Appello delle donne migranti: stop alle violenze commesse dai nostri uomini.
Giovedì 30 luglio – È ora di rompere il silenzio, complice delle violenze degli uomini stranieri sulle loro donne. Non ci sono ragioni culturali o religiose che possano giustificarle. E la sinistra si svegli, non può stare zitta solo perché non vuole passare per razzista. È l’appello che, per la prima volta a Milano, 13 associazioni di donne migranti presenteranno sabato 2 luglio al parco Trotter (ore 17), nell’ambito del Fjestival delle diversità. “Non siamo più disposte ad accettare che il nostro sfruttamento e la nostra subordinazione siano giustificati da culture, tradizioni o religioni -si legge nell’appello-. Non siamo più disposte ad accettare un antirazzismo neutro o il linguaggio politicamente corretto di un multiculturalismo che giustifica le aggressioni contro le donne che accadono all’interno delle comunità e delle famiglie”.
“È un argomento di cui si parla ancora troppo poco -spiega Edda Pando, presidente di Todo Cambia, che presenterà l’appello al Parco Trotter-. Quando c’è stato il processo contro il padre di Hina (la ragazza pakistana uccisa nel 2006 perché ‘troppo moderna’, ndr) a manifestare davanti al palazzo di Giustizia c’era solo l’onorevole Santanché, la sinistra ha preferito tacere per paura di sembrare contro gli stranieri”. Nell’appello si chiede la fine di questa ipocrisia. “Non vuol dire fare una crociata razzista colpendo indiscriminatamente tutta le comunità migranti ma vuol dire criticare le pratiche patriarcali esercitate da uomini sia immigrati sia italiani. Vuol dire riaffermare una battaglia per la libertà delle donne, migranti e italiane”.
Tutte le comunità di immigrati devono guardarsi dentro. “Dal mondo arabo a quello latino americano, dobbiamo avere il coraggio di denunciare quegli atteggiamenti e quelle arretratezze culturali che ci costringono alla sottomissione”, sottolinea Edda Pando.
Sabato sarà una giornata all’insegna dell’immigrazione in via Padova. Alle 15, sempre al parco Trotter, i migranti autorganizzati allestiranno un presidio contro la sanatoria truffa. Quando nell’estate del 2009 il governo Berlusconi ha varato la sanatoria per colf e badanti, è nato un mercato clandestino di falsi contratti di lavoro per i quali gli stranieri erano disposti a pagare fino a 8mila euro. La maggior parte di loro poi non ha ottenuto il permesso di soggiorno, perché il finto datore di lavoro si è guardato bene dal presentarsi in Questura per concludere le pratiche. Solo a Milano il Naga (associazione di medici volontari) ha raccolto 438 casi di immigrati truffati, per un giro d’affari stimato di oltre 1 milione di euro.









