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La Rota Vicentina. Intervista agli autori Umberto Gallo e Luciano Callegari

Un cammino per chi ama il vento incessante, la solitudine, per chi ama “respirare” il mare e la potenza dell’Oceano. Ce ne parlano gli autori Umberto Gallo e Luciano Callegari.

  1. Perché un camminatore dovrebbe scegliere di percorrere la Rota Vicentina?

Il Sentiero dei Pescatori è un percorso costiero che si snoda tra spiagge, falesie, tavolati sabbiosi ed anche, in pochi tratti, lungo stradine immerse nella campagna retrostante. Le tappe e quindi la durata del viaggio possono essere adeguati alle esigenze di ciascuno, è facile da raggiungere – da Lisbona o da Faro – e molto ben servito dai trasporti pubblici. I costi, al di fuori del periodo estivo, sono molto accessibili con un’ottimo rapporto qualità prezzo. Si vivono giornate stupende in un territorio autentico e uno scenario che non ha eguali.

Consigli per chi desidera intraprendere questo itinerario (stagione più indicata, equipaggiamento particolare, livello di difficoltà, ecc).

Questa è un’area che, nel periodo estivo, subisce una insopportabile pressione da parte dell’industria turistica tradizionale. I prezzi lievitano e la sostenibilità viene messa in grave pericolo. Molto meglio venirci tra ottobre e marzo/aprile per godere pienamente il vero spirito di questi luoghi. Non è necessario un equipaggiamento particolare: scarpe adeguate, uno zaino non troppo carico e ghette per la sabbia, soprattutto se si usano scarpe basse. Non si incontrano particolari difficoltà: bisogna partire ogni giorno con una scorta di acqua e provviste perché quasi mai troviamo fontane e solo in un paio di tappe troveremo un bar nel corso della giornata. Importante proteggersi dal sole, a cui si è costantemente esposti e che, anche a gennaio, è molto forte. D’inverno è bene proteggersi dal forte e costante vento.

Parlaci dell’associazione della Rota Vicentina che ha inventato il cammino. Qual è la differenza tra Rota Vicentina e Fishermen’s trail?

L’associazione Rota Vicentina riunisce un grande numero di soggetti (operatori economici, enti, altre associazioni) che lavorano per lo sviluppo sostenibile e condiviso del territorio del Parco do Sudoeste Alentejano. L’associazione ha identificato nel turismo a piedi e in bicicletta la via da perseguire ed ha realizzato una fitta rete di percorsi tra Alentejo e Algarve. Sentiero dei Pescatori è il percorso costiero che l’associazione invita ad abbinare ad altri tratti nelle limitrofe zone rurali, così da poter avere una esperienza più completa e reale del territorio. I progetti e lo sviluppo dei percorsi e delle iniziative da parte dell’associazione sono in continua evoluzione.

Vorresti raccontarci la storia o leggenda che più ti ha sorpreso o incuriosito, che hai scoperto scrivendo la guida?

Sono molte le storie che abbiamo raccolto tra Sines e Lagos. Mi ha molto colpito quanto mi è stato raccontato a Vila Nova de Milfontes: i comandanti dei grandi vascelli che rientravano dalle Americhe durante l’epoca do descubrimiento facevano sosta nei pressi della vicina Praia das Furnas dove, col favore delle tenebre, nascondevano parte delle ricchezze trasportate in alcune grotte, per poi fare vela verso Lisbona.
Avventurosa anche la storia legata alla Fonte das Mentiras (le bugie) attraverso la quale sarebbero passati i cavalieri cristiani per entrare nel castello di Aljezur. I luoghi da allora non sono cambiati e non si fatica ad immaginare e rivivere quanto si racconta.

Parliamo della sostenibilità ambientale del territorio. La Rota Vicentina attraversa un parco naturale dall’ecosistema delicato: come prendersene cura mentre si è in cammino? Nella guida proponete alcune “soluzioni”.

Bisogna fare tutto il possibile per limitare il “peso” del nostro passaggio su questo delicato ecosistema. Evitare di lasciare “ogni ” tipo di rifiuto e camminare solo sui sentieri indicati per non danneggiare l’area circostante. Noi suggeriamo, in alcuni punti in cui è possibile, di fare base in un luogo e da lì, con i mezzi pubblici o con gli appositi servizi navetta privati, spostarsi ad inizio e fine di ogni tappa. In questo modo si avrà un minor consumo di acqua e detersivi per i quotidiani lavaggi da parte delle strutture di accoglienza. In quest’area la scarsa disponibilità di acqua è un grave problema. Fermarsi più giorni nello stesso luogo permette anche di spuntare migliori prezzi.

Raccontaci un incontro particolarmente interessante o curioso fatto sulla Rota Vicentina.

Davvero molti i personaggi incontrati sugli oltre 200 km del sentiero. Mi ha colpito molto un uomo anziano che mi ha accompagnato per un tratto: Joao, nato nel poverissimo Alentejo rurale, era stato costretto ad emigrare in Francia. Una vita difficile e un finale felice, ora tornato alla sua antica casa nella campagna nei pressi di Porto Covo, scendeva ogni giorno a guardare il mare. Un altro incontro singolare è stato ad Arrifana, sulla balconata naturale dalla quale si assiste al tramonto (por do sol): Calisto arrivava con una seggiolina pieghevole, un bicchiere e una bottiglia di vino. Prendeva posto, si versava un bicchiere e stava li, rapito. Scesa la sera raccoglieva le cose e si allontanava. Amore per la propria terra, malinconia, saudade…

E ora parliamo degli aspetti naturalistici del cammino! Animali e piante particolari lungo la Rota Vicentina?

Lungo la costiera non ci sono animali selvatici di media o grossa taglia ed è comunque difficile vedere quelli di piccola taglia, che evitano i contatti con l’uomo e che si muovono di notte. Ci sono invece uccelli, stanziale e migratori: soprattutto le cicogne che, sulle guglie che spuntano dalle falesie, trovano la possibilità di nidificare in pace. Lungo il camino è facile incontrarle.

Potremmo definire la vegetazione sui tavolati esposti al mare piante come “macchia mediterranea”: scientificamente non è corretto ed è un po’ paradossale la definizione visto che siamo in faccia all’Atlantico, ma rende l’idea dell’insieme di arbusti, piante striscianti, vegetazione psammofila (che radica sulla sabbia). Noteremo pianticelle e fiori che ci sono familiari, seppure si presentano con qualche leggera variante: tra queste è ben visibile, anche perché cresce ad alberello, una varietà di acacia con spettacolari grappoli di fiori gialli.

Piatti e vivande da gustare assolutamente se si è in cammino sulla Rota?

Il cibo è parte dell’esperienza che si vive percorrendo il Sentiero dei pescatori. Sardine (in stagione) e bacalau sono i protagonisti insieme al polpo e ad ogni pesce che viene ben cucinato e servito con ottimi contorni colorati. Le zuppe, grande tradizione della cucina portoghese, sane buone ed economiche, aprono ogni pasto. Bisogna assaggiare qualche pietanza a base di batata doce che è tipica di questi luoghi oltre al pane nero ed agli squisiti dolcetti fatti con la farina di carrube (alfarroba).
Chi mangia la carne potrà apprezzare i piatti a base di maiale nero.
Piccoli formaggini rotondi stagionati (curado) alentejani sono ideali per la pausa pranzo durante il percorso.
I dolci portoghesi sono stupefacenti, per varietà e sapore: impossibile assaggiarli tutti. Da queste parti a fine pasto si usa sorseggiare un bicchiere di Moscatel de Setubal, dulcis in fundo…

Fotografie di Umberto Gallo.

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    Terre di mezzo editore è una casa editrice fondata a Milano nel 1994.
    Pubblica ogni anno più di 100 titoli. Tra le collane principali ci sono: L’Acchiappastorie albi e narrativa per l’infanzia, i Percorsi a piedi e in bicicletta, i manuali creativi delle Ecofficine.
    I primi grandi bestseller sono stati la prima guida al cammino di Santiago de Compostela e La grande fabbrica delle parole, di Valeria Docampo.
    Negli ultimi anni ha portato in Italia le serie di Dory Fantasmagorica e Cane Puzzone, ha pubblicato più di 40 guide ai cammini italiani e ha dato alle stampe i testi di Paolo Cognetti e Erri De Luca impreziositi dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, e di Wislawa Szymborska con Guido Scarabottolo.

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