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Marc Boutavant racconta “Buonanotte bosco”

marc boutavant buonanotte bosco

Non si giudica certo un libro dalla copertina, ma questa è un invito irresistibile ad entrare nello sfoglio e lasciarsi cullare….

buonanotte bosco

Scritto da Karen Jameson, tradotto da Chiara Carminati, illustrato da Marc Boutavant, Buonanotte bosco è una lettura perfetta per grandi e piccini insieme, in questo scorcio d’autunno che ci fa desiderare, al calar della sera, il tepore e l’intimità della nostra casa.
Abbiamo raggiunto Marc con questa intervista per farci raccontare un po’ più da vicino il suo lavoro su questo albo – e anche per chiedergli qualche ghiotta anticipazione sulle prossime uscite dell’amata serie Cane Puzzone!

Marc, raccontaci un po’: hai illustrato diverse serie e tantissimi albi ormai… come hai deciso di intraprendere questa carriera e diventare illustratore?

Illustro libri per bambini e ragazzi da 25 anni ormai, collaborando con autori che spesso finiscono per diventare amici e persone importanti nella mia vita. Le Tour du Monde de Mouk (inedito in Italia) è l’unica serie che ho scritto e disegnato completamente in autonomia, un lavoro che mi ha entusiasmato ma che, allo stesso tempo, ho trovato sfiancante. Una maratona che non ripeterò a breve ed è per questo che, ultimamente, ho preferito incontrare altri autori e i loro universi.
Disegnare è il mezzo d’espressione che io, come tanti, prediligo, e il mio ingresso nel mondo della letteratura per l’infanzia ha coinciso più o meno con la nascita del mio primo figlio. Dopo dieci anni di illustrazioni realizzate con i colori acrilici, ho iniziato a usare la tavoletta grafica, quasi spinto dal desiderio di padroneggiare meglio il mio lavoro che muoveva i suoi primi passi nell’editoria.

Com’è il posto in cui lavori di solito?

Lavoro sempre davanti allo schermo – o dietro, secondo i punti di vista – ma in luoghi molto diversi: sono passato per “l’Atelier des Vosges”, a Parigi, nella magnifica piazza omonima, che mi ha permesso di incontrare grandi talenti come Joann Sfar (Il Gatto del Rabbino), o Christophe Blain (Il Quai d’Orsay), ma soprattutto l’immenso Emmanuel Guibert che, ventidue anni fa, mi ha proposto di illustrare le avventure di un asinello blu, Ariol (Un piccolo asino come te e me, BeccoGiallo). Ho fondato poi l’atelier “La piscine” e sono stati vent’anni di belle immersioni, confronti e incontri, e da due anni lavoro a casa mia in attesa di spostarmi di nuovo.
Questa è la foto del mio studio: niente di eccezionale ma si vede la cosa più importante… alcuni bigliettini dei miei figli!

Parlaci di Buonanotte bosco, l’albo scritto da Karen Jameson (tradotto da Chiara Carminati): come hai lavorato alle illustrazioni e che cosa ti ha colpito di più nel testo?

Lavoro con tante case editrici diverse: è una fortuna, un lusso, e conosco la squadra di Chronicle Books (l’editore originale di Buonanotte Bosco) da una quindicina d’anni. Sono mie care amiche. Non appena mi hanno proposto questo testo, che era molto importante per loro, si è stabilito un legame invisibile tra di noi, un’aspettativa che volevo non andasse delusa.
Il fatto che fosse un albo in versi mi è piaciuto fin da subito, mi offriva uno spazio di libertà ancora maggiore. Disegno animali – e animali dormienti! – da decenni, quindi è abbastanza logico che abbiano pensato a me come illustratore. C’era, però, qualcos’altro da trovare: una forma di narrazione, un qualche particolare da poter mettere al servizio della poesia senza che diventasse una zavorra ridondante.

A poco a poco è apparsa la bambina. Poi, per renderla più autentica e per permettere una maggiore immedesimazione, le ho affiancato un cane, che può essere visto come la voce narrante. Lavorare così, facendo delle aggiunte e appropriandomi del testo, è stato un vero piacere: il più immediato che esista, per un illustratore.


Anche se si può riconoscere il mio stile qua e là, spero di avere dato a Buonanotte bosco una sua unicità, rispetto ad altri miei lavori. E, dal momento che si tratta di poesia – una parola che possiamo associare alla libertà – ho avuto voglia di fare dei tentativi, delle prove, mostrando altri aspetti del mio lavoro, ma mettendomi sempre al servizio del testo.

A novembre uscirà in edizione italiana Cane Puzzone va a sciare: ci puoi dare qualche piccola anticipazione di questa nuova avventura dell’amatissimo randagio dal cuore d’oro?

È una gioia, che Terre di mezzo sia l’editore di Buonanotte Bosco, e che pubblichi anche la serie di Cane Puzzone! Vi ho incontrati durante un “book tour” qui in Italia, insieme all’altro autore di Cane Puzzone, Colas Gutman. Avete un’energia e un amore per il vostro lavoro assolutamente incredibili… vi adoro!
A breve pubblicherete Cane Puzzone va a sciare e, anche se mi piacciono tutte, quest’avventura è una delle mie preferite insieme a Cane Puzzone in fattoria perché finalmente abbiamo portato Cane Puzzone fuori dalla città e dal suo bidone, e così mi sono divertito a disegnare questo personaggio ricorrente in un contesto diverso.
Il testo è meno graffiante, ma più pazzerello… di sicuro sono state le migliori vacanze sulla neve che io abbia mai fatto!

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