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L’esame di italiano

Martedì 8 febbraio il test di lingua per gli immigrati. In via Padova 40 candidati.

Per chi lo passa, la vita migliorerà. Martedì 8 febbraio anche a Milano si parte con gli esami di italiano per gli stranieri che hanno fatto richiesta di un permesso di soggiorno di lungo periodo (dura 5 anni). I candidati sono 662 tra il capoluogo e la provincia. Chi lo supera non dovrà più fare ogni anno lunghe file in Questura per rinnovare tutta la documentazione che permette di rimanere in Italia. A Milano sono 7 i Ctp (centri di formazione permanente) che ospiteranno le sessioni d’esame. E una di questi è anche nella zona di via Padova, in via Pontano 11: lì saranno in 40 a cimentarsi con la comprensione orale e scritta di alcuni brani in italiano e con la redazione di piccoli testi.

Agli stranieri viene chiesto di superare un esame di italiano, ma non ci sono corsi organizzati per prepararsi ad affrontarlo. Certo ci sono le scuole gestite dal volontariato e dalle parrocchie, ma non hanno corsi specifici. Lo Stato dal canto suo per ora non ha pensato a nulla. E anche sulle modalità di svolgimento dell’esame ci sono molti dubbi. “Il test è concentrato più sul versante della lingua scritta che non quella orale -spiefa Arcangela Mastromarco, insegnante di italiano L2, esperta di glottodidattica e responsabile del Polo Start 1 della Casa del Sole-. Anche la comprensione orale di brevi testi viene accertata tramite la forma scritta: il candidato ascolta ma poi compila un test”. 

Ci sono immigrati che parlano bene l’italiano mentre hanno più difficoltà a scrivere: “Con questo tipo di esame si penalizza chi ha una buona competenza nella comprensione orale e invece ha qualche lacuna in quella scritta perché magari proviene da culture che utilizzano caratteri diversi da quelli neolatini, come i cinesi o gli arabi”.

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

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