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In classe con “la valigia”: inclusione, empatia, resilienza

COSA C’È NELLA TUA VALIGIA?

Testo e illustrazioni: Chris Naylor – Ballesteros
Età: a partire da 3 – 4 anni. Crossover
Tema: nuova vita, diversità, diffidenza, amicizia

Un giorno arrivò uno strano animale, sembrava coperto di polvere, stanco, triste e spaventato. Trascinava una grossa valigia

Un galletto, un coniglio ed una volpe vedono arrivare in paese un animale sconosciuto; è diverso da loro, è strano e porta con sè una misteriosa valigia. Le espressioni del suo muso comunicano varie e numerose emozioni: doloretristezzapaurastanchezza.

Qual è la sua storia? Cosa gli è successo? Cosa c’è nella sua valigia?

Gli animali sono molto curiosi e non vedono l’ora di scoprire cosa nasconde la pesante ed ingombrante valigia dello straniero.

“Bè, c’è una tazza da tè. […] Ma ci sono anche un tavolo per appoggiare la tazza, e una sedia di legno per me così posso sedermi. […] E c’è anche una capanna di legno con una piccola cucina, dove preparo il tè. È casa mia.”

Gli altri animali ascoltano il racconto con stupore e diffidenza; non credono proprio che la valigia dello straniero contenga tutta quella roba, che assurdità!

Mentre si riposa stravolto dal lungo viaggio decidono di aprirla con la forza: lo straniero ha detto la verità?

Intanto si addormenta; si addormenta e sogna: sogna il ricordo della sua vecchia vita, sogna la sua casa perduta, quadri di vita vissuti, esperienze colme di emozioni contrastanti, che lo hanno portato ad affrontare un viaggio pieno di speranza, a nuotare in acque profonde, alla ricerca di un cambiamento, alla ricerca della pace.

La sua valigia racchiudeva pochi oggetti materiali, ma tutto il necessario per immergersi nel ricordo, rifugiarsi nell’amore del passato per trovare il coraggio di andare avanti e sperare in una vita migliore.

Finalmente, il galletto, il coniglio e la volpe riescono a ricostruire la storia di quello strano animale e fanno di tutto per rimediare al loro errore: la tazza da tè citata, poi frantumata ed infine ricomposta diverrà il simbolo di una nuova e preziosa amicizia.

“A chi ha iniziato una nuova vita lontano da casa”: è a loro che l’autore dedica l’albo illustrato. Con parole semplici accompagnate da illustrazioni minimaliste, egli riesce a catturare l’attenzione dei lettori, lasciando viaggiare la loro immaginazione per ricostruire la storia del nuovo arrivato. E così, quante storie esistono come la sua? Quanti nuovi arrivati? Quante nuove vite? Quante valigie?

Non a caso, “Cosa c’è nella tua valigia?” è stato finalista del Premio Orbil 2019 nella sezione Albi Illustrati: non è facile trovare le parole giuste per far conoscere ad un pubblico di fanciulli tematiche così attuali, importanti e dibattute. L’utilizzo degli animali come protagonisti e la metafora della valigia rappresentano gli ingredienti speciali del libro; raggiungono l’obiettivo, commuovono, piantano un seme nella mente e nel cuore di ciascuno.

Comprendere esperienze di resilienza* aiuta ad essere empatici, ad aprirsi al prossimo sospendendo il giudizio (epochè*, Husserl), a donare tempo di qualità, ad essere curiosi di conoscere, ad essere resilienti a propria volta. Perché la diversità non è necessariamente pericolosa o spaventosa, è semplicemente differente dal nostro essere; nessuno è migliore, ma ciascuno esiste, vive, sorride, fa parte del mondo e merita di essere conosciuto davvero.

PROPOSTE DI ATTIVITÀ a partire dalla classe 1^ di Scuola Primaria

Nel corso delle prime settimane di scuola, i bambini dovrebbero avere la possibilità di conoscersi a fondo, per formare un gruppo classe coeso, empatico e inclusivo.

Dopo aver letto e mostrato il libro, sarebbe interessante chiedere ai bambini di costruire una valigia (si può decorare una scatola da scarpe) e di inserirvi all’interno gli elementi che ritengono più importanti relativi alla propria storia personale e che desiderano mostrare ai compagni. In Circle Time* ciascun bambino presenterà la sua valigia, il contenuto di essa e racconterà la sua storia. Nel corso dell’esercizio, gli alunni possono passarsi della lana colorata, per formare infine una sorta di “ragnatela dell’amicizia”.

Tutti i bambini possono svolgere l’esercizio e raccontare; in questo modo, anche gli alunni di origine straniera avranno la possibilità di aprirsi in un clima sereno, senza sentirsi etichettati o diversi.

Al termine dell’esperienza, ogni bambino potrà inserire un oggetto personale all’interno della grande valigia di classe, che appunto racchiuderà la storia della classe, fatta di mille sfaccettature e storie diverse. Pertanto, si utilizzerà la valigia come simbolo di un nuovo viaggio, unico da compiere tutti insieme, ma ricco, al contempo, di tante individualità differenti, talenti e qualità proprie di ciascuno.

Quando i bambini saranno più grandi, ad esempio in classe 4^ o 5^ di Scuola Primaria, è possibile proporre un lavoro simile, approfondendo maggiormente il tema della storia personale, della diversità, del viaggio alla ricerca di una nuova vita, pensando anche a momenti di dibattito in classe e/o compiti scritti inerenti.

GLOSSARIO

*Resilienza: Il significato di questo termine deriva dalla meccanica e fa riferimento alla capacità di un materiale di assorbire energia in maniera elastica quando sottoposto ad un carico (o urto) prima di rompersi.

Lo stesso termine viene utilizzato anche in psicologia e rappresenta la capacità di una persona di far fronte ad un evento traumatico, trovando la forza di andare avanti nonostante le difficoltà e di rialzarsi (pro)positivamente, ricostruendo la propria vita.

*Epochè (Sospensione del giudizio): Possiamo pensare all’epochè come al contrario del pregiudizio. Il filosofo e matematico E. Husserl definisce questo termine come una “messa in parentesi” del mondo, necessaria in quanto la realtà esterna è caratterizzata da assoluta incertezza.  Pertanto, si sospende qualsiasi giudizio o valutazione se non vi sono elementi sufficienti per formulare il giudizio stesso. Solo in questo modo è possibile essere empatici, comprendere davvero l’altro e il suo punto di vista.

*Circle Time: Strategia educativa introdotta dallo psicologo americano Thomas Gordon negli anni ‘70, volta a promuovere la comunicazione e l’ascolto reciproco. I bambini sono invitati a sedersi in cerchio insieme all’insegnante e a raccontare un episodio vissuto, un sogno, una sensazione o ad esprimere un’opinione in merito ad una determinata tematica.

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Sono una giovane maestra specializzata nel sostegno agli alunni con disabilità. A scuola, porto sempre una piccola valigia con dentro albi preziosi e materiali utili per affrontare con un sorriso l’argomento del giorno

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