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Giulia Mirandola, traduttrice, racconta “Il mio asinello Benjamin e io”

giulia mirandola asinello benjamin

Quando la redazione di Terre di mezzo mi ha proposto di tradurre Il mio asinello Benjamin, avevo da poco tradotto Jeppe in missione, dell’illustratrice e autrice tedesca Jutta Bauer. Mi ha resa particolarmente contenta il fatto che in poco tempo la casa editrice volesse affidarmi un nuovo testo, e che fosse questo! È un libro che ho sempre visto nelle librerie tedesche e che a un certo punto decisi di acquistare per me, qualche anno fa, soprattutto motivata dal fatto che si tratta di un albo fotografico. Chissà per quale motivo, ero convinta che non sarebbe mai entrato nel catalogo di una casa editrice italiana. Per questo ho provato una grande gioia nel tradurlo, mi sono dimenticata delle mie convinzioni e ho sviluppato una visione diversa: ora penso che questo libro non uscirà più dal catalogo di Terre di mezzo e che in Italia, come in Germania, sarà amato da generazioni di bambine e bambini!

La protagonista, Susi, è una bambina di due anni, vive in un piccolo villaggio di mare con il suo papà, la sua mamma e la sorellina. Durante una passeggiata con il papà incontra un asinello che non sembra essere proprio di nessuno…. La bambina propone di adottarlo, i genitori sono d’accordo e da quel momento l’asinello Benjamin diventa per Susi un grande amico. Insieme fanno le cose di tutti i giorni, ma anche cose eccezionali, come esplorare l’isola loro due soli, perdersi e ritrovare la strada di casa.

Questo libro è attraversato da tante emozioni diverse che Susi prova e che chi legge sente insieme a lei.

L’autore Hans Limmer si trasferì in Grecia, nel villaggio di Lindos sull’isola di Rodi, negli anni Sessanta, con la sua famiglia. La storia narrata è ispirata alla realtà e la bambina protagonista è realmente la figlia dello scrittore tedesco, Susanna Schäfer-Limmer. Le fotografie sono del fotografo svedese Lennart Osbeck.


Osbeck, nelle sue immagini, cerca di seguire lo sguardo della bambina oppure prova a essere la parte visibile di ciò che la bambina pensa e vede dentro sé. In altri momenti le immagini sono invece una cronaca dei fatti.
Hans Limmer scrive cercando di andare vicino al linguaggio di una bambina come Susi. Limmer ha davvero un rapporto famigliare con questa lingua, perché Susi è sua figlia. Il linguaggio di Susi mi piace perché non cerca uno stile, è fatto di frasi semplici e collaudate, sono ammesse le ripetizioni. Nel corso della traduzione ho cercato di essere attenta a questo aspetto e di farlo sentire anche nella lingua
italiana. Una cosa che invece avrei voluto risolvere diversamente è il titolo del libro. La mia proposta all’editore è stata fin dall’inizio quella di mantenere lo stesso titolo dell’edizione in lingua tedesca (Mein Esel Benjamin). Su questa decisione ha avuto più peso la versione voluta dalla casa editrice.

Ho due amiche che tutto l’anno organizzano passeggiate in montagna con gli asini, in Trentino, in
Val di Rabbi, e le prime persone alle quali consiglierei questo libro sono loro, Cheyenne e Alessia,
perché mi sembrano le lettrici più adatte e perché in concreto potrebbe essere loro utile durante le uscite con i bambini e gli asini. Consiglio inoltre questo libro a chi sta imparando l’alfabeto, perché questa storia fissa la lettera B e la lettera S in modo sicuro. Più di tutto consiglio di non farsi spaventare dall’uso del bianco e nero, di leggere Il mio asinello Benjamin a bambine e bambini dell’età di Susi, ma anche di lasciare che siano i bambini a raccontarsi la storia attraverso le fotografie.

…Abbiamo chiesto a Giulia di leggerci il suo passaggio preferito del libro! Scopriamo qual è.

Testo, audio e foto in apertura: Giulia Mirandola.
Foto a corredo: Lennart Osbeck, tratte da “Il mio asinello Benjamin e io

Referente Terre di mezzo Scuola, "legge" il catalogo dell'editore con i suoi grandi occhiali per trasformarlo in uno strumento accessibile e utile a chi vive e opera nella comunità educativa. La cosa che ama di più è conoscere le persone per condividere idee e lavorare insieme, quindi lascia sempre l'indirizzo [email protected] ed è felice di trovare tanti messaggi nella casella di posta.

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