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Pisapia al Parco Trotter

Le ordinanze coprifuoco? Un fallimento. Propone più cultura e sostegno agli anziani.

“Le ordinanze coprifuoco non sono servite a nulla”. Su via Padova propone “un’indagine sulla composizione etnica del quartiere e una campagna di sostegno agli anziani”. Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano per il centro sinistra, mercoledì 26 gennaio (ore 21) sarà nella Chiesetta del Parco Trotter per incontrare la popolazione e le associazioni del quartiere. Si apre così la campagna elettorale nella zona di via Padova, quando mancano pochi giorni alla scadenza delle ordinanze sulla sicurezza, varate dalla giunta Moratti nel marzo del 2010 dopo che in una rissa è stato ucciso (il 12 febbraio) un 19enne egiziano. “Va contro ogni logica pensare di risolvere i problemi sulla sicurezza spegnendo le luci dei luoghi di ritrovo e di aggregazione, desertificando intere strade e, di fatto, isolando ancora di più i cittadini- afferma Giuliano Pisapia-. Ricorrere ad una maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio non può e non deve essere l’unica risposta data da un’amministrazione comunale”.

Le ordinanze sono due: la prima limita l’apertura serale degli esercizi commerciali (fino alle 22 per alimentari e phone center, alle 24 per bar, kebap e ristoranti, alle 3 di notte per le discoteche), l’altra obbliga i residenti e i proprietari di immobili a presentare una scheda sul numero di persone presenti in ogni appartamento. “Sono una misura che non si registra in nessun’altra parte del mondo -aggiunge Pisapia-, soprattutto in città con vocazione internazionale come vorremmo che fosse Milano. Il degrado si combatte innanzitutto a livello culturale. Il comune deve mettere a disposizione della cittadinanza più spazi: dai giardini pubblici alle bocciofile, dalle biblioteche ai centri ricreativi”.  

Su via Padova Giuliano Pisapia propone un’indagine sulla composizione della popolazione del quartiere, il monitoraggio continuo delle condizioni di vita, progetti “per la mediazione dei micro conflitti”. Inoltre, un’illuminazione pubblica migliore e una campagna di sostegno agli anziani. Idee che non tira fuori dal suo cilindro, ammette, ma che vengono da quel “laboratorio sociale” costituito dalle numerose associazioni, dalle cooperative sociali e dalle parrocchie presenti in quartiere. 

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

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