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Intervista a Jörg Mühle, autore della serie “Coniglietto”

Jorg-Muhle

Jörg Mühle è arrivato in Italia con la serie interattiva Coniglietto, che è subito entrata nei cuori dei nostri più piccoli lettori e dei loro genitori: un “primo libro” inteso davvero come momento di relazione profonda, quella che coltiva e fa crescere. In occasione dell’uscita del nuovo albo Due a me, uno a te abbiamo contattato Jörg per conoscere meglio lui e il suo lavoro. Buona lettura.

Jörg, parlaci di te
Sono nato nel 1973 a Francoforte, ho poi studiato all’Università di Arte e Design di Offenbach, e ho trascorso un anno all’Ecole Nationale Superièure des Arts Décoratifs di Parigi. Dopo essermi laureato, nel 2000, sono entrato nel Labor Ateliergemeinschaft, uno spazio di lavoro che ospita, oltre a me, altri sette artisti indipendenti, e ho così deciso di diventare illustratore. Quindici anni dopo ho iniziato a scrivere libri per bambini.

Come hai deciso di diventare illustratore? Quali sono gli illustratori che ti hanno più influenzato? Sappiamo che ammiri molto Marc Boutavant, che è l’autore di Cane Puzzone!
Se mi volto indietro, mi sembra di aver seguito un percorso dritto e chiaro per diventare illustratore; quando ero più giovane, invece, guardando davanti a me non vedevo nessuna strada, nessuno sbocco. Sono stato molto fortunato. Ad Offenbach ho studiato graphic design e quando ero sul punto di laurearmi, mi sono reso conto che questo non era quello che volevo fare. Allora ho deciso di prendermi una pausa, fare un periodo all’estero, e mi sono ritrovato a Parigi. Ero così affascinato dalla grandezza dell’illustrazione di tradizione francese! Ho capito che questa era la strada che avrei voluto intraprendere. L’illustrazione. Al rientro a casa, in occasione della laurea, ho saputo da un amico dell’esistenza del Labor, uno spazio che era appena stato acquisito da alcuni illustratori in quello che prima era uno studio dentistico. E questi artisti erano proprio alla ricerca di qualcun altro che volesse condividere questa esperienza. È stato allora che ho scoperto che quella dell’illustratore è una professione. Ed era perfetta per me! Volevo provare, e allora mi sono unito al Labor studio. Mi sono dato un anno e, con l’aiuto dei miei nuovi colleghi, tutto alla fine ha funzionato molto bene, per tutti noi. Vent’anni dopo, siamo ancora qui, insieme.

Come è nato il personaggio di Coniglietto?
Quando ho avuto l’idea per il libro, ho preso un appunto, che ho lasciato lì, senza riprenderlo per molto tempo. Non ero pronto per scrivere un libro, in qualche modo lo volevo, ma non osavo. Alcuni anni dopo, è nata nostra figlia e sapevo che il momento era quello o mai più. Così mi è tornata in mente quell’idea, ho realizzato un prototipo molto semplice con qualche schizzo e l’ho letto a mia figlia, che ha accolto quella bozza di personaggio con grande entusiasmo, e anche a me in effetti piaceva molto! Mi sono divertito veramente tanto a lavorare sul testo ed era davvero interessante provare a tirare fuori le cose, lavorare con il meccanismo di un libro. A dire la verità però, non sono stato molto attento ai disegni.
Più tardi, quando tutto era pronto e ho iniziato a lavorare alle illustrazioni, mi ero già abituato al coniglietto, che all’inizio avevo usato semplicemente come segnaposto, e così alla fine ho deciso che non lo avrei sostituito con nessun altro personaggio.

E come è arrivato, poi, il nuovo albo, “Due a me, uno a te”?
La storia ha a che fare con il tema dell’equità e della giustizia, che ritengo molto importante per i bambini oltre che interessante da indagare per me. L’orso e la donnola hanno tre funghi da dividere. L’orso è grande, così pensa che sarebbe giusto che ne prendesse due, ma la donnola ha bisogno di crescere, quindi secondo lei sarebbe ancora più giusto averne due. Ed è molto affamata!

Raccontaci del tuo lavoro nello studio Labor Ateliergemeinschaf
L’idea del laboratorio era di creare un ambiente di lavoro per artisti indipendenti, in cui ognuno si possa occupare dei suoi lavori senza stare da solo. Ma di fatto fin dall’inizio ci siamo ritrovati a fare cose insieme. Ogni anno, durante la fiera di Francoforte, organizziamo un Open Day e una mostra, esponendo quello che abbiamo realizzato negli ultimi dodici mesi. Di frequente lavoriamo insieme su progetti e, dopo dieci anni, è arrivato il nostro primo libro da co-autori: un workbook che ha avuto molto successo in Germania. A questo libro ne sono seguiti altri, e abbiamo realizzato mostre, lavorato insieme per musei e giornali.

A questo punto vogliamo proprio visitarlo, il vostro studio! Descrivici com’è
Non è molto grande, e neanche particolarmente caratteristico. Durante l’estate diventa eccessivamente caldo e in inverno freddissimo. Il telefono spesso non funziona. E quando ci siamo tutti, diventa perfino un po’ troppo piccolo. Eppure non esiste altro posto in cui desidererei lavorare!

Diventare papà ha cambiato il tuo modo di lavorare?
Certamente ha cambiato il mio sguardo sui libri per l’infanzia. Alla nostra bambina ne sto leggendo tantissimi e quindi ho iniziato a porre più attenzione alle storie. Non penso che la paternità abbia cambiato il mio stile come illustratore, ma è grazie a mia figlia che ho iniziato anche a scrivere. E questo è un sacco divertente!

Credits foto: Stephan Jockel

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