Loes Riphagen, autrice e illustratrice del bellissimo Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città, arriva in Italia per incontrare i suoi piccoli lettori. Sarà ospite del festival Una Marina di Libri di Palermo, sabato 7 giugno 2025 alle ore 19, nello Spazio Dudi.
L’incontro prevede la lettura ad alta voce del suo ultimo libro, seguita da un laboratorio creativo pensato per bambine e bambini dai 5 anni in su. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Nederlands Letterenfonds Dutch Foundation for Literature, La Scoperta dell’Olanda e Kingdom of Netherlands.
Per questa fantastica occasione abbiamo deciso di pubblicare una sua intervista, tradotta da Valentina Freschi, in cui l’autrice racconta com’è nato il suo ultimo libro e ci rivela anche i suoi avvistamenti più recenti di gnomi cittadini.
We kindly acknowledge © Gottmer Uitgevers Groep for this interview.
Dove trovi l’ispirazione per scrivere e illustrare?
Ogni libro ha un suo processo. A volte l’idea nasce da un disegno carino che mi piacerebbe fare. A volte da una battuta. E a volte da qualcosa che dice o fa mia figlia. Lei rappresenta esattamente il target a cui i miei libri si rivolgono, quindi grazie a lei cerco di capire cosa diverte o appassiona i lettori. Non saprei dire cosa faccio di preciso per trovare l’ispirazione per un libro: l’ispirazione arriva sempre in modo diverso. A volte capita che un’idea faccia semplicemente capolino nella mia testa, di solito in un momento in cui proprio non me l’aspetto. Ogni libro nasce a modo suo. Per Coco può farcela!, ad esempio, è iniziato tutto con l’illustrazione che c’è in copertina. La volevo disegnare, esattamente così. Mi piaceva. Una volta finito, mi sono accorta che dietro c’era una storia intera. Nei miei blocchi per gli schizzi scrivo tutte le idee che mi vengono in mente, anche le più piccole. In questo modo ho una sorta di biblioteca di idee. E a volte capita che, tutt’a un tratto, una minuscola frasetta diventi un libro intero. Prima di iniziare a lavorare a un nuovo progetto, infatti, rileggo sempre tutte le mie idee e questo mi dà subito nuova ispirazione.
Com’è andata con “Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città”?
Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città è un libro che ho sempre voluto realizzare. Gli gnomi hanno sempre fatto parte della mia vita. Da piccola ogni volta che perdevo qualcosa mia mamma diceva: “Sono stati gli gnomi!” Sono cresciuta in una fattoria nei pressi di un bosco ed ero sempre alla ricerca di prove della loro esistenza. Tutti sanno com’è fatto uno gnomo e ci sono molte persone che credono che esitano davvero. Io ad esempio ho uno zio serissimo, uno che non scherza mai, e lui mi ha raccontato che quando aveva undici anni ha visto un vero gnomo, su un albero, mentre tornava a casa da scuola. Io gli credo, mio zio non si inventerebbe mai una cosa del genere! Ho cominciato a rimuginarci su. Gli gnomi sono conosciuti in tutto il mondo, da secoli ormai si raccontano e si tramandano storie sulla loro esistenza… quindi forse esistono davvero?! Così mi sono messa sulle loro tracce. E ho scoperto che la storia di mio zio era vera. Gli gnomi esistono! Quando fai una scoperta del genere, ovviamente devi farci un libro. Perché le cose sono molto diverse da come le immaginiamo: la maggior parte degli gnomi non vive più nel bosco da un pezzo. Oggi gli gnomi vivono nei paesi e nelle città. Tra i muri e i pavimenti delle case c’è molto spazio. E loro sfruttano quello spazio.
In Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città fate la conoscenza di Kik. Kik è una gnometta che vi porta con sé in una giornata della sua vita. Leggendo il libro, imparate tutto su di lei, sulla sua famiglia, gli amici e gli animali domestici. Com’è la sua stanza? Quali sono le sue cose preferite? Kik vi racconta dell’abitudine degli gnomi di collezionare oggetti e vi spiega come si costruisce il loro berretto. Kik va a scuola e dal dottore, vi svela qual è il suo cibo preferito e molto altro ancora!
L’idea di fare Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città mi è venuta più o meno sei anni fa. Avevo appena avuto mia figlia Coco e facevo molte passeggiate nel centro di Amsterdam, dove vivevamo all’epoca. E durante queste passeggiate ho iniziato a notare un sacco di ingressi delle case degli gnomi. Quelli che vedete nel libro, io li ho visti davvero. Non li ho inventati! Una volta che ti accorgi dei segni della loro esistenza, li vedi dappertutto. Infatti da quel momento ho tenuto gli occhi ben aperti e ho collezionato una sfilza di prove, ma per disegnarle e descriverle tutte mi ci sarebbero voluti degli anni e, dopo la nascita di mia figlia, volevo dedicarmi a un progetto meno complesso.
Così ho fatto prima Coco può farcela! Intanto, però, continuavo a lavorare alla mia enciclopedia sugli gnomi finché, quattro libri dopo, ho sentito che era il momento di dedicarmi completamente a queste creature e di perdermi nel loro mondo.


Cosa rende questo libro così speciale?
Ho fatto questo libro con grande piacere, è stato il progetto che ho amato di più in assoluto. Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città è il massimo che posso ottenere in questo momento, ci ho messo tutta me stessa. Credo che questo libro sia la somma di tutto ciò che ho fatto, imparato e realizzato finora. È un progetto molto personale.
C’erano talmente tante cose divertenti a cui pensare! Cosa fanno gli gnomi con i nostri oggetti? Qual è la risposta più logica? Per cosa potrebbe usare uno gnomo il tappo di una bibita o una graffetta? Cosa si può fare con un dente di leone? E come si entra in una casa degli gnomi? A tutte queste cose, adesso ci credo anch’io. È come se mi fossi fatta dei nuovi amici. Che buffe creature, gli gnomi!
Volevo fare un libro che da bambina avrei trovato fantastico. Quando inizio un nuovo progetto penso bene a quale sia il mio obiettivo e a tutto ciò che voglio avere nel libro. E mi chiedo quale sia il mio punto di forza, cosa mi riesce bene in quel momento. Per Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città ho tenuto conto di tutti questi elementi per riuscire a fare un libro originale e adatto al target a cui volevo rivolgermi. La storia e i personaggi sono particolarmente coinvolgenti per i lettori in età prescolare.
Volevo fare un libro che da bambina avrei trovato fantastico. Quando inizio un nuovo progetto penso bene a quale sia il mio obiettivo e a tutto ciò che voglio avere nel libro. E mi chiedo quale sia il mio punto di forza, cosa mi riesce bene in quel momento. Per Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città ho tenuto conto di tutti questi elementi per riuscire a fare un libro originale e adatto al target a cui volevo rivolgermi. La storia e i personaggi sono particolarmente coinvolgenti per i lettori in età prescolare. Volevo una protagonista forte, buona ma che sa il fatto suo, che fa cose riconoscibili e avvincenti per i lettori. Gli avvenimenti sono rappresentati in grandi tavole ricche di dettagli nelle quali si può trovare sempre qualcosa di nuovo. Un libro moderno e fresco, al passo con i tempi. E con molto humor. Un’altra cosa che mi piace molto è essere d’ispirazione per i bambini, ad esempio nella tavola in cui spiego come gli gnomi fanno i loro berretti. Spero che i bambini ci provino! E magari che costruiscano una casetta con oggetti di recupero. Io da bambina l’avrei fatto sicuramente! Anzi, anche adesso, perché ovviamente dovevo controllare di aver scritto cose giuste: i berretti degli gnomi li ho fatti sul serio! Ho portato gli gnomi nel nostro mondo. I segni che in casa tua viva o sia passato uno gnomo sono ovunque. Se li noti, ti si apre un mondo.

Come mai hai scelto questo mestiere?
Da piccola non ero più brava degli altri bambini a disegnare. Però mi piaceva molto fare i lavoretti. Costruivo casette per le bambole nelle scatole del tè, usando qualsiasi cosa mi capitasse sotto mano. A volte mio padre si ritrovava con un gran buco nei suoi calzini di lana di capra perché per finire la mia casetta mi serviva proprio quel pezzettino di stoffa. E cucivo io stessa i vestitini per tutti i miei troll. Quando iniziai le scuole superiori, si scoprì che disegnavo molto bene. La mia professoressa di disegno mi diceva: “Loes, devi andare all’accademia di belle arti.” Mi sembrava un’idea fantastica, e così l’ho fatto. Ho frequentato la Willem de Kooning Academie a Rotterdam. In realtà ho sempre voluto fare quello che faccio oggi. La mia tesi di laurea è stata il mio primissimo albo illustrato, Animali notturni da camera da letto (edizioni de Fontein). Il mio mestiere mi piace tantissimo. È molto vario. E ovviamente è fantastico che vada tutto così bene e che io possa fare tutto il giorno la cosa che amo di più al mondo.
Da bambina cosa volevi diventare?
Mi sarebbe piaciuto tantissimo diventare ballerina e archeologa. Non ho fatto neanche un corso di danza in vita mia, ma mi piacevano tantissimo i tutù! E non sono riuscita neanche a fare l’archeologa: ho frequentato un istituto professionale e per fare l’archeologa devi andare al liceo. Ma adesso sono una paleontologa amatoriale e di recente ho comprato un tutù per mia figlia.
Cosa desideri per il futuro?
Non penso così in avanti. Ho tanti progetti e belle idee ma comunque vivo molto nel momento presente. E poi tutto quello che volevo si è già avverato. Soprattutto adesso che il mio libro sugli gnomi è diventato realtà trovo difficile immaginare subito un nuovo obiettivo per il futuro. In ogni caso voglio fare ancora un sacco di bei libri. E tra un po’ di anni mi prenderò di nuovo il tempo per lavorare a lungo su qualcosa di molto speciale come Tutto quello che c’è da sapere sugli gnomi di città.

Vuoi rimanere aggiornato sulle novità della collana Acchiappastorie?
Iscriviti alla nostra newsletter









