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Luoghi da non perdere sulla Via Lauretana Toscana

La via lauretana toscana


Sara Zanni e Sara Cavina ci hanno già raccontato le caratteristiche della Via Lauretana Toscana, mappata in una guida di nuova uscita. Ora ci regalano il loro personale sguardo sui “luoghi da non perdere” per chi si mette in viaggio su questo tracciato, che da Siena attraverso i paesaggi “lunari” delle Crete giunge a Cortona. 115 chilometri percorribili anche in soli 5 giorni, un weekend lungo.
Fateci sapere se le autrici se vi hanno ispirato, e se camminerete anche voi sulla Lauretana Toscana! Potete condividere sui social e in particolare sul Gruppo FB Percorsi di Terre, animato dai curatori delle guide.


IL SITE TRANSITOIRE

Lungo la prima tappa, che collega Siena a Vescona, nel paesaggio lunare delle Crete Senesi non lontano da Mucigliani si staglia una scultura monumentale orientata lungo l’asse est- ovest.
Il Site Transitoire, questo il suo nome, è stato realizzato nel 1993 dall’artista francese Jean- Paul Philippe ed è composto di tre elementi principali: una sedia, un banco e una finestra, che compongono il mobilio di una casa dalla soglia invisibile, con la volta celeste a fare da tetto.
Nel giorno del solstizio d’estate, il sole al tramonto si allinea perfettamente con la scultura, dando luogo ad un’atmosfera magica e indimenticabile.
Il laboratorio di Jean-Paul Philippe si trova ad Asciano ed è possibile visitarlo contattando in anticipo l’Associazione Site Transitoire.

IL SENTIERO DELL’ACQUA A SINALUNGA

Accanto all’antica Fonte del Castagno, costruita nel 1265, si apre l’ingresso di un sistema di cunicoli sotterranei, che intercettavano le acque dal pozzo di San Martino, posto al centro del paese, e le convogliavano fuori dalle mura.
I cunicoli, scavati da minatori provenienti dalle colline metallifere, si sviluppano per circa 200 metri; è possibile visitare il sistema, conosciuto come Sentiero dell’Acqua, grazie ai volontari del Gruppo Archeologico Sinalunghese, prenotando una visita presso l’Ufficio Turistico.

LA PIEVE DI SAN MICHELE ARCANGELO

Realizzata fra il 1030 e il 1050 su progetto dell’architetto aretino Maginardo, la Pieve sorge sui resti di un antico luogo di culto dedicato al dio Bacco.

Numerosi ritrovamenti archeologici, in parte presenti nella Pieve e in parte conservati al Museo dell’Accademia etrusca e della città di Cortona, ci permettono di tracciare la storia ultramillenaria di questa costruzione, che si trovava nei pressi di un’antica strada romana.
Ancora oggi, la parrocchia accoglie con calore i pellegrini, mettendo loro a disposizione spazi per la sosta e per il pernottamento.

Redazione: Sara Cavina, Sara Zanni, autrici della guida La via Lauretana Toscana



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