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Mickaël Brun-Arnaud racconta “Cronache della foresta”

Da psicologo a libraio e scrittore di libri per bambini, Mickaël Brun-Arnaud con “Cronache della foresta” ha creato un mondo favoloso dove rifugiarsi quando fuori piove, popolato da volpi gentili e talpe maldestre, confortevole come una tazza di tè. Gli abbiamo fatto qualche domanda su come si è avvicinato a questo lavoro e su dove ha trovato l’ispirazione per i suoi personaggi. Buona lettura!

Ciao Mickaël, raccontaci qualcosa su di te

Mi chiamo Mickaël Brun-Arnaud, ho trentasette anni e sono uno scrittore per bambini. Appassionato di letteratura e scrittura da sempre, ma anche di commedie musicali e di musica. I miei scrittori preferiti sono Larry McMurtry, Jane Austen, Anne Perry, Arthur Conan Doyle, James Fenimore Cooper e molti altri…Scrivo ogni giorno in compagnia del mio adorabile beagle, Mozart, ma ho fatto anche altri lavori prima di questo: libraio, gestore di bar, psicologo e persino editore di libri!

A chi ti sei ispirato per i personaggi e l’ambientazione di “Cronache della Foresta?”

Quando ho iniziato a scrivere “Cronache della foresta” ero forte della mia esperienza in libreria e sapevo che talvolta certi argomenti erano difficili da trattare in letteratura. Mi era già successo in più di un’occasione che i miei consigli di lettura fossero rifiutati dai clienti con la scusa che il tema era troppo triste, la lettura troppo dolorosa… E lo capivo! Così, per parlare della malattia d’Alzheimer, ho voluto creare un mondo confortevole, un rifugio letterario dove potevo parlare di tutte le tematiche che mi sono care: il lutto, la malattia, la resilienza, la benevolenza e la differenza. Villa Corteccia e i suoi personaggi antropomorfi sono nati da questa voglia: a volte, la vita vi chiederà di superare delle prove, ma ci sarà sempre un’adorabile volpe ad accompagnarvi, una merenda a consolarvi, un divano e una coperta a riscaldarvi. Il mondo di Archibald è un omaggio a tutte le mie letture d’infanzia: le deliziose storie di Beatrix Potter, le illustrazioni dettagliate di “La famiglia Topini” di Kazuo Iwamura, i grandi libri bilingui di Richard Scarry…

Cosa ha significato per te la pubblicazione del primo volume della serie “Cronache della foresta”?

La pubblicazione del primo volume di “Cronache della foresta” mi ha permesso di cristallizzare in un libro tutta la mia esperienza di assistente: le situazioni difficili così come i momenti di luce. Dopo dieci anni da psicologo ospedaliero in un servizio geriatrico, ero felice di poter continuare ad aiutare gli altri su scala più ampia. Questo libro è il mio omaggio a tutte le persone affette dalla malattia Cancella-ricordi e a tutte e tutti coloro che le accompagnano nel quotidiano. Spero sarà al contempo un nido e uno strumento di mediazione; che permetterà di demistificare una malattia spaventosa.

Ad aiutare Ferdinand nella sua impresa è la giovane volpe Archibald. Cosa rappresenta la loro amicizia, specialmente per un pubblico di bambini?

Per me, Archibald rappresenta la voce amorevole che abbiamo dentro al cuore e allo spirito che non sempre ascoltiamo. Il messaggio che volevo far passare, attraverso di lui, è che durante la nostra esistenza ci saranno momenti dove potremo scegliere di mettere da parte la nostra vita, i nostri desideri, le nostre emozioni per renderci fisicamente ed emotivamente disponibili per qualcun altro, in una situazione più fragile rispetto alla nostra. Questi momenti ci permetteranno, penso, di scoprire noi stessi, come Archibald si riprende attraverso questo viaggio in compagnia di Ferdinand. La bontà e la gentilezza sono valori ai miei occhi ancora più forti dell’amicizia, perché si offrono a persone che non sono per forza a noi vicine.

Come la volpe Archibald, anche tu sei un libraio. Raccontaci della tua libreria!

Nel 2018 ho creato Le Renard Doré, una libreria specializzata in manga e cultura giapponese, che sono altre due mie passioni. 
In questa libreria, decorata in omaggio allo studio Ghibli, ho incontrato persone fantastiche e compreso che il mestiere di libraio alla fine non è così lontano da quello dello psicologo. Aiutare qualcuno a trovare il libro giusto è anche una forma di accompagnamento, un momento prezioso nella vita di qualcuno, che richiede empatia (e ovviamente conoscenze letterarie). Non riesco a immaginare un momento più felice di quello in cui vado in libreria per scegliere dei titoli! Oggi sono scrittore a tempo pieno, ma sono contento di andare a trovare i miei clienti della libreria e tutto il team che amo chiamare “i volposi”! A qualche metro dal negozio, ho creato Le Renard Café, un salotto da tè letterario per scoprire la pasticceria giapponese: dorayaki, daifuku, e il nostro dolce alla crema Totoro!

Cos’altro hai in comune con Archibald?

Archibald è un personaggio che amo molto. Se nel primo volume incarna la gentilezza, in quelli successivi mi assomiglia ancora di più con la comparsa dei suoi difetti: è un animale decisamente umano. Appassionato di letteratura, ma anche pantofolaio e riluttante quando si tratta di partire all’avventura…L’esperienza mostra che non è sempre molto coraggioso e che tende ad appoggiarsi al suo giovane nipote, Bartholomé, che è molto più intrepido di lui! E, lo impareremo nel seguito di “Cronache della foresta”, Archibald ha anche voglia di prendere la penna e raccontare storie…

Com’è stato lavorare con l’illustratrice Sanoe? Come è avvenuto il vostro incontro?

Ho incontrato Sanoe al Rendard Doré, dove era venuta a fare il firmacopie per un suo lavoro come illustratrice di fumetti. È stato qualche giorno prima del mio incontro con l’editore francese, L’école des loisirs. Ero molto agitato all’idea di quell’incontro e lei mi ha dato dei buoni consigli con gentilezza e ha mostrato molto interesse per questa storia, che avevo scritto qualche mese prima. Prima di tornare a casa sua, a Rennes, mi ha chiesto se poteva leggerla, così sono andato a stamparle una copia durante il suo firmacopie. La sera, in treno, ha disegnato le bozze di Archibald e Ferdinand che potete scoprire alla fine del primo volume. A quello stadio, aveva letto soltanto i primi tre capitoli ma ho subito capito che aveva visto il mio universo come lo vedevo io e sono stato entusiasta di poter lavorare insieme!

Per la gioia dei nostri lettori, “Cronache della Foresta” non si conclude con “Le memorie perdute” ma è una saga! Vuoi rivelarci qualcosa sugli altri libri?

“Cronache della foresta” è una serie di quattro volumi, che seguono le quattro stagioni.
In estate, in “Le memorie perdute”, accompagniamo Archibald e Ferdinand alla ricerca del suo libro, il suo passato e la sua cara e tenera Amanda, sua moglie.
In autunno, in “I diari segreti”, ci immergiamo nel passato che unisce la famiglia Volpe a quella De Lupis, per scoprire come è stata costruita la libreria di Villa Corteccia.
In inverno, viaggiamo a bordo di un treno straordinario per ritrovare traccia dei genitori di Bartholomé, scomparsi sulla strada del Grande Nord.
In primavera, incontriamo Ernest e Lothaire Volpe, i figli di Bartholomé, che dovranno fare qualunque cosa per cercare di salvare il loro albero dalla distruzione! 
Spero che leggendo proverete le stesse emozioni, tra lacrime e sorrisi, e lo stesso gusto che ho provato io durante la scrittura!

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