Chiudi

Ricerca

Ricerca

Narghilé

Un vizio che ha conquistato anche gli italiani.

Quello preferito dagli habitué di via Padova è alla mela: dolce e delicato. Per i fumatori di narghilé il tabacco aromatizzato è tutto. Nel quartiere sono due i locali, il bar del Sole e il kebap Karbush, dove non solo gli stranieri ma anche gli italiani si ritrovano per assaporare i fumi della grande pipa ad acqua. “Vengono studenti universitari e persone che sono state in vacanza nei paesi del nord Africa -spiega Anna che insieme al marito egiziano Amada gestisce il bar del Sole-. È lì che l’hanno provato la prima volta. Evidentemente gli è piaciuto e non vogliono rinunciarvi tornati a Milano”. 

Anche se il più gettonato è quello alla mela, gli amanti del narghilé possono contare sui tabacchi aromatizzati alla fragola, alla menta, all’albicocca e alla liquirizia, solo per citare i più comuni.

Su uno dei tavolini all’aperto di Karbush incontro Sergio, “mezzo italiano e mezzo egiziano”, mi dice. “Invece di fumare le sigarette, mi concedo ogni tanto questo vizio”. Il narghilé richiede tempo. “Da noi vengono soprattutto in gruppo -racconta Anna-. È in effetti un modo per stare insieme. Di solito il narghilé dura circa un’ora: chiacchierano e fumano, come nell’usanza araba“.

Il narghilé è una pipa verticale. “In cima mettiamo la brace e sotto il tabacco – spiega Anna-. Il fumatore aspira da un tubo flessibile, il fumo passa attraverso la boccia piena di acqua posta sul fondo che lo raffredda. Per questo dà una sensazione di freschezza“.

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

Prossime uscite

consigliato da noi

Subtotale: 17,10 

Visualizza carrelloPagamento