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Con gli albi nei contesti di cura. Tempi di passaggio: l’adolescenza

serena neri

Il mio lavoro è aiutare bambini e adolescenti a conoscere, mantenere o ritrovare la salute
mentale. C’’è un’immagine che viene spesso usata per far capire che cosa significa salute
mentale e cosa accade quando la salute mentale non c’è, ed è l’immagine della linea
continua: da una parte la salute mentale e il benessere, dall’altra il disturbo e la malattia.
E poi ci sono le varie sfumature in mezzo.
Però…. c’è un però: questa rappresentazione fa pensare che si possa andare verso il
meglio o si possa “tornare indietro”. Se il tempo fosse una linea, si andrebbe sempre avanti o si tornerebbe indietro ripassando per gli stessi punti. Se invece il tempo fosse un cerchio, rimarrebbe la matita che lo disegna, ma farebbe sempre un nuovo tratto, senza mai perdere i precedenti. Crescere è più simile a un cerchio che ad una linea: si lasciano le linee precedenti già segnate e si continua con pazienza a creare nuovi segni.

La parola adolescenza, tendiamo ad associarla ad una serie di problemi, difetti, difficoltà, piuttosto che non a cose belle e piacevoli. Fatto sta che gli adolescenti ci hanno messo tempo per maturare e diventare ciò che sono, per imparare a camminare, andare in bicicletta, nuotare, correre, essere simpatici o introversi, riflessivi o estroversi, sensibili o attivi, studiosi o ingegnosi, cordiali o burberi…

Con estrema pazienza gli adolescenti si sono costruiti fino a questo momento, dentro un mondo adultocentrico che spesso non guida, ma urla ed impone. Occorre mettersi in ascolto, rispettare quel tempo di passaggio, con delicatezza e con la fermezza necessaria a costruire la propria identità.

Tra i tempi di passaggio, questo tra infanzia e adolescenza sembra essere il più temuto, quello in cui può accadere di tutto. Magari sarà davvero così, e non è straordinario?

I ragazzi e le ragazze sono attenti a ciò che li circonda e cercano di godersi il tempo: vogliono vivere al meglio il tempo delle uscite con gli amici e le amiche, vogliono avere il tempo per le cose che li stimolano, che siano dei manga o la cultura coreana, lo sport o i video in cui imparano una manicure perfetta. Vivono il tempo nel qui e ora pensando a ciò che vogliono essere, se trovano ascolto si lasciano guidare, se trovano delicatezza o fermezza la accolgono, se trovano risate si lasciano divertire, a volte stanno nel tempo della rabbia e della vergogna.

Nell’adolescenza emergono e convivono le pluralità per questo si parla di adolescenze, anche se forse basterebbe pensare che ogni persona nell’adolescenza resta diversa, e invece spesso, per comodità, facciamo rientrare tutto in un unico contenitore. 

L’adolescenza ha tempi diversi, inizia e termina in momenti diversi e si esprime in modo diverso

Come, del resto, il tempo: ognuno lo vive in modo diverso, lo sente come diverso e quindi perchè cerchiamo di appiattirlo? I tempi delle adolescenze sono tanti, complessi, a volte difficili ciò che dobbiamo fare noi adulti è convivere con la complessità di questo tempo, non volerlo incasellare, chiudere e costringere, ma lasciarlo circolare, perchè possiamo coglierne i frutti maturi sapendo che torneranno a sparire, per poi tornare l’anno seguente…o, comunque, il cerchio seguente.

Utilizzare gli albi nei contesti di cura. “Che cos’è il tempo?” per la salute mentale

L’albo Che cos’è il tempo? è stato per me un prezioso strumento per rimettere tutto nella giusta ottica, soprattutto quando i ragazzi e le ragazze vedono la loro condizione in “peggioramento”: ad esempio quando finiscono un percorso in cui si sentono bene, ma poi le cose cambiano, iniziano a sentirsi peggio, non più in grado di fare alcune cose o di sentire alcune cose. In questo caso mi ritrovo spesso tra le mani questo albo: lo sfogliamo e ci soffermiamo, ci fermiamo e il tempo diventa il punto in cui siamo. Diventa il seme che nasce, diventa un singolo petalo, diventa un raggio di colore.
Questa visione si collega all’aspetto per me più prezioso della mindfulness, che è: “stare nel qui e ora”. Permettere al tempo di fermarsi e analizzare come ci si sente ora, in questo tempo vivo e sospeso. Lavorare con i ragazzi per la salute mentale vuol dire intrecciare parole e immagini, sensazioni ed emozioni, rabbia e soddisfazione. Gli albi facilitano questo processo.

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Sono una TeRP - Tecnica della riabilitazione psichiatrica. Lavoro per la salute mentale di bambini e ragazzi, ascolto storie, propongo percorsi di cura e accompagno verso gli obiettivi che ciascuno sceglie per sé.

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