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Perché ci mettiamo in cammino

In questo tempo, tristezza, sconforto e sfiducia sono i sentimenti comuni che attanagliano ognuno di noi. Impossibilità di fare progetti, il rischio di prenotare un volo o un treno a lunga percorrenza, e soprattutto la costante paura per la propria salute e quella dei nostri cari. Il primo gennaio, a Milano, nel salotto del mio appartamento in affitto, mi sono chiesta come poter fuggire da un dolore e una rabbia che ci rendono prigionieri.

La mia risposta è stata nel Cammino: nell’idea di poter mettere un piede davanti all’altro. Di allontanarmi dal cemento, di aprire gli occhi finalmente con il sorriso e di condividere insieme ad altri la via.

La libertà va allenata, come le gambe e le spalle: alzandosi un’ora prima la mattina e facendo esercizio. Si impara a tentoni disponendo sul letto tutti gli oggetti della quotidianità che riteniamo fondamentali. Imparare a capire cosa scartare non è semplice. È da giorni che pratico lo stesso rito: dopo aver disposto sul letto una serie di oggetti personali, li osservo per diversi minuti, li separo gli uni dagli altri, peso, misuro, travaso liquidi in confezioni più leggere, li dispongo nello zaino, e allora peso anche lo zaino pieno. Ancora troppo, allora lo svuoto e ricomincio da capo. E così faccio anche il giorno dopo.

Ogni volta che eseguo questi passaggi però mi sento più leggera, ma non è solo questione di mettere da parte e rinunciare a qualcosa. Una sera il mio coinquilino, dopo avermi osservata per giorni alle prese con la mia operazione, entra nella stanza con in mano un coprizaino e una torcia. Si tratta di saper accogliere e ricevere.
A tarda sera, con guida alla mano, dedico del tempo alle ricerche sui luoghi di accoglienza, parlo con chi quella via l’ha già percorsa, ascolto consigli e suggerimenti, prendo appunti, e allora mi accorgo di quanto tutti noi abbiamo bisogno di fare rete: perché il Cammino lo costruiamo insieme, ogni giorno, con chi lo traccia e lo racconta, con chi lo percorre, sempre nel rispetto della strada, della natura e dei suoi abitanti.

Domani mattina mi sveglierò ancora presto, nonostante il freddo, per fare esercizio così da rendere il corpo forte e pronto, disporrò gli oggetti sul letto e peserò lo zaino. In attesa della primavera, studierò le varie tappe che mi aspettano, i luoghi da visitare e i prodotti culinari ed enogastronomici tipici da assaggiare.

Ecco quindi il mio invito: che sia un anno di Cammini, di nuovi inizi, di strade da percorrere, insieme. Ne abbiamo tutti bisogno. E noi di Terre saremo lì.

Il racconto di Francesca, redazione web e social di Terre di mezzo.

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  • Terre di mezzo

    Terre di mezzo editore è una casa editrice fondata a Milano nel 1994.
    Pubblica ogni anno più di 100 titoli. Tra le collane principali ci sono: L’Acchiappastorie albi e narrativa per l’infanzia, i Percorsi a piedi e in bicicletta, i manuali creativi delle Ecofficine.
    I primi grandi bestseller sono stati la prima guida al cammino di Santiago de Compostela e La grande fabbrica delle parole, di Valeria Docampo.
    Negli ultimi anni ha portato in Italia le serie di Dory Fantasmagorica e Cane Puzzone, ha pubblicato più di 40 guide ai cammini italiani e ha dato alle stampe i testi di Paolo Cognetti e Erri De Luca impreziositi dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, e di Wislawa Szymborska con Guido Scarabottolo.

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