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Nuovi linguaggi della politica

Un assessorato, commissioni e tavoli vari: tutto è all’insegna della coesione sociale. Ma cosa significa?

Giovedì 23 giugno – Il vento di Pisapia ha portato un nuovo termine nel linguaggio della politica: “coesione sociale”. Lo sentiremo ripetere spesso nei prossimi anni. Tanto che il nuovo presidente del Consiglio di zona 2, Mario Villa (in carica da martedì scorso), propone la costituzione di una commissione per la coesione sociale. “Vogliamo affrontare le realtà multietniche come quella di via Padova in modo propositivo anziché repressivo”, dice. Non solo, vuole anche istituire un tavolo tra forze dell’ordine e realtà associative: “Non dobbiamo dimenticare il bisogno di sicurezza dei residenti, ma l’otteniamo coinvolgendo tutti”. 

Ieri ho pubblicato il post con le dichiarazioni dell’assessore alla Sicurezza e (appunto) coesione sociale Marco Granelli, che propone un patto di quartiere da definire insieme al volontariato. Dunque si apre, almeno negli annunci, una nuova stagione per le associazioni, le parrocchie, le cooperative sociali: qualcuno (forse) vuole ascoltarle. Vedremo. 

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

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