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Angelo Mozzillo e Alice Piaggio raccontano “Pesciolino è stato il primo”

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Angelo Mozzillo è autore Premio Andersen 2021 con Io sono foglia (miglior albo zero-6 anni). Alice Piaggio è tra le 20 eccellenze nella nuova generazione degli illustratori italiani per ragazzi selezionati dalla Bologna Children’s Book Fair.
Insieme, sono autori dell’albo Pesciolino è stato il primo, fresco di stampa nel nostro catalogo L’Acchiappastorie. Qui si raccontano, sfogliano il libro per noi e, per festeggiare questa uscita estiva, ci regalano un consiglio sui “posti del cuore” da visitare nelle città dove hanno vissuto! Buona lettura.

Angelo, parlaci di Alice
La prima volta che ho incontrata Alice è stata a Milano: stavamo lavorando al libro Il Natale dell’Orco Narice (Edizioni La Spiga), ma ci eravamo sentiti solo via mail e messaggi. Quando mi mostrò delle prove di illustrazione per Narice le trovai perfette: aveva colto al volo il mio desiderio di fare un libro di Natale fuori dai soliti canoni natalizi. Ci siamo trovati così bene che poi abbiamo voluto lavorare di nuovo assieme.
Alice, raccontaci di Angelo
Io ed Angelo ci siamo conosciuti mentre lavoravamo insieme a Il Natale dell’orco Narice, un libro decisamente eccentrico che unisce orchi e decorazioni natalizie. C’è stata subito sintonia tra noi: entrambi emigrati dai nostri luoghi natali con tanti progetti nel cassetto e la voglia di farsi conoscere nel mondo dell’editoria per l’infanzia.

L’albo Pesciolino è stato il primo è fresco di stampa nel nostro catalogo. Da dove viene l’idea per questa storia e come avete lavorato per farla diventare un libro?
ANGELO Mi pare di ricordare che l’idea mi sia venuta a letto, qualche anno fa. Pesciolino mi svegliò di mattina presto e, per non perdere lo spunto, me l’appuntai subito sulle note del cellulare. Poi come al solito lasciai decantare. Dopo alcuni mesi il testo era pronto, e pensai di proporlo ad Alice. Per fortuna è piaciuto – prima a lei e poi a Terre di mezzo, con cui da tempo volevo collaborare. Così, quell’intuizione che mi aveva portato via il sonno qualche anno fa è diventata un libro!
ALICE Quando Angelo mi ha fatto leggere per la prima volta la storia di Pesciolino l’ho trovata geniale, mi sono messa subito al lavoro per creare l’universo di pesci e animali marini che popolano il racconto. Sono felice abbia pensato a me come illustratrice pe questo libro perché

Pesciolino è perfettamente nelle mie corde: semplice, ma allo stesso tempo ironico e divertente

In che modo è avvenuto il vostro incontro con il mondo della letteratura per l’infanzia? Quali sono gli autori o i libri che più vi hanno ispirato?
ANGELO Da piccolo leggevo solo classici per ragazzi. Me li portava mio zio, erano le edizioni che lui aveva letto da giovane: I ragazzi della via Pal, L’isola del tesoro… Poi cominciai a frequentare la biblioteca del paese accanto al mio, l’unica nell’area in cui sono cresciuto. Così ho conosciuto e amato Twain, Stevenson, Dickens. Gli albi illustrati li ho conosciuti molto tardi, quando mi imbattei in Davide Calì. È stato subito amore: capii che il formato grosso e pieno di illustrazioni di un albo permetteva una sperimentazione maggiore di un testo lungo. E così ho voluto provarci anch’io.
ALICE In cameretta, nello scaffale basso della mia libreria, troneggiavano La Pimpa di Altan, Il libro dei mestieri di Richard Scarry, alcuni “libri con i buchi” della Coccinella e poi, quelli che definisco i libri per bambini più assurdi e divertenti che io abbia mai letto: la “saga” de I coniglietti Tontoloni di Sue Denim e Dal Pilkey. L’ironia, la follia, il non-sense che caratterizza questi libri, uniti allo studio della letteratura per l’infanzia intrapreso all’ISIA di Urbino (Istituto superiore per le industrie artistiche) hanno senza dubbio influenzato il mio modo di raccontare attraverso le immagini.

Cosa direste a un amico che come sogno nel cassetto ha pubblicare storie o diventare illustratore?
ANGELO A un aspirante autore direi di avere molta pazienza, di non aver fretta di pubblicare e soprattutto di leggere e studiare tanto. Se ad esempio vogliamo pubblicare per un editore specifico, si può cominciare a studiare bene il suo catalogo per capire che tipo di libri pubblica e se la nostra storia è adatta a lui.
ALICE Il consiglio che do sempre, a costo di sembrare ripetitiva, è quello di perseverare e di avere pazienza presto o tardi arriva per tutti l’occasione di far conoscere il proprio lavoro.

ANGELO, come non chiederti del Premio e Superpremio Andersen appena ricevuto per Io sono foglia (illustrazioni di Marianna Balducci, Bacchilega). Una cosa che non ti hanno ancora chiesto al riguardo e che vorresti dire
Sono ancora incredulo per questa notizia pazzesca e inaspettata, anche perché è arrivata molto tempo dopo la nascita di quell’albo. La storia di “Io sono foglia” è infatti cominciata anni fa, anche se può sembrare che quel librino sia stato realizzato in poco tempo. In realtà, per me ogni testo è la fine di un percorso, e anche quando si tratta di poche pagine in genere è un lavoro che porto avanti a sobbalzi per mesi e mesi. A sobbalzi, perché una storia deve avere i suoi tempi di maturazione, bisogna lasciarla fermentare, per poi riprenderla e rimaneggiarla laddove non funziona. E poi bisogna aspettare il parere dell’art director, quello dell’editore, la realizzazione delle illustrazioni, tutto il tempo che occorre per trasformare un progetto in un libro stampato vero e proprio, e solo alla fine si può sapere come reagirà il pubblico a tutto quel lavorio.

Quello dello scrittore è un mestiere fatto di attese

ALICE: che cos’è PELO MAGAZINE, e come partecipare o seguirlo da lettori!
PELO nasce durante un aperitivo in un grigio pomeriggio urbinate. Stanchi degli esami e della monotonia universitaria,
io ed altri 20 illustratori abbiamo deciso di unire le forze per realizzare un progetto editoriale totalmente autoprodotto che parlasse di temi di attualità e argomenti tabù in modo ironico e fuori dagli schemi. Nel 2020 dovevamo uscire con il quinto numero, ma l’annullamento dei festival al quale eravamo soliti partecipare ci ha un po’ bloccato. In questo momento abbiamo ripreso in mano la situazione e stiamo pianificando l’uscita del quinto numero per il prossimo festival di autoproduzioni. Nel frattempo vi invito a seguire la pagina Facebook di PELO, lì condivideremo tutti gli aggiornamenti!

ANGELO: vivi a Milano, sei di Napoli. Un posto fuori dalle solite piste, che consiglieresti a chi visita queste città
Non sono un bravo turista: più che fare il giro dei monumenti famosi mi piace andare a zonzo nei posti e poi perdermici. Oppure mi piace immaginare di essere un abitante del luogo che sto visitando. A chi prova questi stessi piaceri consiglio di vagare a caso per il centro storico di Napoli, c’è sempre qualcosa di bello pronto a sorprenderti. A Milano, invece, ho le fisse per i quartieri. Ultimamente sto scoprendo Dergano. Vi farò sapere.

ALICE: sei di Genova, hai studiato a Urbino, vivi in Svizzera. Un tuo luogo del cuore, in queste località, da indicare a un lettore turista curioso
Perdersi tra i vicoli e le botteghe del centro storico è sicuramente la prima cosa da fare per chi vuole immergersi nella Genova più autentica, ma, se fa caldo e vi viene voglia di mare, potete venire a trovarmi a Bogliasco, località in riviera, poco lontana dal capoluogo ligure, dove ho vissuto dalla mia infanzia fino al mio trasferimento ad Urbino e poi all’estero. In Svizzera ci vivo da appena un paio di anni, ma posso già consigliarvi qualche attività da fare nei dintorni: slittare sulle piste innevate di Bergün, gustare un ottimo pollo al cestello ad Attinghausen e fare un giro in SUP (Stand Up Paddle, una variante del surf in cui si sta in piedi su una tavola, utilizzando una pagaia apposita per la propulsione) sul lago di Lugano.

Ci vediamo in giro, allora! Dove vi si può incontrare quest’estate? E cosa leggeremo, dopo Pesciolino?

ANGELO Penso che tornerò a un altro albo natalizio. Come si è potuto capire, mi piacciono le storie di Natale – anche quelle un po’ folli.
ALICE Vi aspetto a Bogliasco, ovviamente. Ma, finite le vacanze, si torna subito al lavoro: ho altri due libri in cantiere, dei quali per ora non posso dire di più!

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