Abbiamo chiesto all’autore e illustratore Matthew Cordell di raccontarci come è nata la serie “Ugo e Poppy”, finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2024!
Incontreremo Matthew Cordell a Roma IL 6 DICEMBRE!
Alle 14.00, all’interno della fiera Più Libri Più Liberi, Area Laboratori (Spazio Ragazzi). Laboratorio di disegno per bambini
Alle 17:30, presso la Libreria Ponteponente (Via Mondovì, 19 Roma). Laboratorio di disegno per bambini, su prenotazione.
Matthew, raccontaci di te
Vivo negli Stati Uniti, vicino a una delle nostre città più grandi, Chicago. Sono sposato con un’autrice di libri per Young Adult, Julie Halpern, abbiamo due figli, Romy (15 anni) e Dean (10 anni) e un gatto che si chiama Norbert. Amo molto disegnare e scrivere, ma la cosa che preferisco in assoluto è fare il papà. Adoro passare il tempo con la mia famiglia viaggiando, esplorando e sperimentando cose nuove, insieme.
Come hai deciso di diventare autore e illustratore di libri per l’infanzia? Cosa o chi ti ha ispirato di più nello scegliere questa strada?
Per tutta la vita sono stato un artista visuale, nel senso che ho sempre amato disegnare e fotografare. Crescendo, speravo che il mio futuro lavoro potesse essere qualcosa che coinvolgesse creatività e disegno. Ho studiato arte e design grafico al college e ho lavorato per anni come grafico e come artista, prima di rendermi conto che non amavo nessuna di queste attività. Più o meno nello stesso periodo, ho incontrato Julie (che poi sarebbe diventata mia moglie) che mi ha ricordato quanto sia meravigliosa l’arte di scrivere e illustrare libri per bambini. Mi ha convinto a pensare seriamente al mestiere di autore per l’infanzia. Julie ha scritto una storia intitolata Toby and the Snowflakes e io ho disegnato le tavole. Abbiamo inviato il manoscritto a 20 editori negli Stati Uniti, nella speranza che venisse pubblicato. Diciannove rifiuti dopo, è arrivato cenno di interesse dell’editore Houghton Mifflin, e così l’albo vide la luce con la pubblicazione nel 2004. Mi è piaciuto tutto della realizzazione di questo primo libro illustrato: il tempo dedicato al disegno, il lavoro con editor e art director in casa editrice. E mi è piaciuto avere un nuovo (per me) pubblico di bambini, che non finisce mai di sorprendermi. Non mi sono mai più voltato indietro e da allora lavoro stabilmente come autore di libri per l’infanzia.
Adesso parlaci di Ugo e Poppy: da dove hai tratto ispirazione per questa serie?
Di nuovo: devo anche questa ispirazione a Julie! È a lei che si devono i nomi dei protagonisti (Cornbread e Poppy, nell’edizione originale) ed è lei che mi ha chiesto di disegnare altri personaggi animali che li avrebbero potuti accompagnare per una possibile storia, un giorno. Ho fatto alcuni schizzi di cani, maiali e altri topolini. Ma niente più di questo è accaduto in quel momento. Anni dopo, ho ritrovato questi schizzi e li ho pubblicati su Twitter. Uno dei miei editor mi ha chiesto chi fossero Ugo e Poppy e cosa stessi facendo con quei personaggi. Julie era passata a tutt’altro, nel frattempo, quindi le ho chiesto se avrebbe acconsentito a lasciare che usassi io i nomi di quei personaggi e scrivessi la mia storia. Julie ne era felice e così ho iniziato!


Volevo fare qualcosa di divertente e genuino, con due migliori amici in una sorta di villaggio di campagna. Io sono cresciuto in un piccolo villaggio e questo mi è stato di ispirazione per l’ambientazione. Volevo che quegli amici fossero uguali, ma diversi. Troppo spesso le persone quando sono in disaccordo si arrabbiano e si arroccano ciascuno sulla propria posizione. Tendiamo a non volerci mai confrontare con chi è diverso da noi. Io penso che attraverso l’incontro e la conoscenza con “l’altro” ci si possa accorgere di quanto siamo simili al di là delle differenze e questo ci farebbe essere, tutti, persone migliori.
Svelaci, a questo punto: ti senti più Ugo o più Poppy, tu?
Sono….un po’ e e un po’, direi. Timoroso come Ugo, ma tendo a procrastinare, come Poppy. In generale mi sento più vicino a Ugo, più riservato e non così avventuroso come Poppy!
Sappiamo che sei felicemente molto attivo con presentazioni e laboratori ovunque… C’è un’esperienza o un aneddoto che vorresti condividere?
Una delle mie gioie più grandi è poter incontrare i lettori, leggere le mie storie a voce alta e vedere le loro reazioni. I bambini sono così meravigliosi, curiosi e onesti. Hanno così tante domande – e sicuramente mostrano il loro stato d’animo senza filtri. Recentemente, durante una visita a scuola per leggere Ugo e Poppy a un folto gruppo di bambini (circa 250 alunni), a metà della storia ho sentito una bambina dire ad alta voce “Wow, è davvero piuttosto bello, questo racconto!” Si vede che non aveva potuto proprio trattenersi dall’esprimere quel commento e sono contento che l’abbia tirato fuori così, come l’ha sentito in quel momento.
C’è un posto dove lavori abitualmente? Com’è, il tuo studio?
Per la maggior parte della mia carriera ho lavorato da casa, in uno spazio che ho ricavato ad uso ufficio. Finchè un paio di anni fa ho trovato uno spazio adatto in un edificio non lontano da casa nostra, e l’ho adibito a mio studio. Adoro avere un posto separato da casa dove posso stare da solo per raccogliere i miei pensamenti e realizzare storie e disegni. Non è niente di enorme o di sofisticato, giusto una stanza con desk e computer, scrivania da disegno, una sedia comoda e alcuni scaffali per i libri. E tante finestre e luce naturale per lasciarmi ispirare quando disegno.
Un’anticipazione che vorresti condividere qui con i tuoi lettori?
Ci sono altri episodi della serie Ugo e Poppy, e spero che arrivino tutte in edizione italiana! Ad esempio c’è una storia in cui vanno in visita al museo, un’altra che li vede impegnati in una gara ciclistica. Mi sento molto ispirato da questi personaggi e potrei continuare a lungo a scrivere delle loro avventure. Ora che il primo volume è in finale per il Premio Strega Ragazze e Ragazzi sto per arrivare in Italia con la mia famiglia e non vedo l’ora! Sono stato in Italia solo un’altra volta nella mia vita, con Julie, prima che nascessero i nostri figli. Abbiamo visitato le città d’arte, Roma e Firenze. Siamo entusiasti di avere l’occasione per visitare di nuovo Roma, con i nostri due figli. L’Italia e la sua gente sono fonte di meraviglia e ispirazione!
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