Venerdì 8 luglio – Ormai ne sono convinto. Via Padova è anche un quartiere di artisti. In questi mesi vi ho raccontato più volte dei gruppi teatrali. Ho poi dedicato un post a Maria Mesch e a Tommaso Guarino, due pittori che mi hanno regalato il loro singolare punto di vista sulla via. Oggi vi presento una coppia di giovani artisti: Emila Sirakova e Giovanni Manzoni Pizzalunga, entrambi laureati in pittura all’Accademia di belle arti di Brera. Compagni nella vita, due anni fa si sono stabiliti in un grande seminterrato in via Meucci, che è studio, casa e punto di riferimento per altri creativi. “Organizziamo serate per divertirci e scambiarci idee -spiega Giovanni-. Ero alla ricerca di uno spazio dove lavorare. In questa parte di Milano i prezzi sono più bassi. All’inizio ero un po’ impaurito, con tutto quello che avevo sentito dire su via Padova. Ma poi mi sono ricreduto: è molto vivace e ci si vive in tutta tranquillità”.
Emila è nata a Sofia (Bulgaria) 26 anni fa ed è in Italia da 16. Si sta specializzando in fashion design al Politecnico di Milano. Disegna su carta. Si ispira (anche) all’estetica giapponese. Ho visto una sua mostra e nei suoi quadri volti e corpi femminili (spesso autoritratti) si vedono e non vedono, comunicano forza e leggerezza. “Mi piace lavorare sulla carta -spiega-. Ho iniziato anche a disegnare e realizzare abiti”. Abiti che ritrovo nei suoi quadri.
Giovanni è nato a Cochabamba 31 anni fa ed è arrivato in Italia che aveva pochi mesi. Appena si entra nello studio-casa si rimane colpiti dalla maestosità di un murale (sarà lungo cinque metri) che sta realizzando su grandi fogli di carta appesi alla parete. È un susseguirsi di volti e corpi in cui predomina il colore della terra. C’è anche una Madonna con bambino nero. “Utilizzo i fondi di cafféper creare questo effetto -spiega-. Mi piace l’idea di riciclare quel che altrimenti si butterebbe”. È un appassionato di Nikola Tesla, scienziato della prima metà del secolo scorso e inventore (solo per citare una delle sue scoperte) di una sistema per trasportare l’energia elettrica senza fili. Di lui sa tutto ed è capace di parlarne per ore. Tanto da farne un ritratto nel suo grande murale. “Voglio raccontare i nuovi eroi della nostra epoca”. Anche questa è via Padova.








