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Polemiche sulla festa di via Padova

No del Consiglio di zona alla richiesta di un contributo di 4mila euro.

Venerdì 1 aprile – Le 50 associazioni che organizzano la festa di via Padova dovranno fare a meno del contributo del Consiglio di zona 2. Avevano chiesto 4mila euro, ma nell’ultima seduta del Consiglio di mercoledì scorsol’emendamento, che inseriva l’evento nella delibera che finanzia una lunga lista di altre iniziative, non è passato. Anzi, non è stato neppure votato. Il presidente Luca Lepore (Lega Nord) l’ha considerato illegittimo dal punto di vista formale e al momento del voto ha lasciato l’aula chiudendo di fatto la seduta. Non sarà possibile tornare a discuterne perché era l’ultima riunione del consiglio di zona prima delle elezioni amministrative. L’anno scorso alla festa “Via Padova è meglio di Milano” al Parco Trotter avevano partecipato migliaia di persone, che avevano così mostrato un volto diverso del quartiere, spesso descritto solo come pericoloso e degradato.

Il presidente ha commesso un’irregolarità -tuona Giancarlo Aprea, consigliere del Pd che ha presentato l’emendamento-. Ha abbandonato l’aula perché della maggioranza c’erano solo 12 consiglieri (su 22 ndr). Noi eravamo al completo e l’emendamento sarebbe passato. Chi presiede la seduta non può chiuderla solo perché si sta approvando qualcosa che non piace”. Luca Lepore rispedisce al mittente le accuse di irregolarità. “I contributi vengono concessi secondo precisi criteri concordati dai capigruppo -spiega-. Uno di questi è che non possono essere dati a iniziative che si svolgeranno dopo la scadenza del mandato del Consiglio di zona, cioè dopo il 15 maggio quando si terranno le elezioni amministrative”. Nella richiesta di contribuito presentata dalle associazioni, la festa era prevista per il 28 e 29 maggio, ma poi le date sono state cambiate con il week end del 20 e 21 maggio, perché coincidevano con ballottaggio e le scuole del Parco Trotter sono seggio elettorale. “Avremmo comunque dovuto fare un’eccezione -aggiunge Lepore- e pertanto l’emendamento doveva essere accompagnato da una precisa motivazione, che invece non c’era. Sarebbe stato pertanto un atto illegittimo sotto diversi profili e ho deciso di chiudere la seduta perché le delibere poi sono sempre firmate dal sottoscritto“. 

Per l’opposizione si tratta solo di “tecnicismi burocratici di un leghista di parte“, dice Giancarlo Aprea. “In quella seduta sono state finanziate anche altre iniziative che si terranno dopo il 15 maggio. Perché questa no?Che motivazione era necessaria? Si tratta della seconda edizione di una festa che coinvolge ben 50 associazioni e migliaia di cittadini. Più di così”.

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

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