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Angelo Mozzillo e Francesco Faccia raccontano “Non mi aspettavo”

angelo mozzillo francesco faccia

Non mi aspettavo è il libro vincitore della terza edizione del Premio di Illustrazione Editoriale “Livio Sossi” Lucca Junior 2021. Funziona così: si parte da una testo scritto e si apre una “call” agli illustratori. Il testo proposto per questa edizione è di Angelo Mozzillo e lo storybord che meglio lo ha interpretato è stato quello di Francesco Faccia! L’uno, autore premio Andersen (con Io sono foglia, illustrato da Marianna Balducci, Bacchilega Editore). L’altro, visual designer, da diversi anni attivo nel campo delle arti visive e dell’animazione video, è al suo esordio nel campo della letteratura per l’infanzia.
Abbiamo chiesto ad Angelo e Francesco di raccontarci l’alchimia che si è creata, grazie al concorso, con questo loro incontro. Inaspettato!

Angelo, parlaci di Francesco
E tu Francesco, dicci di Angelo

Angelo Quando ho scritto il testo di Non mi aspettavo, io non mi aspettavo che a illustrarlo sarebbe stato Francesco. Scrivendo questa piccola poesia avevo in mente un tipo di illustrazione più infantile, quel genere di immagini che io adoro e che sono tipiche del linguaggio dell’albo illustrato.
Il tratto di Francesco però mi ha stupito! È un tratto più adulto, e ho scoperto che riesce a piacere non solo ai bambini, ma anche a chi non frequenta molto i codici dell’albo illustrato. Questo, a parere mio, ha contribuito a dare quel valore “universale” al libro che io, nel mio piccolo, avevo sperato di raggiungere, a partire dal mio breve testo sull’imprevisto. Francesco è un illustratore straordinario. Poi l’ho conosciuto dal vivo, e posso tranquillamente aggiungere che è anche una bellissima persona.
Francesco Ho avuto il piacere di incontrare Angelo per la prima volta a marzo alla fiera del libro di Bologna, ma è senza dubbio al recente festival “Lucca Comics and Games” (ottobre 2022) che ho avuto occasione di conoscerlo un po’ meglio. Avevamo in programma diversi eventi collegati alla promozione del libro Non mi aspettavo e ho così potuto apprezzare le sue molteplici qualità: senza dubbio una grande professionalità, ma anche una grande affabilità e disponibilità.  È stato un piacere condividere questa esperienza con lui.

Raccontateci come è nato “Non mi aspettavo”. Da dove viene l’idea per questa storia e come avete lavorato per farla diventare un libro?

Angelo È nata dopo un lungo periodo di abbattimento, dove ai problemi personali era arrivata la pandemia a metterci del suo. Dopo mesi e mesi di occhi bassi, mi ricordai improvvisamente di alzare lo sguardo, e lì notai una miriade di piccole cose che non mi aspettavo. Un fiorellino spuntato in un balconcino abbandonato; un bambino che regalava una viola a un’altra bambina. Ho proprio pensato: “Guarda quanta bellezza mi stavo perdendo continuando a tenere gli occhi bassi!” Il mondo è pieno di meraviglia, anche in tempi di pandemia, guerra e recessione. Basta solo fare lo sforzo attivo di guardarsi intorno. È un po’ il senso del verso «e invece guarda un po’» che si ripete all’inizio e alla fine della poesia.

Clip video realizzata da Davide Calì

Francesco Quando ho letto il testo di Angelo per la prima volta all’interno del bando del concorso, una delle cose che mi ha colpito immediatamente è stata la natura del suo scritto: un racconto poetico, senza particolari descrizioni dettagliate che mi legassero ad un immaginario in particolare. Per me questo si traduce in una grandissima libertà espressiva. Ho iniziato a pensare a ciò che avrei potuto fare, ma soprattutto a quello che avrei voluto fare. Quello che mi ha guidato alla fine è stata la grande voglia di viaggiare che avevo in quel periodo. Non dimentichiamo che eravamo in piena pandemia e la voglia di prendere, andare, e lasciarsi alle spalle quella strana situazione era altissima. Guardando il testo di Angelo da questa prospettiva il suo testo assumeva un nuovo significato per me, non il racconto di un singolo individuo, ma un canto di rinascita bellissimo dell’intera umanità. Dopotutto non ero il solo che stava sperimentando la clausura forzata da Covid19. Tutti eravamo nella stessa barca o come metaforicamente ho voluto rappresentare la copertina, tutti siamo nella stessa palazzina. Così, seguendo la narrazione di Angelo, ho deciso di raccogliere le sue bellissime parole e portarle in giro per il mondo: dalle lande ghiacciate del Nunavut, alle calde foreste tropicali dell’Indonesia, ed è stato un viaggio stupendo. Il libro è realizzato interamente in digitale, ma non per questo ho rinunciato a dare un taglio pittorico alle illustrazioni, che vogliono comunque avere un tono caldo e accogliente e poi – diciamolo – amo tantissimo i guazzi e la pittura ad olio.

Angelo: la tua tavola preferita del libro
Francesco: la porzione di testo che più hai amato

Angelo È una domanda che mi hanno fatto più volte ma a cui non so rispondere. Le illustrazioni sono una più bella dell’altra. Ciò che mi ha stupito è stato la capacità di Francesco di interpretare le tavole in un modo laterale, non scontato. Come appare lampante guardando l’ultimo disegno: io scrivo di una stella cadente, e la immaginavo vista dalla Terra. Lui invece ha deciso di disegnarla dal punto di vista di un astronauta in missione spaziale!

Francesco La frase che mi ha colpito di più è “Non mi aspettavo che oggi avremmo riso tanto, non mi aspettavo il canto che ha fatto il mio papà.” 

L’ho trovata una frase molto vera. Nella mia esperienza infatti, mi sembra che davvero i padri abbiano la capacità di sorprenderci più di tutti in famiglia. Sarà perché spesso sono quelli che vediamo meno durante la giornata, perché magari sono fuori a lavorare tutto il giorno. Così diventano figure enigmatiche a volte anche un po’ misteriose. Noi figli ancora piccoli ci abituiamo a vederli dal basso verso l’alto, con rispetto quasi reverenziale, e li idealizziamo in un certo modo. Così quando escono dagli schemi che ci siamo fatti di loro, la sorpresa è molto più grande. In più il rapporto padre figlio è qualcosa che mi tocca da vicino, essendo padre anche io e che mi infonde sempre grande tenerezza.

Una tappa importante che ha accompagnato il lancio del libro è stata la presenza a Lucca Comics! Raccontateci

Angelo Lucca è stata un’esperienza meravigliosa. Confesso che io non ero mai stato all’evento né in visita alla città. Che alla mia prima volta al Lucca Comics mi sarei trovato sul palco del Teatro del Giglio, poco dopo Milo Manara e poco prima di Paco Roca, è stato un onore che – scusate, ma devo dirlo – non mi aspettavo! Soprattutto, è stato bello poter condividere con i giovani lettori una poesia scritta più di un anno fa, e scoprirli reattivi su concetti astratti come l’imprevisto e l’inatteso.

Francesco Abbiamo avuto modo di accogliere una classe delle elementari e fare un paio di laboratori aperti alle famiglie. In entrambi i casi il riscontro è stato molto positivo, “Non mi aspettavo” è per sua natura rivolto principalmente ai piccoli, ma anche i grandi possono sicuramente apprezzarlo. Stupore e riscoperta del mondo che ci circonda, sono il tema principale del libro e, probabilmente, il punto giusto da cui partire per creare un dialogo coi bambini nelle scuole.

Un augurio che vi va di condividere qui con i vostri Lettori

Angelo Io auguro una cosa che può sembrare scontata, ma che ho scoperto essere fondamentale: riuscire a dare il giusto valore all’imprevisto.
Francesco Scelgo di lasciarvi una bellissima frase che ho sentito dire dagli astronauti di ritorno dalla ISS (stazione spaziale internazionale) ed è questa, a grandi linee: «Dallo spazio, non si vedono i confini nazionali sul pianeta Terra…», come a dire non ci sono reali divisioni, siamo tutti insieme, siamo tutti sulla stessa barca.

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