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Una festa coi numeri

107 eventi, 76 associazioni e 500 volontari a “Via Padova è meglio di Milano”.

Mercoledì 18 maggio – L’unico modo per godersi una festa è andarci, però i numeri a volte danno l’idea di come sarà.A “Via Padova è meglio di Milano” sono previsti, tra sabato 21 e domenica 22 maggio, 107 eventi: dalle esposizioni artistiche ai burattini per i bambini, dalle tavolate per mangiare insieme nei cortili alle mostre fotografiche, dai concerti agli spettacoli teatrali.

Sono realizzati da 76 realtà del quartiere (associazioni, cooperative, parrocchie, gruppi musicali e artistici, scuole, comitati, negozi e imprese), che hanno coinvolto almeno 500 volontari. “È la festa di chi in via Padova ci vive e si impegna per promuovere la convivenza – ha spiegato oggi Daniela Airoldi Bianchi, portavoce del Comitato organizzatore, durante la conferenza stampa che si è svolta al Ligera-. Proprio nella strada che viene spesso stigmatizzata come problematica, è in corso un vero e proprio laboratorio della socialità che può diventare un modello per tutta Milano”. 

Un laboratorio con un budget ridotto: 10.500 euro. “Ma bisogna aggiungere la ricchezza portata da ciascuno volontario e associazione”, sottolinea Carlo Bonaconsa, presidente del Comitato organizzatore. Dimostrazione, comunque, che si possono fare cose importante anche con pochi soldi.

Il programma completo della festa è su www.megliodimilano.org. 

Vi segnalo per ora tre appuntamenti.

Tour turistico in via Padova. Vengono da Bangladesh, Kenya, Ecuador, Perù, Marocco ed Egitto le dieci guide che animeranno la prima passeggiata di “Milano migranda”, accompagnando i turisti alla scoperta della storia di via Padova e del borgo di Crescenzago.“Abbiamo voluto replicare l’esperienza di Torino, dove un anno fa è stata lanciata l’idea delle passeggiate nei quartieri di Porta Palazzo e San Salvario”, spiega Michele Curami, di Acra, una delle associazioni che promuovono il progetto. 

L’obiettivo di “Milano migranda” è quello di valorizzare la storia dell’immigrazione in via Padova e dintorni (dagli arrivi dal Mezzogiorno, alle migrazioni internazionali), le sue bellezze nascoste e far conoscere le varie realtà associative che lavorano nel quartiere. “Fino ad arrivare alla scoperta dei nuovi sapori e dei nuovi prodotti che stanno contaminando la nostra cultura. Anche dal punto gastronomico”, conclude Michele Curami. L’appuntamento è per domenica, dalle 14.30 alle 17.30. La passeggiata è gratuita, ma occorre prenotarsi all’indirizzo mail: [email protected]  

Biblioteca vivente

Il tema dell’immigrazione e della scoperta dell’altro è al centro di questo appuntamento: per l’occasione, la biblioteca di Crescenzago, diventerà una “Biblioteca vivente”. Sarà infatti possibile “prendere in prestito” per mezz’ora uno dei venti “libri umani”, provenienti da 12 Paesi del mondo: Algeria, Tunisia, Perù, Pakistan, Guinea Conakry, Cina, Albania e Italia. “Tutti vivono o lavorano in via Padova o nelle vie limitrofe -spiega Ulderico Maggi, dell’associazione Abcittà, che ha promosso il progetto-. Il lettore interroga il ‘libro’, fa nascere un dialogo. L’incontro con le persone è il modo migliore per promuovere il dialogo, decostruire stereotipi e pregiudizi”. Chi arriva in biblioteca può iscriversi e “prenotare” il proprio libro sulla base di un elenco di titoli che prendono spunto dalla biografia delle persone. Sabato 21 e domenica 22 maggio appuntamento alla biblioteca di Crescenzago (dalle 15 alle 18.30).  

La grande fabbrica delle parole

Infine l’appuntamento con il workshop gratuito speciale del laboratorio di scrittura creativa “La grande fabbrica delle parole” organizzato da Terre di mezzo. Il laboratorio è aperto a tutti i bambini dai 6 agli 11 anni. Il motto che anima la Grande fabbrica delle parole è “Tutti abbiamo storie da raccontare, ognuno ha diritto di esprimersi”. Ibambini si divertono un mondo e si cimentano con la scrittura. Non male! Appuntamento domenica 22 maggio, dalle 10.30 alle 12.30 presso l’anfiteatro della Martesana (via Stamira d’Ancona, MM Turro). 

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

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