Ci sono libri che aprono domande senza dare subito risposte; che accompagnano i bambini dentro un pensiero che cresce lentamente, passo dopo passo. Ponti, di Marc Majewski, è uno di questi. Parla di collegamenti, di attraversamenti, di distanze. Tra le sue pagine, però, si nasconde anche qualcosa di puramente matematico: l’idea che per costruire un ponte serva misurare.
Proposta di attività per la Terza primaria ispirata all’albo “Ponti”
Durante il nostro Circle Time del mattino, “Ponti” ci ha accolto, emozionato, entusiasmato. Abbiamo poi lasciato spazio a pensieri, immagini, intuizioni, associazioni:
«Un ponte serve per andare dall’altra parte.”
«Quello è il Ponte di San Francisco, io ci sono stato!»
«Brooklyn; è stato bellissimo, il viaggio a New York.»
«Com’è alto, quel ponte!»


Da queste osservazioni è nato un primo passaggio fondamentale: per descrivere un ponte – oltre alle parole, alle emozioni – servono le misure. La discussione si è orientata spontaneamente su “altezza” e “lunghezza”, due elementi misurabili. Poi, quasi naturalmente, sono emerse anche le unità di misura:
«Si usano i metri.»
«No, i chilometri!»
«Io lo so! 1 chilometro sono mille metri.»
Il sistema metrico non è stato introdotto come contenuto, ma è affiorato come bisogno.
Dalla lettura alla parte pratica
Il sistema metrico non è stato introdotto come contenuto, ma è affiorato come bisogno. Per visualizzarlo e renderlo concreto, abbiamo deciso di costruire il nostro ponte. Non un ponte unico, ma fatto di parti: tanti “sassi”, due per ciascuno, o anche più. Ogni bambino ha progettato e realizzato i propri, lavorando su forma e dimensione, intrecciando arte e geometria. I sassi, diversi tra loro, sono diventati i mattoni del ponte della classe. Una volta completati, li abbiamo messi in fila, abbiamo riempito lo spazio in classe da un’estremità all’altra. Lì è nata una nuova domanda:
«Quanto è lungo il nostro ponte?»
Quanto misura un ponte? Come posso misurarlo? SCHEDA DIDATTICA
Attività di gruppo
Ogni gruppo ha misurato i propri sassi; insieme poi abbiamo confrontato lunghezze, discusso strumenti, osservato differenze. A quel punto, abbiamo iniziato a sommare. Un sasso dopo l’altro, il ponte cresceva e con lui cresceva anche il pensiero matematico:
«I nostri sassi arrivano a 1 metro e 36 centimetri.”
«Noi abbiamo 109 centimetri”
«Maestra ma lì c’è un errore: 109 centimetri non esistono”.
La misura non era più un numero astratto, ma qualcosa che si costruiva sotto i loro occhi.
Dalla pratica alla struttura
Dalle misurazioni e dal confronto tra i gruppi è emersa la necessità di trovare un linguaggio comune. Abbiamo scoperto che entrambe le scritture descritte potevano essere considerate corrette e, gradualmente, siamo arrivati a dare senso alle suddivisioni e ai multipli. Non come scala da memorizzare, ma come sistema per descrivere ciò che avevamo costruito.
Ponti si è rivelato un mediatore potente: ci ha aiutati a trasformare un contenuto spesso percepito come astratto – il sistema metrico – in un’avventura concreta, condivisa e significativa. Perché imparare a misurare non significa solo conoscere le unità di misura, ma capire che servono per dare forma al mondo. E, a volte, per costruire qualcosa insieme che prima non c’era: un ponte fatto di sassi, idee e pensieri.
Desideri ricevere la newsletter Terre di mezzo Scuola?
Una volta al mese, una selezione di contenuti dedicati a chi vive e lavora nella comunità educativa: laboratori, bibliografie, proposte di formazione, voci appassionanti e appassionate per lasciarsi ispirare.









