L’annuncio della Moioli: in via Idro anche chi rimane senza casa.
Martedì 3 maggio – Il campo di via Idro potrebbe ospitare in futuro non solo i rom, ma anche i “cittadini milanesi che, per qualche motivo, si ritrovassero improvvisamente senza casa”. È quanto ha affermato ieri Mariolina Moioli, assessore comunale alle politiche sociali, durante la conferenza stampa in Prefettura in cui il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il sindaco Letizia Moratti hanno sancito la definitiva chiusura di quello di via Triboniano. Oggi le pagine milanesi dei quotidiani sono concentrate sulla questione di Triboniano e nei taccuini dei giornalisti è rimasta sepolta questa frase della Moioli (candidata alle amministrative nella lista Milano al centro). Ma per chi abita in via Padova è invece importante, aggiunge un nuovo dettaglio al progetto, più volte annunciato, di trasformare la struttura di via Idro in un campo di transito.
Alla conferenza stampa c’era la mia collega di Terre di mezzo Ilaria Sesana, che le ha chiesto: “Assessore, scusi. Ma quindi se mi va a fuoco la casa e non so dove andare, posso trasferirmi in via Idro?”. E la Moioli ha risposto: “Certo, certo. Anche tu” . Vedremo quanti sfrattati saranno disposti ad andare ad abitare in un campo. Forse si tratta di uno stratagemma per addolcire la pillola per i cittadini di via Padova. C’è chi è fortemente contrario: il Comitato riprendiamoci Milano, guidato da Raffaella Piccinini (ex leghista ora candidata al consiglio comunale per l’Italia dei valori), ha raccolto 10mila firme per dire no al progetto che costerebbe circa 5 milioni di euro.
La frase della Moioli rivela, a mio avviso, due verità. La prima è che la vera grande emergenza a Milano non sono i rom, o i clandestini o ogni altro fantasma che ci impaurisce, ma la casa. Ci sono famiglie, giovani coppie, single, anziani che vorrebbero abitare in un appartamento dignitoso, ma non possono permetterselo perché i costi sono proibitivi. È su questo tema che i candidati sindaci dovrebbero dire che cosa intendono fare.
La seconda verità è che le parole della Moioli tradiscono un pregiudizio diffuso: nel campo di via Idro abitano da circa 20 anni un centinaio di rom harvati italiani. Hanno lì la loro residenza e sono quindi “cittadini milanesi” a tutti gli effetti. I loro figli vanno nelle scuole della zona. Ci sono associazioni, come quella dei genitori della scuola elementare Russo che si danno da fare per favorire l’integrazione e abbattere i muri. Ma c’è un assessore, della città che nel 2015 ospiterà l’Expo, che li considera diversi dai “cittadini milanesi”.









