Al quartiere Adriano i cittadini chiedono nuove analisi dei terreni.

Mercoledì 23 febbraio – Vogliono capire bene cosa c’è sotto i loro piedi. Gli abitanti delle nuove case al quartiere Adriano, in fondo a via Padova, sorte sull’area dell’ex Magneti Marelli, chiedono nuove analisi dei terreni. “Vogliamo la certezza che non ci siano residui di sostanze inquinanti -afferma Paolo Pinardi, membro del comitato Vivere in zona 2-. Prima della costruzione dei palazzi c’è stata una bonifica, ma dopo quello che è successo a Santa Giulia e in via Calchi Taeggi chiediamo che si facciano altri carotaggi per verificare che sia tutto a posto”. La richiesta di ulteriori controlli è stata presentata, insieme al Comitato quartiere Adriano e a Legambiente, alla commissione urbanistica del Consiglio di zona 2 il 19 gennaio. È solo il primo passo. La stessa richiesta verrà presentata nei prossimi giorni all’Arpa, all’Asl e al Comune di Milano.
Nei quartieri Santa Giulia (a sud est di Milano) e in via Chalchi Taeggi (periferia sud ovest) la magistratura, nel 2010, ha posto sotto sequestro i terreni sui quali erano in progetto nuove abitazioni. A Santa Giulia perché non c’è stata alcuna bonifica, in via Calchi Taeggi perché il piano di bonifica è ritenuto insufficiente. “Capisce che ora desideriamo chiarezza anche per le nostre case”, sottolinea Paolo Pinardi.
Il piano di bonifica del quartiere Adriano, approvato dal Comune di Milano nel 2004, prevedeva che il terreno contaminato da idrocarburi, cromo, rame, nichel, piombo, zinco, cadmio e altre sostanze nocive venisse rimosso. Le parti più inquinate dovevano essere trasportate in una discarica autorizzata mentre quelle meno impregnate di sostanze tossiche stoccate e isolate nella stessa area su cui poi sono state costruite le case. Il piano prevede anche analisi periodiche della falda acquifera per i dieci anni successivi alla fine dei lavori. “Le varie imprese che hanno costruito i palazzi ci hanno detto che ora non c’è nessun pericolo -aggiunge Paolo Pinardi, che è anche consigliere di zona 2 dei Comunisti Italiani-. Bene, facciamo altre analisi in modo da esserne certi”.

I cittadini del quartiere Adriano sono sul piede di guerra anche per altri motivi. Mancano ancora tutti i servizi, promessi dal Comune di Milano nel 2007 quando venne presentato il progetto di riconversione di questa immensa area industriale. Le brochure descrivevano un paradiso dotato di asilo nido, scuola materna e media e collegato al resto della città con una metrotramvia. Inoltre: centri culturali e per anziani, un polo sportivo con campi da gioco, spazi benessere e piscine e un centro commerciale. Per ora tutto è ancora sulla carta. “Sono pronti circa 2.200 appartamenti, ma la metà non sono riusciti a venderli -ricorda Paolo Pinardi-. I grandi elettrodotti che passano a pochi metri dalle case non sono ancora stati interrati“. Le vie portano i nomi di grandi attori: Antonio De Curtis, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi e Vittorio Gasman. Chissà quale battuta salace conierebbero per questa storia.










