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Simone Frignani racconta il percorso inedito da Firenze a Roma in bicicletta

Simone Frignani ci racconta un percorso inedito che collega Firenze e Roma passando per Assisi: otto giorni in sella lungo le strade che hanno scritto alcune delle pagine più belle del ciclismo!

Simone, perché un cicloviaggio può essere un “viaggio dell’anima”, come racconti all’inizio della guida “Da Firenze a Roma in bicicletta”?

L’umanità è in movimento, da sempre. Oltre a spostarsi per soddisfare bisogni materiali, l’uomo è attratto dall’ignoto, spinto da una curiosità che lo induce a lasciare luoghi sicuri per partire alla scoperta del mondo. A ciò, si aggiunge l’esigenza di trovare un senso all’esistenza: perciò ogni partenza a piedi o in bicicletta diventa l’incipit di un viaggio esperienziale, dove l’esplorazione di luoghi nuovi è quasi sempre accompagnata da una ricerca di sé che porta a nuove forme di consapevolezza. La bicicletta è un mezzo privilegiato di questa terapia dell’anima, perché il ritmo cadenzato delle pedalate ha quasi l’effetto di un mantra: mentre pedali i sensi si risvegliano, la mente si libera dai pensieri, si è totalmente calati nel presente.

A chi consiglieresti di percorrere il cicloviaggio da Firenze a Roma in bicicletta e perché?

Il cicloviaggio da Firenze a Roma è per tutti, e per qualsiasi tipo di bicicletta. Gli stradisti troveranno molta soddisfazione in un percorso che si sviluppa interamente su strade secondarie, con altimetrie che variano dalle salite sfidanti, ad emozionanti discese e rettilinei dove la bici scorre veloce. Gli sterrati compatti saranno il terreno ideale per chi affronta il viaggio con una gravel, mentre gli appassionati di mountain bike avranno a disposizione varianti dedicate, su sentieri panoramici nei boschi, mai troppo tecnici. Inoltre, il percorso è affrontabile in modo molto soddisfacente in e-bike. Chi si avvicina per la prima volta a quest’esperienza, potrà scegliere di percorrerne anche solo una parte; per le famiglie, sono ideali i tratti pianeggianti lungo i fiumi, che è anche possibile spezzare a proprio piacimento, grazie all’intermodalità treno-bici.

Cosa si prova ad arrivare a Roma in sella alla bicicletta? In più, raccontaci del Giubileo del 2025, che ha come motto “Pellegrini di Speranza”.

Roma è da secoli meta di pellegrini in viaggio verso la città che accoglie le spoglie dei Santi Pietro e Paolo; ancor più numerosi negli anni santi quando possono lucrarvi l’indulgenza plenaria. Senza dubbio, arrivare a Roma in bicicletta ha un altro sapore rispetto a giungervi da turisti: sia che si pedali per devozione, o per il gusto di vivere un’esperienza unica. Nell’avvicinarsi alla Città Eterna, si attraversa una costellazione di borghi magnifici tagliati fuori dal turismo di massa, capaci d’attrarre il cicloviaggiatore attento. La meta è conquistata lentamente, una pedalata dopo l’altra: ciò crea aspettative e grandi emozioni, specialmente quando si entra nell’Urbe da una prospettiva insolita, quella del Tevere. Il Giubileo che si aprirà il prossimo 24 dicembre con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, sarà un grande evento di fede e di cultura, durante il quale sono previsti a Roma ben 32 milioni di visitatori. Arrivarci da ciclopellegrini sarà un modo diverso, certamente non meno autentico, per vivere un’intensa esperienza umana e spirituale.

Come consigli di prepararsi prima di intraprendere questo cicloviaggio?

Parafrasando Antonio Machado, si potrebbe dire che il cicloviaggio si fa pedalando; perché l’allenamento o la preparazione tecnica sono importanti, ma non esiste migliore scuola dell’esperienza “on the road”. Ciò premesso, alcuni accorgimenti prima della partenza possono aiutare ad affrontare quest’avventura nel modo migliore. Occorrerà innanzitutto prendere confidenza con la propria bicicletta, imparando ad eseguire le operazioni base: cambiare o riparare una camera d’aria, verificare la pressione di gonfiaggio, il serraggio delle viti, la pulizia e lubrificazione della catena. Ci si potrà allenare con escursioni giornaliere vicino a casa, per abituarsi a stare in sella per diverse ore, su tracciati misti che prevedano anche salite. Per la preparazione del bagaglio, si tenga presente che tutto pesa: perciò si prenda con sé l’abbigliamento e l’attrezzatura strettamente necessari per un viaggio di più giorni.

Nella guida fornisci tutte le indicazioni su come scegliere la bici. Tu che tipo di bicicletta utilizzi e perché?

La scelta della bicicletta è molto personale, e dipende dal proprio stile di guida oltre che dall’esperienza ricercata. Non esiste una bicicletta ideale o adatta a tutto, bensì tipologie di bici che meglio si adattano a ciò che si intende fare. Personalmente, utilizzo tre tipi di bici: una da cicloturismo (una bicicletta da corsa riadattata con copertoni slick leggermente più larghi, manubrio flat e portapacchi posteriore), una mountain bike front con pneumatici larghi e scolpiti con buona aderenza su sentiero (solitamente equipaggiata con sacche da bikepacking), e infine una mountain bike full da enduro, che utilizzo quasi esclusivamente per escursioni giornaliere su sentiero molto accidentato. Le prime due tipologie di bici sono entrambe perfette per un cicloviaggio su fondo misto: quella da cicloturismo quando voglio andare prevalentemente su asfalto, oppure la MTB su fondo sterrato o per affrontare facili sentieri.

Vuoi dirci le regole più importanti su come allestire una bici per un cicloviaggio senza spendere un patrimonio?

Chi affronta per la prima volta un cicloviaggio, potrà partire con la bici di cui dispone, poi con l’esperienza capirà qual è il mezzo più adatto alle sue esigenze. Per l’allestimento della bici, è importante curare in particolare le ruote, il bagaglio, la trasmissione e l’impianto frenante.
Gli pneumatici andranno scelti in base al tipo prevalente di fondo. Per un percorso principalmente su asfalto o sterrato compatto, i copertoni potranno essere non eccessivamente larghi, e poco scolpiti per garantire una buona scorrevolezza; viceversa sullo sterrato, saranno più larghi e aggressivi per assicurare l’aderenza. Anche la pressione di gonfiaggio varierà in funzione delle condizioni del terreno e se il fondo è asciutto o bagnato.
Trasportare i bagagli nel modo giusto è fondamentale per viaggiare comodi, senza eccedere con il peso e mantenendo una buona aerodinamica. Su fondi asfaltati e sterrati compatti, o per viaggi abbastanza lunghi, si potranno montare uno o più portapacchi su cui installare borse impermeabili a sgancio rapido, il cui principale vantaggio è di essere molto capienti. Su fondi più o meno accidentati e per viaggi brevi, è preferibile il bikepacking: borse agganciate direttamente sul telaio, che permettono di viaggiare leggeri e con migliore aerodinamica, anche se sono meno capienti delle borse laterali.
Molto importante è la cura della trasmissione: catena, corone e pignoni vanno tenuti puliti e lubrificati sia prima che durante il cicloviaggio. Per quanto riguarda l’impianto frenante, i freni a disco sono più pesanti dei V-brakes ma di gran lunga più vantaggiosi in termini di sicurezza. Infine, quando si pedala per molte ore, è bene scegliersi una sella confortevole: non ne esiste una perfetta, ma quella che meglio si adatta alla nostra anatomia.

Tu sei anche un camminatore, vuoi raccontarci le differenze che vivi nell’incontro con gli altri cicloviaggiatori, rispetto all’incontro con i camminatori, lungo il viaggio?

Personalmente, vivo l’esperienza del cicloviaggio in modo non molto diverso da come affronto un cammino, e con il medesimo coinvolgimento. In entrambi i casi, gli incontri sono momenti gioiosi che portano un arricchimento personale. Sia che si vada a piedi che in bicicletta, è bella l’abitudine di salutarsi quando ci s’incontra; un momento speciale è alla sera, quando può capitare di ritrovarsi a cena tra viaggiatori, e si creano momenti di grande convivialità tra persone che solo poche ore prima erano perfetti sconosciuti. In queste occasioni, i ciclisti sono solitamente più propensi ad affrontare argomenti tecnici o a raccontare le proprie gesta, mentre i viandanti tendono ad essere più introspettivi e profondi; ma non è una regola, il cicloviaggio, come il cammino a piedi, può regalare momenti di intensa spiritualità.

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