Consigli per un weekend in cammino!
Il tratto lombardo della Via Francisca del Lucomagno può essere affrontato nella sua interezza, o addirittura aggiungendo lo splendido percorso oltreconfine, ma può essere anche facilmente spezzato in una serie di weekend o gite fuoriporta alla portata di tutti.
Ecco alcuni suggerimenti:
UNO O DUE GIORNI A PIEDI: dalle sponde dei laghi alla cima del monte
C’era una volta una vecchia tranvia che partiva da Lavena Ponte Tresa e arrivava a Ghirla e a Varese. Oggi lungo quel tragitto è stata realizzata una pista ciclabile che sale dal lago passando per brevi gallerie fino ad arrivare al parco dell’Argentera.
Da lì si giunge a Ghirla, con il suo piccolo lago, e alla badia di Ganna. Se si ha a disposizione un secondo giorno, si può proseguire nel Parco del Campo dei Fiori e sul Sacro Monte, patrimonio dell’Unesco, fino a Santa Maria del Monte, uno dei borghi più suggestivi della Lombardia.


Il Sacro Monte di Varese
Questo ampio percorso acciottolato lungo circa 2 km si sviluppa all’interno del Parco del Campo dei Fiori, dalla località Prima Cappella, fino al santuario del borgo di Santa Maria del Monte. Il complesso, costituito da quattordici cappelle dedicate ai Misteri del Rosario, fa parte di un gruppo di nove sacri monti del Piemonte e della Lombardia inseriti tra i patrimoni dell’Unesco nel 2003. A fianco della Prima Cappella si trova il centro espositivo Monsignor Pasquale Macchi, luogo di accoglienza per visitatori e pellegrini.
Il santuario venne costruito nel 1472 e da allora è meta di un continuo pellegrinaggio. Nel 1604 si decise di realizzare un’opera di evangelizzazione popolare, contro il dilagare della riforma protestante. Prese così il via la Fabbrica del santissimo Rosario per costruire le cappelle, ultimate nel 1623. Negli anni successivi vennero chiamati numerosi artisti per arricchire le strutture, inserite perfettamente nel contesto naturalistico sopra la città.
DUE GIORNI IN BICI: attraverso i parchi e lungo le alzaie dei navigli
Da Castiglione Olona a Pavia, circa 90 km, tutti in piano e quasi sempre su ciclabili. Possiamo dormire nei pressi dell’abbazia di Morimondo, un gioiello architettonico all’interno di un piccolo borgo, vicino al Naviglio di Bereguardo. Paesaggi suggestivi, archeologia industriale e storia, con i longobardi protagonisti lungo la valle Olona.


Il Naviglio Grande
Pur non esistendo una data di costruzione precisa, quest’opera ingegneristica medievale fu la prima nel suo genere in tutta Europa. Nasce a Tornavento pescando l’acqua dal fiume Ticino e da lì scorre per quasi 50 km arrivando nella Darsena di Milano. Dal 1272 è navigabile e proprio sul tratto della nostra tappa esiste tuttora un servizio apposito. Fu utilizzato per far passare migliaia di barche che trasportavano i materiali destinati alla Fabbrica del Duomo di Milano. L’ultimo viaggio con materiali, un carico di ghiaia, fu effettuato il 31 marzo 1979. Tra gli ingegneri che attraverso i secoli hanno lavorato a questa grandiosa infrastruttura si conta anche Leonardo da Vinci.


DUE TAPPE FUORIPORTA: lungo le rotte di Leonardo
Da Castelletto di Cuggiono a Bereguardo si costeggiano il Naviglio Grande e quello di Bereguardo. Opere che hanno segnato la storia di quel territorio a ovest di Milano. Nel primo tratto fino ad Abbiategrasso si incontrano diversi borghi caratteristici e con ville di grande pregio.


Il Parco Alto Milanese
Questo polmone verde si sviluppa all’interno dei comuni di Busto Arsizio, Castellanza, Legnano per 360 ettari di campi coltivati, prati e boschi di robinie attraversati dalla rete di piste ciclabili della zona.
Le foreste e boschi d’alto fusto che caratterizzavano il paesaggio sono stati trasformati in brughiera, tra il XVI e il XVIII secolo, a causa dello sfruttamento intensivo e dei disboscamenti irrazionali. La scomparsa di boschi alterò anche il microclima della zona, rendendo le estati calde e afose. Oggi il Parco, istituito nel 1987 a tutela del territorio, è molto frequentato dalla popolazione locale e dalle scuole che svolgono diverse attività didattiche.
Fotografie di Alessandro Mascheroni e di Marco Giovannelli.










