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Ludovic Lecomte e Irène Bonacina raccontano “Tibia e Biagio”

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Intervista “doppia” all’autore e all’illustratrice di Tibia e Biagio. L’amicizia è servita!
Abbiamo chiesto a Ludovic Lecomte e Irène Bonacina di raccontarci chi sono e come è nata l’idea per questa serie (fresca di pubblicazione in Italia, già nota e amata in Francia) perfetta per accompagnare i bimbi nelle loro prime letture autonome.

Ludovic, oltre a essere un insegnante, scrivi romanzi sia per adulti che per bambini: come ti sei avvicinato alla letteratura per l’infanzia? E qual è per te la caratteristica più importante che dovrebbe avere un libro per bambini
Ho iniziato a scrivere libri per bambini perché, a forza di leggerli la sera ai miei figli, o a scuola ai miei studenti, ho sentito il desiderio di condividere delle storie inventate da me. All’inizio l’ho fatto con i bambini più piccoli, poi con i ragazzini tra i 9 e gli 11 anni che hanno qualche difficoltà a leggere. La prima storia che ho scritto raccontava dell’incontro tra un venditore di ombrelli e una venditrice di occhiali da sole… come fanno a capirsi quei due? Eppure…Da autore credo che il piacere di leggere sia molto importante e voglio che tutti i miei libri trasmettano il desiderio di leggere ancora, ovviamente altri libri, ma magari anche i miei una seconda volta, una terza volta, per ritrovare una parola, una frase, un personaggio che è rimasto impresso. Mi piace pensare che i miei libri faranno parte di un grande ciclo di letture e riletture che chi legge si costruirà.

Irène, ci racconti che libri ti piaceva leggere da piccola? E come hai deciso di diventare illustratrice? 
Conservo un ricordo indelebile di Gli ultimi giganti di François Place e delle avventure della famiglia Topini di Iwamura, ma ho anche guardato e ricopiato tante volte i disegni di Beatrix Potter. I miei primi libri d’avventura sono stati quelli della serie La banda dei Cinque, e ho scoperto cosa vuol dire restare con il fiato sospeso grazie alle storie di Évelyne Brisou-Pellen.
Mio papà ci raccontava molte fiabe popolari, leggende africane e dell’Asia, e i suoi racconti ad alta voce hanno avuto un’influenza importante su di me.
Ho scoperto abbastanza tardi di voler diventare illustratrice: avevo 17 anni. Poi questo sogno ha acquisito dei contorni più precisi quando ho visitato i laboratori di illustrazione dell’Ecole Estienne, a Parigi: ho capito che volevo fare quello, mi è sembrato subito evidente.

Ludovic, dove ami scrivere, di solito? C’è un luogo che stimola la tua immaginazione? 
Lavoro a casa, nel soggiorno, che è la stanza principale, seduto al tavolo su cui mangiamo: diventa “mio” la sera quando tutti dormono ed è tutto tranquillo (mi trovo qui proprio ora mentre rispondo a queste domande!)
Ma questo riguarda la parte di scrittura vera e propria al computer, perché, in realtà, quando lavoro su un libro, ci penso costantemente, ovunque, sotto la doccia, sulla strada per andare a scuola, la sera prima di addormentarmi. Porto sempre un taccuino con me per annotare le idee che mi vengono così, senza preavviso – quando appunto non sono a casa, tranquillo, nel mio soggiorno.

E tu, Irène? Dove ami disegnare?
Anch’io come Ludovic lavoro così bene a casa mia, tranquilla, nel silenzio, e da sola! In questi anni, in realtà, ho lavorato in tanti posti diversi perché ho traslocato più volte, ma ho sempre disegnato a casa. L’ispirazione poi posso trovarla seduta alla scrivania o in mezzo alla natura, di solito mentre cammino. Qualche volta, le idee mi arrivano anche sui mezzi pubblici (e allora le annoto subito sul mio taccuino!).



Raccontateci ora Tibia e Biagio. L’amicizia è servita di cui siete coautori: com’è nata questa serie? A che tipo di lettori la consigliereste? Come avete lavorato insieme per realizzarla?
LUDOVIC L’ispirazione mi è venuta da due fonti diverse. La prima è una canzone di Thomas Fersen che parla di un fantasma che ha paura dei cani. Mi piacciono molto le storie che raccontano di amicizie improbabili o incontri impossibili, perciò mi divertiva trovare una maniera per far sì che uno scheletro e un cagnolino diventassero migliori amici. Ero alla ricerca di un’idea finché, una sera, davanti a un piatto di minestra, mia figlia di 5 anni (che non sapeva ancora leggere) cercava di scrivere il suo nome con la pastina a forma di lettere dell’alfabeto e componeva alcune sillabe… allora ho avuto l’idea di un bambino che imparava a leggere mangiando la minestra. Poi le due intuizioni si sono fuse e Tibia e Biagio sono diventati amici grazie a una bella minestra con la pastina-alfabeto!
Dato che questo libro parla del momento in cui si impara a leggere, lo consiglio ai lettori alle prime armi; insieme all’editore francese, l’Ecole des Loisirs, abbiamo lavorato a lungo per “scacciare” i suoni troppo difficili e rendere così il testo accessibile anche per chi ha iniziato a leggere da poco.
IRÈNE Ho incontrato Ludovic durante una fiera del libro per ragazzi a Châteaudun. Alcuni giorni più tardi, mi ha mandato una mail con la storia di Tibia e Biagio. Quella prima versione era più corta e si chiamava “Soupe, alors!”. Mi è piaciuto fin da subito l’universo in cui era ambientata la storia di Ludovic: la prosa musicale, la poesia e, allo stesso tempo, l’efficacia della trama. Ho immediatamente buttato giù qualche schizzo dei due personaggi sul taccuino che porto sempre con me: ricordo che ero seduta sull’autobus. Poi ho continuato nel mio studio, lavorando su dei fogli più grandi. Condividevo tutti i miei disegni con Ludovic e con la nostra editor.
Per i volumi successivi della serie (ancora inediti in Italia), ho avuto la fortuna di essere consultata a mano a mano che Ludovic scriveva. Mi fa leggere le prime versioni dei libri, mi racconta le idee che gli sono venute in mente, ascolta cosa ne penso, e lavoriamo sempre a stretto contatto con la nostra editor. Direi che tutti e tre insieme formiamo un trio!

Una specificità di Tibia e Biagio è che si tratta di un albo scritto con un carattere ad alta leggibilità. Ludovic, in base alla tua esperienza di insegnante, quali attenzioni si possono adottare per incoraggiare chi ha più difficoltà ad avvicinarsi alla lettura? 
Il piacere di leggere non si può far nascere a comando, lo si trasmette e si costruisce insieme ai bambini. È essenziale condividere dei libri, leggerli con loro, accompagnarli nella scelta dei testi e nella lettura, leggere delle storie ad alta voce anche dopo che hanno imparato a farlo da soli, dare il buon esempio leggendo noi per primi con piacere. In qualità d’autore, penso che si debba aver fiducia nei bambini e proporre loro delle vere storie, complesse, senza cadere nell’errore di dover semplificare ad ogni costo. Credo invece che si possa giocare sulla forma con cui si presentano i libri in modo da rendere più facile l’ingresso nel mondo della lettura. È per questo che ho scritto una serie di romanzi per ragazzi tra i 9 e gli 11 anni, di 300 pagine, che raccontano una storia completa, con tanti personaggi, ma in cui non una sola pagina assomiglia a quella di un libro tradizionale, perché giocano tutte sui caratteri, le dimensioni, la forma delle parole e le illustrazioni. Questo espediente rassicura i lettori alle prime armi e non impedisce a chi legge già con più sicurezza di immergersi con gusto nella storia.

Irène, un’altra delle caratteristiche della serie di Tibia e Biagio sono le illustrazioni, spiritose e vivaci: la traduttrice italiana ci ha raccontato di esser rimasta conquistata dal primo episodio del libro, rapita dallo sguardo di Biagio nelle prime pagine! Cosa ti ha ispirata, nel disegno dei due protagonisti?
Per disegnare Tibia mi sono ritrovata a consultare dei manuali di anatomia! Volevo capire e informarmi. Poi, per far sì che i disegni non risultassero troppo didascalici, ho dovuto dimenticare alcune informazioni che avevo imparato. Era importante che Tibia fosse essere uno scheletro credibile, ma volevo soprattutto che risultasse vivace e espressivo. Il tratto morbido che vedete nelle versioni finali è il risultato di tanto lavoro ma anche del divertimento che ho cominciato a provare disegnandolo.
Per quanto riguarda Biagio, l’ispirazione mi è venuta da un cagnolino che conosco, di nome Sweet. Un piccolo teckel molto simpatico. Per sua sfortuna però, senza accorgemene, mentre lo disegnavo ho accorciato il busto di Biagio! E ora non so più di che razza è!

Ludovic, Irène vi va di condividere in anteprima con il pubblico italiano qualcosa delle idee e progetti che porterete avanti insieme, nei prossimi mesi? 
Con molto piacere! Tibia e Biagio proseguono le loro avventure e a ottobre in Francia uscirà il terzo volume della serie. I due amici saranno alle prese con la confusione che regna nella loro roulotte, un vero e proprio circo! Sarà tempo di mettere tutto a posto. Ma cosa succederà al circo?
Il quarto volume è ancora in fase di lavorazione: Tibia e Biagio incontreranno una nuova amica!
Il 2022 sarà anche l’anno in cui uscirà un romanzo per i lettori un po’ più grandi, “Tuto Tricot”, che parlerà del tempo, delle ferrovie… e del lavoro a maglia.

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Referente Terre di mezzo Scuola, "legge" il catalogo dell'editore con i suoi grandi occhiali per trasformarlo in uno strumento accessibile e utile a chi vive e opera nella comunità educativa. La cosa che ama di più è conoscere le persone per condividere idee e lavorare insieme, quindi lascia sempre l'indirizzo [email protected] ed è felice di trovare tanti messaggi nella casella di posta.

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