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Cammino di don Tonino Bello: intervista agli autori Luigi Amendolagine e Paola de Pinto

Una vita spesa “sul passo degli ultimi”, quella di don Tonino. Un esempio che vive ancora oggi, tra le viuzze di Molfetta, gli ulivi, i capolavori del Barocco e i muretti a secco del suo paese natale nel cuore del Salento. A lui è dedicato un cammino in 17 tappe nella “sua” Puglia, per scoprire (o riscoprire) quel “prete con il grembiule” che alle parole ha sempre accompagnato gesti concreti e umani. Abbiamo chiesto agli autori della guida del Cammino di don Tonino Bello Luigi Amendolagine e Paola de Pinto di raccontarci questo straordinario itinerario.

Chi era don Tonino? Perché la sua storia oggi ha bisogno di essere raccontata?

Don Tonino Bello è stato un vescovo pugliese della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi dal 1982 al 1993. La sua esistenza e il suo ministero sono stati caratterizzati da un amore incondizionato per “gli ultimi”, come lui amava definirli: i senza dimora, gli sfrattati, i ladri, i disoccupati, gli alcolizzati, i tossicodipendenti. Quando si parla di lui si parla della “chiesa del grembiule”, espressione che egli stesso usava per parlare della chiesa che spezza il pane con il prossimo, dialoga con la diversità, accoglie i bisognosi. Da presidente di Pax Christi è stato impegnato in prima persona nella difesa del valore della pace e nella promozione di una cultura della nonviolenza sino alla fine, sino al momento della sua morte avvenuta il 20 aprile 1993. La Chiesa ha riconosciuto di recente le sue virtù eroiche e dunque la sua venerabilità. Don Tonino e il suo messaggio sono quanto mai attuali. Le sue parole vibrano e fanno vibrare le nostre coscienze. Non solo dei credenti, ma di tutti coloro che non si accontentano di “rosicchiare la vita”, così come lui stesso diceva. Ognuno deve sentirsi protagonista del suo tempo e le parole di don Tonino aiutano a riscoprire la bellezza della vita, di una vita vissuta in pienezza e in una relazione autentica con gli altri e con il creato.

Cos’era per don Tonino Bello la “pace”?

Don Tonino amava utilizzare delle immagini per rendere più comprensibili a tutti alcuni grandi temi, non solo di fede. Per descrivere la pace egli utilizza una bellissima immagine, semplice e complessa al tempo stesso. Pace è “convivialità delle differenze”, stare seduti tutti intorno alla stessa tavola a condividere il pane, anche con chi ha una lingua diversa dalla nostra, un diverso credo, un diverso colore della pelle. E intorno a questa tavola ognuno non può mangiare il pane da solo, ma deve condividerlo con chi è seduto accanto. Ecco che il tema della pace si coniuga necessariamente a quello della carità, dell’equità e della giustizia. Senza giustizia non si può sperare in un mondo che viva in pace.

Com’è nato il cammino e perché?

Nel 2018, in occasione del XXV anniversario del dies natalis di don Tonino Bello, è nata con altri amici l’idea di realizzare un vero e proprio cammino dedicato alla sua figura. Un itinerario che partisse da Molfetta, sede episcopale di don Tonino dal 1982 al 1993, per raggiungere Alessano, luogo di nascita e sepoltura del Venerabile. Un progetto che si è poi realizzato nel 2019 grazie all’impegno della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e il sostegno della Regione Puglia. Tanti sono stati in questi anni i pellegrini che hanno raggiunto la nostra regione per visitare i luoghi più cari a don Tonino, ascoltare le testimonianze di chi ha avuto il privilegio di essergli accanto. L’idea del Cammino nasce per far sì che sempre più gente conosca la sua persona e il suo messaggio e al tempo stesso possa conoscere e meravigliarsi dinanzi alle tante bellezze di questa terra.

Cosa si intende con Cammino “contempl-attivo”?

Don Tonino con la sua vita e il suo esempio ci sprona ad essere uomini e donne “contemplAttivi”. La persona contemplattiva è quella persona che esce da sé stessa per aprirsi alla diversità e sa farsi raggiungere dalla meraviglia. Tutto questo è possibile quando si abbandonano i percorsi di routine e la fretta quotidiana. Attraverso un itinerario contemplattivo, come il Cammino di don Tonino, il pellegrino si connette a sé stesso e a quanto lo circonda. Un percorso, dunque, che parte dai piedi e arriva fino al cuore e alla mente di ogni pellegrino. Anche per questo motivo abbiamo voluto affiancare alle diverse tappe alcuni testi del vescovo salentino, per far sì che ogni viandante possa lasciarsi coinvolgere ed interrogare dalle sue bellissime parole.

Com’è articolato il percorso?

Il Cammino è lungo circa 400 chilometri ed è stato suddiviso in 17 tappe, che dal nord barese conducono sino alla penisola salentina, passando per la Valle d’Itria e la piana brindisina. L’itinerario, toccando 4 province, 9 diocesi e ben 32 città pugliesi, conduce i pellegrini, a piedi o in bici, alla scoperta dei territori più belli della Puglia. Attraverso luoghi di grande valore culturale, religioso e naturalistico della dorsale interna della regione, il pellegrino raggiunge la tomba di don Tonino, meta finale, per poi proseguire verso l’estremità fisica della penisola con il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae. Le cattedrali romaniche, i trulli, gli ulivi secolari, i muretti a secco, gli insediamenti rupestri, il barocco leccese sono i principali temi che faranno da cornice ad un cammino ricco di suggestioni e spunti di riflessione. Il Cammino diventa, quindi, l’occasione immergersi nella storia, nella cultura e nelle tradizioni di un territorio che racconta una storia millenaria, sperimentando la grande accoglienza della gente di Puglia. Accanto a mete più conosciute, quali la Basilica di San Nicola di Bari, le incantevoli Grotte di Castellana, i caratteristici trulli di Alberobello, si potranno ammirare anche i piccoli borghi medievali e altri tesori nascosti meno noti.

Quali sono le caratteristiche del Cammino di don Tonino Bello?

Il Cammino di don Tonino può apparire impegnativo a motivo dei suoi 400 km di lunghezza. Tuttavia il percorso non presenta particolari dislivelli e le tappe indicate sono perlopiù di lunghezza media, tra i 17 e i 24 km, con solo alcuni casi in cui ci si avvicina ai 30 km. Per chi non avesse molti giorni a disposizione la guida suggerisce quattro brevi itinerari tematici per cominciare a conoscere il Cammino e i paesaggi affascinanti che attraversa. È importante ricordare che la Puglia è una regione molto calda nel periodo estivo e senza molte zone d’ombra, per questo motivo si consiglia di percorrere il Cammino nei mesi primaverili ed autunnali, per godere di un clima mite e dei bellissimi colori di una rigogliosa vegetazione. Lungo il percorso le possibilità di approvvigionarsi d’acqua sono scarse. Si consiglia, dunque, di rifornirsi d’acqua alla partenza di ogni tappa.

Raccontateci l’esperienza più emozionante che avete vissuto lungo questo cammino.

Tracciare il cammino è stato davvero un’esperienza di grande apertura che ci ha permesso di immaginare il passaggio di tutti i pellegrini. Scegliere le città da cui far passare il cammino, individuare le tappe, percorrere i sentieri più adeguati, provvedere alla segnaletica, chiedere ospitalità per i futuri pellegrini e tanto altro, è stato come sognare ad occhi aperti! Un’esperienza emozionante perché coraggiosa, creativa e innovativa.

Un consiglio spassionato che dareste a chi vuole partire per fare il Cammino di don Tonino?

“La strada è lunga, ma non esiste che un solo mezzo per sapere dove può condurre: proseguire il cammino”. Così scriveva lo stesso don Tonino Bello, riferendosi al senso del cammino. Il cammino è una bellissima metafora della vita, fatta di ripide salite, incontri inaspettati, bivi ed incroci non sempre facili da superare, ma poi i sentieri più impervi ci conducono spesso dinanzi a panorami mozzafiato da ammirare e contemplare. Auguriamo a tutti i pellegrini che decidono di percorrere questo itinerario di aprire lo sguardo e lasciarsi conquistare dalle bellezze della Puglia, accompagnati dalle parole di don Tonino. Camminare è un buon modo anche per ritrovare sé stessi.

Fotografia Ruvo di Puglia, associazione del Cammino di don Tonino

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    Terre di mezzo editore è una casa editrice fondata a Milano nel 1994.
    Pubblica ogni anno più di 100 titoli. Tra le collane principali ci sono: L’Acchiappastorie albi e narrativa per l’infanzia, i Percorsi a piedi e in bicicletta, i manuali creativi delle Ecofficine.
    I primi grandi bestseller sono stati la prima guida al cammino di Santiago de Compostela e La grande fabbrica delle parole, di Valeria Docampo.
    Negli ultimi anni ha portato in Italia le serie di Dory Fantasmagorica e Cane Puzzone, ha pubblicato più di 40 guide ai cammini italiani e ha dato alle stampe i testi di Paolo Cognetti e Erri De Luca impreziositi dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, e di Wislawa Szymborska con Guido Scarabottolo.

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