Siamo appena rientrati dall’intensa trasferta romana alla fiera “Più libri più liberi” dove abbiamo avuto l’occasione di incontrare Saša Stanišić e Katja Spitzer, autori di Taxi Pazzi. 28 incredibili viaggi per tornare da te. Tra albo e narrativa, Taxi Pazzi è un libro pensato per essere gustato a voce alta, ma che si presta benissimo anche per accompagnare chi inizia a leggere da solo, con una scrittura briosa e divertente, e storie da reinventare ancora e ancora.
Abbiamo chiesto a Claudia Valentini di condividere il suo sguardo di traduttrice di questo originalissimo testo e la ringraziamo di cuore per il suo contributo! Eccolo a voi, buona lettura.
Claudia, sei la traduttrice di Taxi Pazzi: dicci qualcosa del libro e degli autori e del processo che ti ha vista impegnata su questo testo così particolare.
Conoscevo Saša Stanišić perché è un autore molto noto qui in Germania (Claudia risiede a Berlino, ndr) ed è già pubblicato anche in Italia da Keller e L’Orma. Quando è uscito Taxi, che è il suo primo libro per bambini, è subito diventato un piccolo caso letterario. Così l’ho acquistato, letteralmente divorato e mi sono subito informata sulla situazione dei diritti. Quando ho saputo che se li era aggiudicati la mia amata casa editrice Terre di mezzo, mi sono immediatamente proposta per la prova di traduzione e sono felicissima che il libro mi sia stato assegnato. Certo, tradurlo poi è stata una vera sfida. Il testo infatti gioca continuamente con le parole, tra neologismi e accostamenti imprevedibili. Credo che Stanišić, che ha imparato il tedesco solo da ragazzo dopo essere fuggito dalla guerra in Bosnia ed essersi rifugiato in Germania coi genitori, provi proprio un particolare piacere nello smontare e ricomporre la lingua e io mi sono divertita davvero molto cercando di imitarlo, anche se a volte le sue trovate erano così rocambolesche che ho avuto spesso il dubbio di essere io a non cogliere qualcosa.
Questo libro è davvero molto particolare nella scrittura e nell’ispirazione, potremmo dire “rodariana”, addirittura. Tu cosa ne pensi? E a chi consiglieresti la lettura.
Anche a me, mentre lo traducevo, è venuto più volte in mente Rodari. Di fronte alle incredibili invenzioni di Stanišić, infatti, mi sono trovata a pensare che o è dotato di una fantasia davvero incredibile o tiene nascosta da qualche parte in casa una palla magica che gli suggerisce i famosi binomi fantastici di Rodari. Anzi, direi che gli suggerisce pure trinomi e quadrinomi come minimo. Gli invidio molto, ammetto, sia l’inventiva sia la facilità con cui plasma e lavora la lingua. La lettura di Taxi Pazzi secondo me è proprio adatta a tutti, ma in particolar modo agli adulti che vogliano trascorrere del tempo di qualità con i bambini e usare queste storie per dare poi sfogo, tutti insieme, alla fantasia. Come suggerisce proprio l’autore nel prologo, queste storie possono essere personalizzate, modificate, cambiate e fungere da trampolino di lancio per dare vita a mille altre avventure fantastiche:
«Questo è il consiglio che vi do: mentre leggete a voce alta, fate domande ai vostri figli. Usate le mie storie come semplice canovaccio per le vostre. Trasformatele a piacimento. Cambiatele!»










