Martedì 7 giugno – È un festival dedicato al teatro e i veri protagonisti non sono gli attori, ma 150 cittadini, italiani e stranieri, che per la prima volta salgono sul palco. Da mercoledì 8 a sabato 11 giugno si svolgerà a Milano il primo Festival del Teatro degli incontri: in cartellone quattro spettacoli, due convegni e diversi seminari. Sarà ospitato dalla Casa della Carità (via Brambilla, 8) e dall’associazione culturale Villa Pallavicini (via Meucci, 3): due realtà impegnate nel sostegno ai migranti in via Padova. “È la tappa conclusiva di un percorso che dura da gennaio -spiega Gigi Gherzi, direttore artistico dell’evento-. Quattro gruppi di persone hanno lavorato sui temi del meticciato e dell’immigrazione, producendo uno spettacolo che viene presentato in questi giorni”.
In “Negato lo spazio” (nella foto) sono 20 italiani a raccontare i loro pregiudizi verso i migranti, mentre in“Forse noi siamo qui” gli stranieri spiegano il significato e la storia del loro nome. Gli ospiti della Casa della carità (senza dimora, immigrati, giovani con problemi di salute mentale, donne sole con figli, rom) mettono in scena“Qualche parola la so”, mentre gli adolescenti che frequentano il centro diurno della cooperativa Tempo per l’infanzia esordiscono con “Non ti amo più peluche”. “Offrono spunti di riflessione per tutta la città -aggiunge Gigi Gherzi-. Vogliamo sottolineare l’importanza dell’incontro tra persone, culture, tradizioni: un incontro da cui nessuno esce come era prima. Il meticciato è la sfida che Milano deve affrontare nei prossimi anni. Con l’integrazione qualcuno si modifica per essere accettato dagli altri, col meticciato tutti devono cambiare”.
Tra i seminari, segnalo quello con Miguel Benasayag, filosofo e psicanalista argentino perseguitato negli anni della dittatura nel Paese sudamericano, che terrà un laboratorio venerdì 10 giugno (ore 15 alla Casa della carità), dal titolo: “Resistere è creare: il teatro e le arti come strumenti per la crescita personale e per favorire l’inclusione sociale”.
Il Festival si concluderà sabato pomeriggio con la biciclettata poetico-meticcia: 50 cittadini-attori partiranno, alle ore 16, dalla Casa della carità, scenderanno lungo via Padova passando all’interno del parco della Martesana e del Parco Trotter. “Ogni ciclista ha imparato a memoria una poesia -racconta Gigi Gherzi-, che reciterà alle persone che incontra lungo il tragitto. Sono poesie da tutto il mondo”. Il Festival è promosso, oltre che dalla Casa della Carità e dall’associazione culturale Villa Pallavicini, anche dalla cooperativa Tempo per l’infanzia e dall’associazione Identità plurali.









