Asfa Mahmuod, direttore del centro islamico di via Padova: “È l’occasione per pregare e riflettere sulla figura di Gesù”.
Venerdì 9 dicembre – “Anche per i musulmani il Natale è una festa importante”. Parola di Asfa Mahmoud, direttore della Casa della cultura islamica di via Padova 144. Ed è quanto va ripetendo ai fedeli che si recano ogni giorno nel vecchio garage che funge da sala di preghiera o nella palestra di via Cambini, dove al venerdì si ritrova quasi un migliaio di fedeli.
Capita spesso che sotto Natale ci siano scuole che non allestiscono il presepe o nella consueta recita dei bambini non utilizzano canti religiosi per non urtare la suscettibilità degli alunni di altre religioni. Con tutte le polemiche che ne conseguono. Per Asfa Mahmoud invece non sono un’offesa alla fede islamica. “Possono anzi essere l’occasione per riflettere sulla figura di Gesù, sul miracolo della sua nascita, sul suo messaggio di fratellanza e di amore -spiega-. Per l’Islam Gesù è uno dei cinque grandi profeti dell’umanità, insieme a Noè, Mosè, Abramo e Maometto. E a Maria il Corano dedica un intero capitolo, il sedicesimo”.
Solo un’avvertenza (che in realtà riguarda anche i cristiani). “L’importante è che il Natale non si trasformi in mangiate e bevute. Deve essere invece caratterizzato dalla preghiera”. La Casa della cultura islamica invierà gli auguri di Natale alla vicina parrocchia di S. Giovanni Crisostomo e al nuovo arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola.









