Chiudi

Ricerca

Ricerca

Un progetto di lettura e didattica all’aperto sulle “case” e sul “tempo”

Esplorare con le bambine e i bambini le vie del proprio quartiere o città. Osservare con loro le case, scoprire le storie che raccontano. Accorgersi del prima e del dopo, attraverso il trascorrere del tempo e delle epoche. Un’esperienza ricchissima, da proporre in un contesto didattico. Con questo articolo inauguriamo una serie di contributi che raccontano il lavoro fatto, ispirandosi anche ai nostri libri, dall’associazione culturale Talea, che opera a Sanremo e, dal 2022, ha avviato il progetto “Dal saggio gufo”:

Siamo una “scuola dentro fuori”. Spesso la nostra aula è un prato verde e un cielo azzurro. Impariamo in classe, ma anche in Natura, esplorando e conoscendo il mondo intorno a noi. Nella borsa della maestra non mancano mai gli albi!

Cosa vuol dire “Outdoor Education” educazione all’aperto

Letteralmente “didattica all’aria aperta”, ma si tratta di una traduzione riduttiva. Il senso, infatti, non è quello di limitarsi a trasferire quello che si potrebbe fare in aula in uno spazio esterno, ma strutturare attività e pratiche didattiche tramite l’immersione diretta nell’ambiente esterno, che sia urbano o naturale, creando una relazione forte, che coinvolga corpo, spirito e mente. Sostenere il valore della bellezza, della scoperta, del senso di avventura e la valorizzazione delle autonomie e delle competenze, senza limitare i confini disciplinari e curriculari.

Un progetto di educazione all’aperto

Il tempo prima e dopo. Le case.

  • Attività multidisciplinare di italiano, arte, storia, geografia, tecnologia.
  • Classe: adattabile a ogni classe sia primaria che secondaria di primo grado.

Abbiamo intrapreso un’esplorazione speciale: un viaggio indietro nel tempo, attraverso le immagini d’epoca di Sanremo, per renderci conto di come era la città e di come è oggi. Le indiscusse protagoniste sono state “le Case”, custodi di segreti, storie silenziose e vita che passa danzando tra il passato e il presente.

Noi abitiamo a Sanremo e abbiamo deciso di esplorare la nostra città, ma la stessa esplorazione può essere realizzata in qualunque contesto urbano.

Il nostro percorso attraverso Corso Cavallotti, Corso Garibaldi e Piazza Colombo ci ha fatto scoprire che, tempo fa, lungo le strade correvano le rotaie del tram, non c’erano grandi palazzi e c’erano molti più spazi verdi. Ci siamo poi addentrati nel cuore della “Pigna” e abbiamo invitato i bambini ad osservare   bene come sono le architetture del nucleo antico della città: case molto vicine, sviluppate in altezza e tenute insieme da archi, spesso con evidenti segni del tempo. I bambini hanno preso nota di tutte le informazioni e hanno anche scattato fotografie dei dettagli per loro più interessanti. Immagini che sono servite poi per il prosieguo del lavoro, come leggerete più avanti.

Abbiamo usato l’immaginazione, spalancato bene gli occhi, provato a vedere quello che oggi non c’è, ma che un tempo si muoveva proprio lì, intorno a noi. Abbiamo immaginato di incrociare pericolosi saraceni, bambini che giocano tra i vicoli, scrittori e poeti, donne alle finestre che si confidano sogni e incantesimi subito dopo aver preparato una zuppa di pesce.

I nostri passi hanno  lasciato impronte tra il prima e il dopo. Colorando il presente di sguardi, pensieri, attenzioni e storie. Ci siamo chiesti:

Se le case potessero parlare?
Se ogni casa avesse una storia da raccontarci?

Una casa ci ha chiamati a sé e noi, seduti sui suoi gradini, abbiamo fantastico su chi ha vissuto tra quelle mura. Una strega? Una donna che salva gli animali, anche gli orsi? Un’amante dei fiori?

Ci piace l’ idea che le domande restino sospese, senza trovare una reale risposta, se non solo quella immaginata. 

Lettura e laboratorio sulle “storie di case”

Canto per una casa ritrovata, di Sophie Blackall

Una storia ispirata a luoghi e vicende reali. Un albo che pagina dopo pagina svela i fili invisibili che ci legano ai luoghi, e a chi li abita prima di noi. La protagonista è lei, una casa di campagna, piena di voci e canzoni, di pianti e risate. Grandi e piccoli si aiutano, lavorano, giocano insieme. Ma i bimbi crescono, i tempi cambiano, e la fattoria cade nel silenzio, invasa da foglie, fango, animali. Finché, dopo tanti anni, qualcuno non se ne innamora di nuovo… 

Una casa di nuovo di Colleen Rowan Kosinski, Valeria Docampo

Una casa è molto più di un tetto e quattro mura. È viva grazie alle persone che la abitano. La casa protagonista di questo albo racconta l’amore, la gioia, il calore dei giorni di un papà, una mamma e i loro tre figli. Un giorno, però, quella famiglia si trasferisce altrove. La casa, ormai vuota, si lascia andare in rovina. Passano le stagioni finché, dopo tanto tempo, qualcun altro varca quella soglia, capace di vedere la bellezza oltre l’abbandono. Lui pittura le pareti. Il suo compagno ripara i tubi dell’acqua. Arriva anche una bambina. E tutto torna a riempirsi di luce. 

Cosa direbbero le vostre case se potessero parlare?

Un bambino ci racconta di vivere in campagna, nella stessa casa in cui hanno vissuto i suoi bisnonni. La sua casa potrebbe raccontare tante ricette di cucina, perchè tutte le sue nonne sono bravissime a cucinare, soprattutto gli gnocchi di patate e melanzane. Una bambina racconta che la sua casa ha una grossa finestra da cui si vede il mare. La sua casa potrebbe raccontare storie di marinai e avvistamenti di balene, foche e sirene.

Chiediamo ai bambini cosa significa “Casa”.

Casa è dove si può mangiare il cioccolato seduti sul divano, dove si dorme tranquilli e non si soffre il freddo.
Casa è dove giochi, dove stai bene. Casa è il luogo dove custodisce la collezione di sassi e piume.
Casa è l’amore della propria famiglia.

Durante la nostra esplorazione alla Pigna, la parte “vecchia” della città di Sanremo, i bambini hanno preso nota di tutte le informazioni e hanno anche scattato fotografie dei dettagli per loro più interessanti. 

Tutto il materiale fotografico è stato utilizzato a completamento del laboratorio di falegnameria realizzato grazie all’aiuto di Martina Pesante. 

Abbiamo preso nuovamente  ispirazione dal libro Canto per una casa ritrovata e abbiamo raccolto bottoni, pezzi di stoffa, vecchie carte da parati. I bambini hanno raccolto materiale nei mercatini, nei cassetti delle nonne, in cantina.

Con i pezzi di legno ed i supporti, che la falegnama ha messo a nostra disposizione, i bambini hanno creato uno scenario della città vecchia; piano piano i pezzettini di legno hanno preso vita arricchendosi di dettagli, di archi, piazze, fontane, scale, portoni cancelli, balconi fioriti e finestre. 

Sono nate bellissime ed originali vedute della loro Sanremo. 

Abbiamo deciso di raccogliere tutte le loro impressioni, su questo percorso di osservazione della città vecchia, in un piccolo libretto, dove le immagini si accompagnano alle parole e restituiscono la loro personale visione di questa esperienza di conoscenza e di avvicinamento alla città.

Desideri ricevere la newsletter Terre di mezzo Scuola?

Una volta al mese, una selezione di contenuti dedicati a chi vive e lavora nella comunità educativa: laboratori, bibliografie, proposte di formazione, voci appassionanti e appassionate per lasciarsi ispirare.

Nome(Obbligatorio)

Promuovo una scuola "dentro fuori". Spesso la nostra aula è un prato verde e un cielo azzurro. Impariamo in classe, ma anche in Natura, e un albo non manca mai nella borsa della maestra!

Prossime uscite

consigliato da noi

Nessun prodotto nel carrello.