Chiudi

Ricerca

Ricerca

Il vero problema

Non sono gli stranieri ma la povertà. Ricerca della Cattolica su via Padova.

Venerdì 20 maggio – Il vero problema di via Padova non sono gli immigrati, ma la povertà. A queste conclusioni è giunto un gruppo di studenti dell’Università Cattolica di Milano che ha condotto una ricerca sociologica sul quartiere, quale saggio finale del master in Formazione interculturale. “Non si può capire questa zona di Milano pensando solo alla presenza degli stranieri -spiega Milena Santerini, direttrice del Master e coordinatrice dello studio-. Ci sono altri problemi trasversali, in particolare la povertà di ampie fasce della popolazione sia italiana che immigrata e il conflitto tra anziani italiani e giovani soprattutto stranieri”. 

La ricerca verrà presentata sabato 21 maggio alle ore 10.30 alla Biblioteca di via don Orione, nell’ambito della Festa di via Padova, con un incontro dal titolo “Via Padova: polveriera multietnica o progetto di integrazione”. Gli studenti hanno intervistato, nell’aprile del 2010, 71 residenti in via Padova, di cui 29 stranieri: oltre al problema della povertà, è emerso anche quello della casa. “Lamentano case fatiscenti con affitti esosi e non regolari e sovraffollate”, si legge nella ricerca. Per la Cattolica inoltre l’integrazione spesso è difficile per le babele di lingue che si parlano nel quartiere: sono certamente un valore e una ricchezza, ma senza una conoscenza comune dell’italiano il dialogo e la comprensione reciproca è più difficoltoso.

Non mancano gli aspetti positivi del vivere in via Padova: il lavoro incessante delle associazioni, la rete di mutuo aiuto che si è creata internamente alle comunità straniere, i buoni esempi di pratiche interculturali provenienti dalle scuole, il Parco Trotter (“non soltanto polmone verde dell‟area, ma anche laboratorio di coesione sociale”), il dialogo interreligioso che si è sviluppato tra la Casa della Cultura Islamica e la parrocchia di San Giovanni Crisostomo.

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

Prossime uscite

consigliato da noi

Nessun prodotto nel carrello.