Nel lavoro educativo con genitori e figli, i libri ci possono aiutare a veicolare dei messaggi importanti per riflettere insieme sulla preziosa relazione mamma-bambino.
L’albo illustrato Perché ti voglio bene (di Luca Tortolini, illustrato da Paolo Proietti) porta alla luce diversi temi fondamentali per lo sviluppo e il benessere dei più piccoli: da un lato, l’importanza della presenza di un caregiver amorevole che si prenda cura di loro; dall’altra la necessità, a volte, di sentire una conferma, talvolta anche verbale, da parte dell’adulto.
Una storia che ci ricorda come questa semplice espressione, “ti voglio bene”, possa fare una grande differenza.
Nel mondo dell’educazione, si discute spesso dell’impatto che una relazione solida e affettuosa con i genitori possa avere sullo sviluppo emotivo e sociale di un bambino. Questo tema diventa ancora più cruciale quando parliamo di bimbi accolti in una comunità mamma-bambino. Dalla teoria dell’attaccamento, fino a studi più recenti, sappiamo quanto il legame con la madre, o il caregiver in generale, sia fondamentale per il benessere e lo sviluppo del bambino, al fine di permettergli di esplorare e di fare esperienza del mondo con fiducia, di essere predisposto all’apprendimento e di aprirsi alle relazioni.

Nel lavoro educativo in comunità, lavorare insieme alle mamme e ai bambini sul legame che c’è tra loro risulta cruciale per la buona riuscita del progetto. Spesso, i bambini accolti hanno alle spalle esperienze di discontinuità o di insicurezza nei loro primi anni di vita. Leggere insieme alla mamma (o agli educatori) una storia di amore materno incondizionato, accogliente e permanente, aiuta il bambino a costruire una nuova narrazione personale, dove sentirsi amato e accettato è la base su cui costruire un futuro sereno.
Molti dei bambini accolti nelle comunità sono come il piccolo Scoiattolo che si sveglia con la luna storta e quel giorno ha solo voglia “di sporcare, di fare il cattivo, di correre e distruggere e rovinare”. Ma alla domanda sul perché di questo sentimento, la risposta si nasconde dentro un “mi sento solo”.
A volte le domande dei più piccoli non cercano una risposta, ma svelano un bisogno, come rivela lo Scoiattolino: “lo sapevo che mi vuoi bene, ma volevo sentirtelo dire”.

Noi adulti spesso facciamo fatica a parlare di sentimenti, soprattutto con i bambini. Per chi è impegnato nell’arduo compito di crescere, sentirsi dire “ti voglio bene” è fondamentale; percepire attorno a sé affetto e sostegno, aiuta a sviluppare una maggiore fiducia in sè stessi e negli altri. Questo tipo di messaggio verbale, inoltre, rinforza il legame emotivo tra il bambino e chi si prende cura di lui.
Non solo nelle comunità educative, ma anche nella vita quotidiana in famiglia, la lettura condivisa di albi come questo sono un gesto d’amore reciproco, una coccola preziosa che ci si concede in quel momento, ma anche un potente investimento sul futuro emotivo del bambino.









