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Tutti svegli alle 7 del mattino

Controlli a tappeto nell’ex residence Jolly Inn.

Martedì 8 febbraio – Questa mattina nell’ex residence Jolly Inn la sveglia l’hanno data vigili urbani e poliziotti. Hanno bussato ad ogni porta per verificare il rispetto dell’ordinanza del Comune di Milano che obbliga inquilini e proprietari a presentare al comando di zona 2 della polizia locale un modulo in cui autocertificano quante persone vivono in ciascun appartamento. Nel palazzo alto 9 piani di via Cavezzali 11 gli inquilini pagano fino a 900 euro al mese tra affitto e spese della corrente elettrica per monolocali (in tutto sono 194) di 18 metri quadrati. Vi ho già raccontato di come si vive lì dentro con la storia di HafidaIl vice sindaco Riccardo De Corato ha inviato ai giornali questo comunicato stampa:  “Sono stati 53 gli appartamenti ispezionati dagli agenti e 100 le persone identificateNove, nella maggior parte nordafricani, in quanto privi di documenti sono stati accompagnati in Questura per gli accertamenti sulla regolarità sul territorio italiano. Undici, tra proprietari e affittuari, per non aver depositato le schede autocertificative sono stati sanzionati per 450 euro. Sul posto erano presenti anche i tecnici di Asl e A2a”. 

La versione di chi è stato svegliato alle 7 del mattino è un po’ diversa. “Non capisco perché abbiano agito in questo modo -afferma Pina Cortese-. Ho consegnato tempo fa ai vigili il mio modulo e questa mattina sono venuti a chiedermi se l’ho presentato? Dovesse sentire in che modo hanno bussato! Mi hanno poi chiesto se avevo il contratto d’affitto: ma questi controlli devono farli svegliando la gente e presentandosi con i cani antidroga?“. A Pina e agli altri inquilini l’operazione di questa mattina ha lasciato l’amaro in bocca, hanno l’impressione di essere state trattati da delinquenti. E Hafida? L’ho chiamata sul cellulare: era furiosa, le hanno dato una multa di 450 euro perché non ha consegnato l’autocertificazione. “Ho chiesto il modulo al proprietario dell’appartamento ma non me l’ha dato perché sono sotto sfratto”, racconta. Certo poteva procurarselo andando direttamente dai vigili: “Non lo sapevo -mi dice sconsolata-. Facciamo fatica a comprarci da mangiare, come faremo a pagare?”.

Di me tempo fa ho scritto: "Cammino molto e sono un giornalista. Le due cose si sposano bene, perché mi piace l'idea che un giornalista debba consumare le suole delle scarpe". Ora giro per Milano anche in bici e quindi consumo pure i copertoni. Scrivo su Redattore Sociale e mi trovate su Facebook.

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