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L’Orchestra di via Padova canta in milanese

Debutta il 22 settembre nello spettacolo “El nost Milan”, mix di canzoni e testi dal mondo e meneghini.

Lunedì 19 settembre – Dobbiamo ammetterlo: è una vera e propria sorpresa, mai ce lo saremmo aspettato. I 17 musicisti dell’Orchestra multietnica di via Padova si cimenteranno con alcune canzoni della tradizione milanese. Sì, suoneranno e canteranno anche “Oh mia bela madunina”. Saliranno sul palco per il concerto teatrale “El nost Milan” (regia di Emilio Russo). Un mix di musiche dal mondo e milanesi e di testi letterari italiani e stranieri. Sono previsti brani di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Fiorenzo Carpi e Nino Rota. Il debutto è previsto per giovedì 22 settembre, alle ore 21, al Tieffe Teatro Stabile di Innovazione.  

L’orchestra di via Padova proporrà anche le sue canzoni, tratte dall’ultimo cd “Stanotte!”. Il progetto El nost Milan ha del resto questo obiettivo: contaminare culture e linguaggi. Verranno letti anche testi letterari di Carlo Bertolazzi, Emilio De Marchi, Pier Paolo Pasolini, Franco Fortini, Michele Serra e Stefano Benni e del poeta africano Leopold Senghor.

L’Orchestra di via Padova è nata nel 2006. I suoi musicisti provengono da nove Paesi. L’elenco dei loro nomi è lungo, ma mi piace ricordarlo. Rende meglio l’idea di quanto multietnica sia questa Orchestra. Eccoli: Tatiana Zazuliak, voce dall’Ucraina, Aziz Riahi, voce, oud e violino dal Marocco, Kristina Mircovic, violino dalla Serbia, Abdullay Traorè balafon, djambè e voce dal Burkina Faso, Yamil Castillo Otero batà e congas da Cuba, Juan Carlos Vega, voce e chitarra dal Perù, Andon Manushi, viola dall’Albania, Dario Walid Yassa italo egiziano al pianoforte. C’è un anche un nutrito gruppo di italiani: Luciano Macchia al trombone, Domenico Mamone al sax, Marta Pistocchi al violino (con influenze artistiche rom), Marco Roverato al basso elettrico, Andrea Migliarini alla batteria, Walter Parisi al violoncello, Raffaele Kolher alla tromba e al flicorno, Stefano Corradi al clarinetto e ai sax. Infine Massimo Latronico, che oltre ad essere il fondatore e direttore dell’Orchestra, suona chitarre e bouzouky.

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

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