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Luoghi da non perdere sulla Rotta a Nord-Est. Da Trento a Trieste in bicicletta

santuario di monte lussari rotta a nord est

Il cicloviaggio sulla Rotta a Nord-Est è talmente ricco di curiosità e località interessanti, da rendere pressoché impossibile indicare i luoghi imperdibili. Quelli che seguono sono tre spunti per un “assaggio” della Rotta, per farsi venire l’acquolina in bocca… e la voglia di partire!

TRENTINO ALTO ADIGE 

Un bestiario medievale a Termeno Forse non tutti sanno che a Termeno, paese sulla Strada del Vino a pochi chilometri da Bolzano, si trova un autentico gioiello di epoca medievale. È la piccola chiesa di San Giacomo, impreziosita da un ciclo pittorico tra i più notevoli di tutto l’Alto Adige. In particolare, sulla calotta dell’abside, sono rappresentate figure ibride e mostruose, metà animali e metà umani, che affiancano il Cristo Pantocratore e i dodici apostoli: secondo la simbologia medievale, tale rappresentazione ricorda l’eterna lotta tra il bene e il male, in vista di una redenzione anche per gli esseri immondi e alieni al Vangelo.

Così, un uomo-uccello con uno scettro di serpi, ghermisce un uomo-centauro per i capelli; un uomo-pesce minaccia l’uomo-uccello con l’arco teso, mentre un essere provvisto solo di testa e gambe osserva la scena. Ci sono anche un cinocefalo che divora una serpe; una donna-pesce con due code, e un personaggio che cavalca un delfino. Sono inoltre raffigurate scene bibliche: un’intera parete è occupata dalla figura giacente del gigante Golia, nel momento in cui Davide gli mozza il capo. Poiché Termeno si trova sulla rotta per Santiago de Compostela, non potevano mancare i riferimenti ai miti di questo cammino: sulla parete della navata laterale è rappresentato il miracolo di Santo Domingo de la Calzada, una delle leggende più in voga tra i pellegrini jacopei.

CARINZIA

Il paradiso dell’outdoor! La Carinzia, regione più meridionale dell’Austria, offre molteplici spunti per gli appassionati di vita all’aria aperta. E’ percorsa da una miriade di strade panoramiche di montagna, come la Nockalmstraβe, che si sviluppa per 35 km alle pendici del monte Rosennock; ancor più famosa la Strada Alpina del monte Groβglockner, cima più elevata dell’Austria, un capolavoro di ingegneria stradale che, in 36 tornanti e 48 km di lunghezza, scavalca la catena degli Alti Tauri all’interno dell’omonimo parco nazionale. Molto emozionanti anche le gole, che uniscono avventura a divertimento; grazie alla ricchezza di corsi d’acqua, è diffuso il rafting, come sul fiume Möll nei pressi di Obervellach, dove esiste un percorso attrezzato di 13 km. La Carinzia inoltre è uno dei posti migliori in Europa per i ciclisti, con centinaia di chilometri di percorsi ideali per le mountain-bike e un’estesa rete di piste ciclabili, tra cui quella della Drava e dell’Alpe Adria, famose a livello internazionale. E’ anche possibile alternare le attività sportive a un soggiorno rilassante su uno degli splendidi laghi carinziani, caratterizzati da acque trasparenti e sempre balneabili in estate. Il lago più grande è il Wörthersee, che accoglie sulle sue rive fastose ville “belle époque”, mentre il piccolo lago Klopeiner è uno dei più caldi; indimenticabili le baie romantiche del lago Millstatt e il color turchese del lago Faaker. Davvero una regione per tutti i gusti. 

Ai cultori del gusto, la Carinzia regala una cucina eccezionale, basata su prodotti locali e antiche ricette. Tra le tante specialità regionali si ricorda l’asparago del Lavanttal, ingrediente alla base di piatti deliziosi; molto popolari sono anche le ricette autunnali a base di selvaggina. Un po’ dovunque si possono gustare i Kärntner Käsnudel, gli squisiti tortelloni carinziani, la cui ricetta viene tramandata da una generazione all’altra. Questo piatto tradizionale, con ripieno di patate e ricotta e un tocco di menta e cerfoglio che conferiscono loro un sapore particolare, sono così importanti nella cucina carinziana, che esiste perfino un verbo specifico (kredeln) per indicare l’arte di ripiegare la pasta per chiuderli.

FRIULI-VENEZIA GIULIA 

Il Santuario di Monte Lussari (foto in testata). Tra le Alpi Giulie, a una quota di 1.800 m/s.l.m. sorge un santuario dove si venera una statua di Madonna con Bambino ritrovata in circostanze miracolose. Si racconta che un sabato del 1360, un pastore del vicino paese di Camporosso avesse portato il suo gregge a pascolare sul Monte Lussari. Al momento della mungitura, poiché le pecore non arrivavano, andò a cercarle. Le trovò inginocchiate, con la testa rivolta verso un cespuglio, nel quale scorse una statuetta di Madonna con Bambino. La prelevò e la donò al parroco di Camporosso, senza dire dove l’avesse trovata, e il curato la ripose in un armadio. Il giorno seguente, il pastore ritrovò le pecore inginocchiate davanti allo stesso cespuglio, davanti alla medesima statua di Maria, che riportò al parroco. Egli rinchiuse nuovamente la statua nell’armadio, mettendo la chiave in tasca. Quando l’evento si ripeté per la terza volta, il parroco intuì la volontà divina: comunicò l’accaduto al Patriarca di Aquileia, che ordinò di costruire una cappella sul luogo delle apparizioni. Da allora, la Madonna del Monte Lussari è meta di pellegrinaggio da parte dei tre popoli che qui s’incontrano: quello latino, lo slavo e il germanico, uniti in una comune devozione per la “Regina d’Europa”, com’è chiamata la Vergine del Monte Lussari. Il santuario è anche destinazione finale del Cammino Celeste, un percorso devozionale-escursionistico con origine a Barbana nella laguna di Grado. 

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Da anni percorro l'Italia a piedi e in bicicletta, mappando antichi percorsi e individuando nuovi cammini. Per Terre di mezzo ho scritto le guide La Via degli Dei, La Va Via Romea Germanica, Italia Coast to Coast e il Cammino di San Benedetto.

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