato per un gruppo editoriale francese per più di 20 anni, mi occupavo di riviste per bambini, come giornalista, disegnatore di giochi e vignette, autore di tanti racconti e romanzi brevi. Quando J-B mi ha proposto le avventure di Violetta, ero effettivamente in cerca di qualcosa di diverso, di più ambizioso e personale, e quello era il progetto perfetto. Stranamente, era la sua idea e il suo universo, ma mi ha permesso di scrivere un romanzo molto personale.
Credo che la letteratura possa essere un rifugio per ogni lettore, non solo per i bambini. Non è così tanto diverso il suo ruolo per i bambini rispetto agli adulti: può essere un rifugio, un modo per conoscere il mondo e se stessi, o semplicemente per divertirsi.
J-B Ho studiato graphic design alla scuola d’arte e il mio insegnante di illustrazione era un famoso illustratore (e autore!) francese: Gilles Bachelet. Mi ha insegnato l’interazione testo-immagine, mi ha mostrato molti libri contemporanei, ma anche un sacco di opere classiche del XIX e XX secolo, di editori francesi o americani. Cercando in qualche modo di dispiegare le mie alucce, sotto le sue magnifiche ali colorate, sono diventato un autore e illustratore, con le mie fragili ali ronzanti di insetti bianchi e neri. Penso che la letteratura sia un atto di empatia. Ti metti volontariamente nei sentimenti, nei pensieri di qualcun altro. Non deve nemmeno essere reale o realistico, può essere horror o fantasy, si sperimenta comunque l’alterità. Secondo me per tutti, bambini o adulti, la letteratura è un esercizio di intelligenza.

Raccontateci quale parte della storia di Violetta è, per ciascuno di voi, la più toccante
PAUL Ci sono molti passaggi in questa storia che ho tratto dai ricordi della mia infanzia, o da episodi che mi sono stati raccontati da qualche parente. Tuttavia, il brano per me più commovente non è tra questi: è la scena, verso la fine del libro, in cui Violetta si ritrova finalmente con il suo cane Pavel. Credo di aver provato davvero sulla mia pelle l’emozione della mia eroina, e questa non era un’esperienza a me familiare, abituato com’ero a scrivere storie per lo più divertenti.


J-B Di Violetta mi piacciono la sua rabbia e determinazione. Nel complesso è come mi vedevo io da bambino (ma lei è molto più intelligente e più forte). Dovendo proprio scegliere, dico: il passaggio in cui Paul descrive come le formiche raccontano a Violette la storia del giardino selvatico, usando aghi di pino, cortecce di legno ed erbe aromatiche. Non ho disegnato questa parte di proposito: volevo che i lettori provassero la stessa sorpresa e meraviglia che ho sperimentato io quando per la prima volta ho letto quel brano.

Perché la scelta di un personaggio femminile? E a chi consigliereste la lettura di questo romanzo
PAUL Violetta c’è stata sin dall’inizio del progetto. L’immagine in copertina, dove cavalca Pavel, è ispirata a una delle prime immagini disegnate da Jean-Baptiste, molto prima che immaginassimo la trama e la precisa personalità della protagonista.
Credo che abbiamo realizzato un libro piuttosto insolito: è un romanzo lungo, ma con molte immagini; può essere letto sia da adulti che da giovani lettori (abbiamo avuto molti apprezzamenti positivi da bambini, adolescenti e persone adulte); è un fantasy, ma c’è anche poesia, umorismo e la storia è radicata in un contesto realistico. Ed è un romanzo magnificamente illustrato.
J-B J-B Beh: e perchè no? Da bambino, rimanevo affascinato tanto dal personaggio di Lyra in His Dark Materials (Queste oscure materie; trilogia fantasy di Philip Pullman, ndr) quanto da Bilbo Baggins in Bilbo The Hobbit (Lo Hobbit, di J.R.R. Tolkien), o anche Mole di The wind in the willows (Il vento nei salici, di Kenneth Grahame).
Per consigliare un libro come Violetta Urlavento direi così: se ti piacciono i personaggi insoliti, lo stupore e la meraviglia e cerchi un’avventura in cui immergerti, allora sfoglia questo romanzo!

Desidèri e progetti per il futuro? Qualche anticipazione dei vostri prossimi lavori?
PAUL Sto scrivendo il seguito di Violetta Urlavento, sempre con l’aiuto, le idee e le illustrazioni di Jean-Baptiste. Ci saranno grandi cambiamenti nel Giardino, e anche nel personaggio principale. Sarà il secondo e ultimo libro della saga.
Ho anche iniziato a scrivere una serie di romanzi più brevi, ambientati nel tempo presente, in cui animali domestici modificati aiutano gli esseri umani in molti modi; questa volta, gli eroi protagonisti sono un ragazzo e il suo amico orso. La storia sarà un mix di avventura e humour.
J-B Ho appena pubblicato una poderosa graphic novel, Napoléon doit mourir. Paul ed io stiamo, appunto, lavorando al secondo e ultimo episodio di Violetta. Ho diversi progetti che riguardano me soltanto, come illustratore; ma mi sento di dire con certezza che Paul e io abbiamo ancora molti libri da fare insieme!

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